- TENNIS INTERNAZIONALE FEMMINILE
- a Bovegno un successo di pubblico e sport
Federica Bonsignori mette in campo lesperienza e domina la finale del Torneo internazionale femminile open «Ernesto della Torre» alla memoria, lasciando poco spazio alla ventenne Claudia Ivone.
E' finita 6-1, 6-2, in un incontro quasi spietato che ha onorato la manifestazione, tra due eccellenti tenniste, entrambe romane: la Bonsignori è stata a suo tempo 28ª nelle classifiche mondiali mentre la Ivone (che ha quindici anni meno dell'avversaria) è attualmente la numero 414.
Da una parte la freschezza e la potenza della longilinea Claudia: una macchina da guerra se riesce a piazzare i suoi potenti diritti e rovesci incrociati, per i quali ha però bisogno di palle basse e filanti che lei sa manovrare con movimento di polso efficace. Dall'altra l'esperienza e la classe di Federica, la carica agonistica e interiore, la preparazione atletica e una condotta sapiente di gara. Doveva impedire alla Ivone di piazzare i suoi colpi, e così ha fatto.
La Bonsignori, prima in battuta in avvio, ha cominciato subito ad alzare la palla mandandola sempre quasi sulla linea di fondo: si vedeva chiaramente che l'avversaria non riusciva a completare il movimento del braccio e a scaricare la sua potenza nella risposta. E quando lo tentava, o sbagliava mandando oltre la linea la palla o era talmente lenta che la Bonsignori riusciva ad infilarla con smorzate quasi beffarde.
C'è stato solo un momento, forse decisivo sul piano psicologico, nel primo set, sul 3-1 per la Bonsignori, in cui ledue finaliste si sono trovate in equilibrio: ben undici palle, 5 dopo il 40/40 per chiudere il game a favore ancora della più esperta: dal 4-1 si è arrivati al 6-1 in un amen.
Ripartiva nel secondo set la Ivone, perdeva subito il servizio e andava sotto 4-0, reagiva orgogliosamente ma poi sul 5-2 mollava definitivamente per l'urlo di gioia della Bonsignori, tra gli applausi del pubblico che gremiva la tribuna.
Quindi la cerimonia delle premiazioni: introdotti da Sergio Piccini, hanno portato i saluti prima Corrado Della Torre (nipote dell'indimenticato Ernesto), poi il sindaco Riccardo Giacomelli, quindi il presidente della Comunità montana, Silvano Corli, il presidente del Comitato provinciale della Fit, Gianni Saldini, e il presidente del Tennis club Bovegno Pier Franco Tanghetti.
A Katia Altilia (premiata da Roberto Ghidoni, il detentore del record della traversata dellAlaska) e a Cristina Salvi (semifinaliste il giorno prima) sono andate rispettivamente le coppe «Giornale della Valle Trompia» e «Comune di Bovegno». A Claudia Ivone ha consegnato il bronzeo trofeoAido alla memoria Monica Giovanelli il padre Cesare. Alla vincitrice ha invece consegnato la coppa d'argento il dottor Carlo Della Torre, insieme alla medaglia d'oro e alla Coppa Comunità montana.
Va così in archivio questa 37ª edizione, che si disputa ininterrottamente dal 1966 ed è solo femminile dal 1998. Significativo quel «tutte torneremo» delle atlete e per prima della Bonsignori: «Ho partecipato a tutte e cinque le edizioni: sconfitta in finale dalla Pizzichini nel 98, me l'ero legata al dito; nel 99 fuori in semifinale, nel 2000 ai quarti, nel 2001 sconfitta ancora in semifinale dalla vincitrice Romano. Ora finalmente avete sentito il mio urlo di gioia. L'anno prossimo sarò di nuovo qui. D 'inverno insegno nella mia scuola agonistica di Gallarate, poi gioco per l'adrenalina del match e per conservare la carica agonistica, il senso dell'avversario, da trasmettere alle allieve, ben più importante della tecnica dei colpi. Conosco bene la Ivone, sapevo cosa fare».
Claudia Ivone, alla sua prima partecipazione, ha elogiato tutti, le suore che lhanno ospitata, gli organizzatori, l'atmosfera unica del torneo. Quanto al match ha detto: «Federica non mi ha mai lasciato giocare, con una stupenda partita. Ma l'anno prossimo sarò qui per rifarmi. Intanto cercherò di entrare nelle prime trecento al mondo».Edmondo Bertussi da Bresciaoggi del 19 agosto 2002