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LA STRADA della VALTROMPIA

l'incubo dei BRESCIANI

http://www.lom.camcom.it/trasporti/trail/inter/ia000300.htm

Ancora AUTOSTRADA,
1963 la speranza   - 1964 l'attesa della speranza
1967 il primo progetto - 1972 forse qualcosa di muove
1974 forse il pensiero e le parole muovono qualcosa
1978 se ne discute - 1984 forse ci pensa prandin
1999 D'ALEMA PROMETTE la delibera della strada entro IL 31 MARZO
rinvio al 06 aprile 1999 - rinvio al 12 aprile 1999
rinvio al 22 aprile 1999 - rinvio al 15 maggio 1999
rinvio al 10 giugno 1999 - rinvio al 20 giugno 1999
ELEZIONI amministrative... il grande annuncio -- la grande SUPERBALLA!!
          ELEZIONI POLITICHE cambia il governo e noi ASPETTIAMO
SIAMO NEL 2006---
I COMUNI DELLA BASSA VALLE SI RIBELLANO... svegliarsi prima?

IL GOVERNO AMATO, due giorni prima delle elezioni, tramite il Ministro uscente NESI, cambia le regole del gioco, e di fatto, blocca l'attesa AUTOSTRADA... IL NUOVO MINISTRO ANNULLA le STUPIDATE del DECRETO NESI, e DOPO IL PARERE FAVOREVOLE DELLA REGIONE e DELL'IMPATTO AMBIENTALE SIAMO IN TREPIDA ATTESA... NEL FRATTEMPO SCHERZIAMOCI SOPRA, 

