logor5vt.jpg (7903 byte)off-notvt.gif (4805 byte)

luglio 2003

mattinzoli.jpg (17891 byte)ENRICO MATTINZOLI, assessore provinciale alla formazione.

ALLA   PROVINCIA   LA   REGIA   COMPLESSIVA   DELLA   FORMAZIONE

 

 

L’attivazione dei fondi interprofessionali per la formazione continua potrebbe mettere in circolo, a Brescia e provincia, circa  17,5 milioni di euro, ossia 35 miliardi di vecchie lire. Sindacati e associazioni datoriali e di categoria   stanno invitando le aziende ad aderirvi e nei prossimi mesi potrebbe partire un consistente numero di corsi. La Provincia, in questa partita, ha un ruolo e, comunque, la Sua intenzione é che lo abbia?

Maggiori risorse a favore della formazione professionale sono certamente una risposta più efficiente ed adeguata alle necessità formative del paese.

Attualmente la Regione, ogni anno, insieme alle Province, costruisce le cosiddette linee d’interesse formativo, ovvero quelle che sono, attraverso i corsi, le formule e i contenuti dell’attività corsuale.

La Provincia di Brescia in particolare, costruisce il contenuto di tale documento all’interno di un tavolo di lavoro al quale partecipano tutte le organizzazioni datoriali, di rappresentanza dei lavoratori, nonché i soggetti pubblici e privati che erogano formazione sul territori. Quindi ogni anno viene costruita la fotografia delle necessità alle quali viene data risposta attraverso l’individuazione di specifici corsi.

La nascita di un nuovo soggetto che sviluppa progettualità ed eroga risorse non può che essere benvenuto all’interno del comparto formativo. La Provincia di Brescia, attraverso l’Assessorato alla Formazione, dovrà continuare ad avere il ruolo di regista per evitare sovrapposizioni di corsi, ma soprattutto per mantenere ordinata ed inquadrata un’ attività che, altrimenti, potrebbe rischiare, se non così gestita, di essere inefficace.

Quale impatto potrebbe avere la formazione continua sulla competitività delle imprese?

Oggi più che mai la competitività delle imprese si gioca, nei mercati internazionali, sulla qualità del prodotto che non può essere raggiunta se non attraverso una preliminare formazione di chi, questo prodotto/servizio in questione, produce o eroga. Vale a dire formazione continua e permanente dei lavoratori e dei datori di lavoro.

La Provincia ha competenze di formazione ampie. Come si collega la formazione continua affidata ai fondi bilaterali con le altre competenze, dirette e indirette, della Provincia?

La Provincia di Brescia ha competenza sull’obbligo formativo. Attraverso fondi europei, regionali e provinciali eroga formazione permanente (rivolta all’utente cosi detto privato) e continua all’utente pubblico e alle aziende. La Provincia amministra un comparto che vale circa 13 milioni di euro e sempre più orienta proprie risorse nella costituzione di corsi, detti nello specifico autofinanziati, ad esempio in settori anche al di fuori della formazione convenzionale come formazione disabili, assistenza domiciliare agli anziani, tecnica di intervento per l’alzheimer.

Per la formazione continua vengono utilizzati fondi  destinati alla disoccupazione. In alcune aziende tuttavia il  problema della chiusura si propone come attuale. Come si muove la Provincia in questa direzione?

Un esempio fra tutti è l’intervento che l’Assessorato alle Attività Produttive e Formazione sta costruendo per i lavoratori della Marzotto volto a riqualificare, a dar quindi maggiore professionalità e quindi, ancora, maggiori possibilità di occupazione.

 

Un altro aspetto interessante del quadro normativo è quello relativo agli apprendisti e di raccordo tra scuola superiore e professionalità. In Lombardia per i giovani che hanno compiuto i 14 anni e hanno conseguito la licenza media sono stati messi in funzione 35 corsi sperimentali di tre anni che daranno accesso al quarto anno delle superiori. Brescia è stata una delle province pilota. Come sono andati i corsi? A che punto è la sperimentazione?

L’anno formativo appena conclusosi ha visto Brescia anche nel comparto della sperimentazione essere, se non la prima, tra le prime province d’Italia. Relativamente alla sperimentazione sono stati investiti 840 mila euro indirizzati a 87 ragazzi. Per il prossimo anno l’Assessorato alla Formazione della Provincia prevede di raddoppiare il numero degli utenti.

 

Quali novità in cantiere per il sistema formativo della formazione professionale?

Il comparto della formazione dovrà sempre più rispondere alle esigenze non solo delle imprese ma anche e soprattutto alle necessità delle famiglie e delle comunità. Il tasso di crescita, che amo definire culturale di un Paese, è la chiave di successo futuro del paese stesso.

Sergio Piccini