STORIA 97
LA PIAZZA DI ZANANO. IERI OGGI
La piazza, il palazzo Avogadro, la chiesa di S.Martino. Tre aspetti inscindibili di ununica realtà. Uno scenario di rara bellezza e unità architettonica, forse unico in Valtrompia.È il cuore del paese intorno al quale hanno ruotato le vicende ed i personaggi di una storia millenaria. Una storia poco conosciuta, e in parte, ancora da scoprire.
Il cippo funerario che vediamo affisso alla destra dellingresso carraio del palazzo ci offre un significativo saggio di questa storia.
Reca scolpiti i nomi di Velia, di suo marito Cariassis, figlio di Bitio dei Gennanates e dei figli Clado e Bitio. Questa epigrafe, che conta circa duemila anni, è uno sprazzo di luce sullantica Zanano, quando nella piazza si faceva mercato di attrezzi di ferro, di animali domestici e di armi.
Già allora la piazza doveva essere il centro del pagus romano che si stendeva in alto verso la zona denominata in dialetto Gremù.
Ma saltiamo un lungo periodo di mille anni e veniamo in pieno medioevo allorché Zanano, dopo essere stato possedimento del monastero benedettino di S.Giulia di Brescia, divenne feudo della potente famiglia degli Avogadro. Sulla piazza si affacciavano i tre edifici simbolo di una ordinata comunità: la chiesa, il palazzo, il molino. Sul far del giorno la piazza si animava: erano contadini che conducevano al pascolo gli animali, taglialegna con gli attrezzi di lavoro, nobili cittadini che andavano di fretta sui cavalli bardati
In determinate circostanze, al richiamo della campana, cittadini e contadini capifamiglia facevano assemblea per deliberare sui problemi che riguardavano tutta la comunità. Se la questione interessava soltanto ai cittadini, la riunione si teneva nella caminata picta (la stanza affrescata provvista di camino) del palazzo.
Il 31 luglio 1496 gli abitanti di Zanano si radunano sulla piazza per decidere di ricostruire ed ampliare la chiesa di S.Martino, impegnandosi ciascuno a pagare la sua quota.
Il 25 agosto 1526 lassemblea dei cittadini di Zanano e di Nobili decise lelezione dei rappresentati in una causa intentata contro la Comunità di Valtrompia.
Il 22 dicembre 1519, nella casa del magnifico signor Decio Avogadro sita nella piazzetta di S.Martino i compartecipi proprietari della seriola decidono la ripartizione delle spese per affrontare le riparazioni del vaso della seriola.
Nelle austere stanze del palazzo sono passati tanti protagonisti della storia bresciana.
È tuttora viva la memoria del grande Pietro Avogadro che lasciò di sé le iniziali P.A. in più di unabitazione a Zanano, e di sua moglie, quella Brigida Avogadro dei conti di Lodrone, leggendaria figura di intrepida combattente in difesa di Brescia (anno 1438).
Nella primavera del 1442 Bernardino da Siena si recò nella casa Avogadro di Prato Zucchello, nel brolo dietro il palazzo, per sottoscrivere latto con il quale il nobile Giacomo Avogadro gli faceva dono di 86 tavole di terra per costruire il convento di S.Maria degli Angeli in quel di Gardone.
Intorno al 1740 qui risiedette il curato Don Francesco Maccarinelli, istitutore dei figli di casa Avogadro, autore di un Catalogo delle opere di pittura conservate nelle chiese e nei palazzi di Brescia.
Nel 1777, nella casa che fa angolo tra le attuali via Avogadro e via S.Martino, nasce il più illustre dei Redolfi di Zanano, il servo di Dio Padre Fortunato Redolfi.
Lungo tutto il Settecento i cittadini residenti in Zanano trovarono sepoltura nella chiesa di S.Martino.
9 aprile 1771. Camillo Avogadro danni 50 circa, munito dei S.S.mi Sacramenti di Penitenza, Eucaristia, Estrema Unzione è morto laltra notte e fatte le esequie è stato sepolto in Zenano nelloratorio di S.Martino nel sepolcro dei Cittadini.