Lumezzane e la VALTROMPIA da SEMPRE PRESI IN GIRO

Dal Giornale di BRESCIA del 10 febbraio 2002

Il problema della biblica durata di molti itinerari fra progetti e realizzazioni di grandi opere pubbliche bresciane costituisce un capitolo che non finisce di stupire e che, non si può evitare di definire, ancora una volta, mortificante, per una terra, quella bresciana, che dell’efficienza ha sempre fatto una bandiera. Ancora vale la pena di ricordare come, dagli anni Settanta in poi, la vita media dei progetti importanti per la città abbia trovato cammini di realizzazione tortuosi, fitti di ostacoli e di rallentamenti o soste, così da portare i tempi diCrocev5.jpg (14631 byte) attuazione intorno ai vent’anni. Il tema, per suggerire un’interpretazione generale, potrebbe essere portato ad emblema di una sorta di frammentazione della società, che, perduta l’unità essenziale dei valori comuni condivisi, si è trovata a dovere fare i conti con un panorama di protagonisti, una pluralità di entità autonome, che si temono reciprocamente e che vanno dalle personalità debordanti di certi progettisti alle incoerenze di varie istituzioni, con i loro organi burocratici di autorizzazione e controllo, sino alla proliferazione di soggetti sociali in sistematica contrapposizione fra loro e con le istituzioni medesime, nonché con le amministrazioni liberamente elette. Su tutto ciò grava la leggerezza di un principio di autorità sempre meno influente e conclusivo e quindi incapace di ricollocare le tensioni, dovute ad ostacoli materiali o a resistenze d’opinione, nell’ambito di una normale proporzione della dialettica, che, è doveroso superare in nome dei diritti di una comunità a procedere nell’attuazione di programmi correttamente deliberati. Non vi può essere efficienza, come ricordava Fellini nel suo film-parabola sulle prove d’orchestra, quando il funzionamento delle Amministrazioni deve perennemente essere ostaggio di contestazioni, caotiche grida di allarme e minaccia, agguati giudiziari o giornalistici, in balìa di sberleffi di esigue minoranze sopravvalutate o smaniose di un attimo di notorietà. L’esigenza, un po’ pusillanime, della necessità del consenso unanime risulta paralizzante, tanto più se su tale criterio si sono costruite le procedure e le burocrazie, in omaggio ad una visione della democrazia che rischia di scadere nella sua parodia. Sarà per questi motivi che all’inizio degli anni Sessanta si dava per imminente la costruzione dell’autostrada Brescia-Val- trompia? "Presentato il progetto generale dell’autostrada della Valtrompia", titolava il "Giornale di Brescia"; nel 1967. Da due anni si era proceduto alle rilevazioni del traffico e l’ingegner Mattteo Maternini, bresciano docente universitario in Trieste, aveva steso il piano finanziario dell’opera, che doveva congiungere la bassa Val Gobbia e Gardone Valtrompia con la tangenziale ovest di Brescia e quindi con il casello autostradale della Milano-Padova. In quegli anni si era costruita l’autostrada che congiungeva Brescia con Padova ed era il periodo boom delle autostrade italiane. Non vi era persona cui sembrasse inopportuna la costruzione dell’autostrada per la Valtrompia e i soci fondatori della costituenda Società per azioni "Autostrada della Valtrompia" erano il Comune di Brescia, l’Amministrazione provinciale, la Camera di commercio e i Comuni di Gardone, Lumezzane, Concesio, Villa Carcina e persino Collebeato. Il progetto della nuova autostrada, che si prevedeva a tre corsie per ogni senso di marcia e larghezza totale di 24 metri, fu stilato dagli ingegneri Bonato e Gentilini del Centro studi e progetti di Verona. Era previsto che la strada servisse un bacino di 300.000 abitanti, con un traffico che, a regime, avrebbe raggiunto, entro i trent’anni di concessione, i 2.400 veicoli l’ora. Il traffico giornaliero di esordio dell’autostrada era previsto di 17.500 veicoli, nei due sensi di marcia, con una presenza del 5% di camion. Il raccordo sarebbe avvenuto con la tangenziale ovest della città che era stata costruita soprattutto mirando al collegamento fra Ponte Crotte e le Fornaci, lasciando in secondo piano, per un precedente orientamento delle priorità, proprio il collegamento verso nord, con il Crocevia Nave. Si sottolineava che la Valtrompia era pesantemente scollegata dal sistema viario principale, mancando inoltre di ogni servizio ferroviario. Questa culla e crogiolo dell’operosità bresciana era nata costretta in valli e collegata con la pianura da strade anguste, abbastanza incompatibili con il moderno mercato. Si può immaginare un luogo meno adatto di Lumezzane per lo sviluppo di una così importante industria? Eppure la tenacità della tradizione aveva e ha tuttora sortito questa anomalia. Ma l’ovvia esigenza di modernizzazione non poteva e non può sacrificarsi sull’altare della conservazione o sul patibolo dei dubbi ad oltranza. D’altra parte la pazienza dura da un secolo. Nel 1904 un gruppo di industriali della valle, insoddisfatti del programma di una tranvia Brescia-Gardone, perché assolutamente insufficiente per dare funzionalità ad un territorio a così intensa presenza produttiva, decisero di far stendere, a proprie spese, un progetto di ferrovia elettrica fra Brescia e Gardone. Approvata da Amministrazioni locali e da organi statali, la ferrovia, già totalmente finanziata, si arenò nelle secche di tergiversazioni da parte di chi, come si scriveva, allora, "anteponeva i propri interessi particolari a quelli collettivi". Gli industriali triumplini non desistettero dal loro proposito e si continuò a chiedere che i rami ferroviari, che già collegavano la linea Milano-Venezia con le fabbriche di S. Eustachio (la Franchi soprattutto), si prolungasse a servire tutti gli stabilimenti, almeno sino a Gardone, se non fino a Lumezzane. Si trattava di costruire un binario lungo 18 chilometri. La Prima Guerra mondiale era in corso quando si rinforzò la pressione per tale strada ferrata, in previsione della probabile vittoria e dell’annessione, quindi, del Trentino e dell’Alto Adige, che avrebbero richiesto un collegamento con il Bresciano attraverso la Valtrompia, la Val Sabbia e le Valli Giudicarie. Nel 1918 l’ingegner Giovanni Beltrami, in una conferenza tenuta presso la nostra Camera di commercio, concludeva la sua arringa a favore della ferrovia Brescia-Gardone con queste parole: «Occorre volere , occorre ripetutamente chiedere, occorre, al caso, fortemente reclamare. Sarà forse anche la sola maniera di liberarci, una volta per sempre, dai tentacoli di una burocrazia accidiosa e incompetente». Infatti il reclamare ebbe il suo esito. Dopo quarant’anni, invece della ferrovia fu progettata l’autostrada e tutto era pronto per la sua realizzazione. Anno di inaugurazione previsto: il 1972. Franco Robecchi
A QUANDO la SUPERBALLA??

