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CAORLE, piccolo borgo di FASCINO e RELAX

Forse il fascino del mare d'inverno, come la celebre canzone di Ruggeri interpretata dalla stupenda voce della Bertè, forse la voglia di mangiare bene e godersi un attimo di VERO RELAX, ci ha portati a Caorle, piccolo paese sul mare, ricco di storia e fascino.

In questo piccolo borgo, scopri l'identità di gente alla buona, di valori umani tipici di un piccolo centro e riscopri i sapori della buona cucina. La nostra redazione ha così scoperto la tranquillità di questa località in un mite week-end di febbraio.

caorle02.jpg (24641 byte)Siamo arrivati alla sera, e abbiamo visitato un noto ristorante della zona, l'antico Petronia, e qui tra una portata e l'altra scopriamo l'origine del nome, ossia il vero nome di Caorle. Tra i succulenti piatti del più antico locale che già cibava i turisti negli anni 40, scopriamo leggende e verità di questo borgo sul mare. Forse a molti sconosciuta, questa località é antichissima, nota già ai romani, che qui insediarono un "castrum" ossia il loro tipico insediamento militare. La presenza di fiumi che entrano in adriatico, porto qui i romani che fecero un porto e un punto di sbarco, così da poterli risalire e raggiungere meglio l'entroterra. Il nostro pasto prosegue, e tra un buon bicchiere di Franciacorta, (che ci fa sentire vicino a casa) vogliamo capire cosa centri PETRONIA con CAORLE. Ci troviamo nuovamente difronte ad una leggenda che parrebbe dare inizio all'attuale cittadella. Bella Petronia sarebbe stato il primo nome di Caorle, ma Bella Petronia sarebbe sotto terra, perché sprofondata nei tempi. Quindi Caorle sarebbe stata costruita proprio sopra PETRONIA. A documentazione dell'esistenza di Petronia una citazione in un passo dell’antico codice medioevale dell'Origo con il termine “Opetroine”.

Tra una citazione storica e l'altra, arriva il dolce, LA POLENTA che noi brescianicaorle07.jpg (26980 byte) conosciamo in altro modo. A questo punto puntiamo su una quattro passi notturni, in una atmosfera incredibile di silenzio con il sottofondo delle onde del mare, e ci chiediamo dove siano gli abitanti. Ci informano che molti sono al "QUADRIFOGLIO" e ci andiamo anche noi. Un locale semplice, gentile e ricco di giochi, infatti la sala del quadrifoglio permette di bersi un'ottima birra o tentare la fortuna con il lotto o giocando con tanti videogiochi. Ci passiamo un po di tempo e poi andiamo in un piccolo albergo della zona.   Alle 09 del mattino siamo già in giro per il paese, il mercato del pesce, i negozi che aprono ugualmente nonostante la bassa stagione, il mare che con il suo profumo ci riempie i polmoni di vita, e la storia della città. Prima visita per il duomo di Caorle che si trova in caorle05.jpg (33068 byte)Piazza Vescovado, nel cuore della città. La tradizione vuole sia costruito nel 1038. Il duomo con la torre che pende come quella di Pisa, è dedicato al martire Santo Stefano. Presenta i tratti architettonici e ornamentali tipici dell'arte veneta del secolo XI. Al suo interno è custodita la famosa Pala d'Oro in stile bizantino. E' del medesimo periodo anche il campanile cilindrico antistante il Duomo. Il campanile è considerato uno dei vanti di Caorle per la singolarità della sua struttura, unica al mondo, è alto 48 metri ed é un cilindro più un cono in leggera pendenza, in passato utile come vedetta per avvistare le navi nemiche.

La chiesa più importante é però il Santuario della Madonna dell'Angelo, meglio conosciuta come la Chiesa della Madonnina, che sorge sull'estremità est della diga di Caorle. E' forse la chiesa più antica dell'isola, come affermano alcuni antichi documenti. Il campanile del secolo XIII è in stile romanico. La forma quadrata ricorda la sua funzione originaria: era nato infatti come torrione per l'avvistamento delle navi nemiche e venne in seguito convertito in campanile, innalzando la cuspide esagonale ancora intatta, che termina con una croce bizantina.  La tradizione afferma che la prima versione di questo luogo sacro venne costruita attorno al secolo VI dagli abitanti di Concordia Sagittaria, che emigrarono nell'isola per sfuggire alle invasioni barbariche. Essi dedicarono la chiesa a S. Michele Arcangelo. La leggenda narra che alcuni pescatori mentre tiravano le reti sulle barche, videro una statua lignea raffigurante la Madonna, che galleggiava sulle acque del mare. La statua era sorretta da un blocco di marmo molto pesante e gli sforzi dei pescatori per portarla a riva furono vani. Solo un gruppo di fanciulli, con il tocco delicatocaorle1.jpg (17153 byte) delle loro mani, riuscì nell'intento. In seguito all'avvenimento prodigioso, gli isolani decisero di dedicare la chiesa anche alla Beata Vergine: da qui il nome di Madonna dell'Angelo. La chiesa della Madonnina è stata protagonista di un altro evento miracoloso: nel 1727 Caorle fu investita da una terribile inondazione marina, ma la chiesa rimase indenne. Ancor'oggi, questo evento viene ricordato da due crocette di marmo ai lati del portale, che indicano il livello raggiunto dall'acqua del mare e sono riportate le seguenti parole: "Nella spaventosa inondazione marina del 31 dicembre 1727, l'acqua era salita fino a questa crocetta, senza che una sola goccia penetrasse nel Santuario". A testimonianza della veridicità di questo fatto sono conservate le dichiarazioni rilasciate dai deputati di Caorle, dai savi esecutori alle acque e dal magistrato in carica all'epoca dell'accadimento.

caorle03.jpg (20752 byte)Oggi Caorle è sempre più nota, grazie alla sua centralità tra Jesolo e Lignano che hanno avuto un notevole incremento turistico negli ultimi anni, e alla vicinanza di Venezia, raggiungibile comodamente ogni giorno con il traghetto. Questo ha permesso negli ultimi anni la nascita di Porto Santa Margherita, che ha insediato in periferia molte abitazioni turistiche, lasciando così intatto il centro storico di Caorle. Passeggiando sul mare poi abbiamo notato molte pietre scolpite ed abbiamo scoperto che ogni estate famosi scultori provenienti da ogni parte del mondo, partecipano al concorso "Scogliera Viva" e scolpiscono sui questi possenti massi di trachite euganea inestimabili capolavori. Noi abbiamo visitato Caorle d'inverno, e ci é piaciuta come il "broeto" o brodetto gustato a pranzo, sicuramente torneremo a stagione avanzata per rigustare il buon pesce, e vivere un week-end di relax.

Sergio Piccini - 01 marzo 2003

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