24 marzo 1772. Il nobile Giacomo Avogadro, danni 87, munito dei S.S.mi Sacramenti e di tutti gli altri suffragi della chiesa, è morto e è stato sepolto nella chiesa di Zanano nel proprio sepolcro detto dei Cittadini.
24 marzo 1783. Il signor Fortunato Redolfi, danni 77, munito dei S.S.mi Sacramenti con tutti gli altri suffragi della chiesa, morì ieri mattina e fatte le esequie, fu sepolto in Zenano nel proprio sepolcro.
Sul finire del Settecento nel palazzo risiedono Vincenzo Avogadro e la moglie Lucrezia Bocchi: saranno gli ultimi a godere del privilegio di essere sepolti nella chiesa di S.Martino. Il loro figlio, il dottor Orazio, spese la sua breve vita nellassistenza dei malati ed il suo patrimonio in beneficenza. Morì alletà di 45 anni il 1° novembre 1837 e venne sepolto nel nuovo cimitero comunale. Tra le mura del palazzo rimasero i suoi tre figli in tenera età, Vincenzo, Giacomo, Martina e la moglie Teresa Bonincontro, che, oltre a provvedere ai figli, si prendeva cura dei mendicanti ospitati nel palazzo e di un gruppo di ragazze abbandonate.
Ricordando la figura di Teresa Avogadro, Elisabetta Girelli scrisse: Era madre esemplarissima in ogni virtù religiosa e domestica che nel piccolo paese di Zanano era considerata madre e benefattrice di tutti per la sua carità, ed ebbe il merito dallevare santamente i suoi figli, poiché i due maschi abbracciarono lo stato ecclesiastico e la figlia si consacrò tutta al Signore.
La figlia Martina scrive ancora la Girelli non potendosi avere in quel piccolo paese istruzione sufficiente alla completa coltura di una giovane bennata, fu posta in educazione presso le Orsoline di Brescia, ove fece consolanti progressi non meno negli studi che nelle virtù. Uscita di collegio, guardò al bene che avrebbe potuto fare nella sua posizione e, per lunico desiderio di potersi rendere utile alle povere fanciulle del suo paesello, si pose a studiare le materie per gli esami magistrali ed in brevissimo tempo fu in grado di sostenerli, riportandone le patenti di terza classe collabilitazione allinsegnamento privato.
La scuola della piissima Avogadro, numerosa dalle 50 alle 60 discepole, si distinse per disciplina e profitto. Martina provvedeva i libri, le penne, gli oggetti necessari a quelle che non erano in grado di comperarli. Ogni anno vestiva da capo a piedi le alunne più misere e sudice che pettinava ella stessa come fosse stata loro madre e sorella.
Per costruire nella chiesa la cappella dedicata alla Madonna, la famiglia Avogadro offrì lo spazio per dare lo sfondo necessario alla suddetta cappella ed aiutò le opere con altre generose elargizioni.
Alla fine dell800 gli ultimi Avogadro, Vincenzo, sacerdote della Pace e Giacomo prevosto di Rovato, lasciarono tutto ciò che restava del loro patrimonio, compreso il palazzo e la chiesa di S.Martino, alle suore Ancelle della Carità di Brescia perché potesse continuare la loro secolare storia al servizio della comunità di Zanano.
Dopo gli inconsulti interventi degli ultimi decenni, finalmente, la piazza recupera per quanto è possibile il suo antico aspetto. Con un sol colpo docchio si coglie sullo sfondo il palazzo con la torre romanica, il piccolo sagrato, la chiesa di S.Martino. Un angolo di luce che appare ancora più bello nellincipiente grigiore autunnale.
Roberto Simoni
INDICE STORIA PROSSIMA PUNTATA
Elaborazione grafica Sergio Piccini Radio Rete 5 - Portale Valtrompianet