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non ne possiamo più, siamo esausti
per fare 15 km ci vuole anche un'ora
CARO STATO... dove sei... cosa fai.....
LO SAPPIAMO...... NIENTE ...

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La fatidica data del 31 marzo 1999 é ormai PASSATA da troppi MESI, ora è arrivato l'appalto alla progettazione.............. così come le altre VERGOGNOSE PROROGHE che ha protratto di QUATTRO ANNI i già lunghi tempi di realizzazione previsti. Sembra un destino atroce, nonché una grande presa in giro per la nostra gente, quello che ogni giorno sentiamo e vediamo. La strada della Valtrompia é INTASATA in modo ESAGERATO durante gli orari di punta, tra le ore 07.20 e le 09.30, tra le 11.30 e le 12.30, tra le 13.10 e le 15.15, tra le 16.30 e le 19.00. La vicina città diventa una meta indesiderata per gli utenti di zona, troppa coda, troppo traffico, troppi incidenti, troppe strisce da capire ed interpretare. Soltanto menti ottuse e malate, possono dare una spiegazione allo scempio e sperpero di denaro pubblico per le spese sostenute alla realizzazione di STRISCE che hanno fatto ridere mezza italia. Gli ospiti intervenuti alla nostra radio, che hanno visto la nostra statale, si sono chiesti per quali motivazioni la gente della zona ha accettato i disegni TROCLODITI fatti in nome di un codice della strada inapplicato in tutta l'Europa. Ora la palla é passata di mano dall'ex presidente del consiglio ON. PRODI, al presidente MASSIMO D'ALEMA, ma oltre alle promesse ELETTRORALI sinora ascoltate, pochi i fatti CONCRETI, solo pagliativi insufficenti per un'area industriale e produttiva come Lumezzane e la Valtrompia.

Ora attendiamo che il nuovo governo, riprenda in mano la situazione e non mandi a monte il lavoro fatto dagli enti locali e dalle associazioni di zona. La Valle del Mella attende da TROPPI ANNI una soluzione, al punto d'aver creato incubi alla nostra gente, che sogna una strada in tempi brevi. Nel frattempo sono ultimati i lavori di completamento del sottopasso a VILLA CARCINA, che dovrebbe migliorare il TOTALE CAOS quotidiano (ad oggi pochi gli effetti dei lavori), mentre a Crocevia si stanno ultimando i lavori del SOTTOPASSO davanti al centro commerciale in costruzione (come nella nostra videofoto) che dovrebbe eliminare uno dei tanti semafori sulla strada.
IN VALTROMPIA, percorrere QUINDICI KM diventa un incubo e da SAREZZO a BRESCIA, spesso ci vogliono CINQUANTA MINUTI, come da BRESCIA a MILANO. IL GOVERNO e gli ENTI LOCALI devono dare una risposta urgente,attesa da oltre trent'anni. La gente tramite i mezzi locali, RADIO TV e GIORNALI sono perplessi e oltraggiati da una burocrazia che uccide l'intera economia della Valle.
Dopo la manifestazione del 13 febbraio 1999, dopo gli interventi del comitato STRADAVALTROMPIA, dopo le autocensure dei mezzi di informazione locale, dopo la lettera di sollecito del presidente della comunità montana di Valtrompia ALDO BELLONI e di tutti i sindaci della Valle, dopo le visite del sindaco CORSINI di Brescia con il Ministro dei Lavori Pubblici, dopo l'intervento della PROVINCIA, dopo i solleciti del Presidente FORMIGONI a nome della REGIONE LOMBARDIA, dopo tutto ....... DOPO TUTTO.... ANCORA NIENTE.
ORA ritorna in auge il comitato STRAdaVALTROMPIA...per non smettere di sperare.

"COMITATO STRAdaVALTROMPIA" INFOLINE

Sergio Piccini ...030 890.88.85 - 339-7394286