logostoriapic.jpg (14801 byte)

STORIA 92

Don Felice Bonomi, da ricco che era...

Don Felice Bonomi veniva da Lumezzane dove nacque il 15 marzo 1908. Quinto dei dodici figli di Luigi e Margherita Pintossi, era erede di una ricca famiglia di imprenditori.

Sacerdote di grande pietà e zelo pastorale, era un vulcano di idee e di operosità.

Visitando le opere realizzate a Zanano, Ponte Zanano, Brescia (seminario, ritrovo militari, Stocchetta, Grazzine) sorge spontanea una domanda: come ha fatto un prete, da solo, ad ideare e portare a termine progetti che avrebbero messo in difficoltà la stessa curia?

Ma chi era questo prete che un bel giorno fece un fascio del suo molto denaro, quello che gli avrebbe consentito agi e ricchezze di ogni genere, e lo impiegò al servizio dei poveri, delle missioni e di diverse comunità parrocchiali?

La figura di don Felice Bonomi si inserisce in quasi cinquant’anni di storia di Zanano e Ponte Zanano. Dopo l’ordinazione sacerdotale, avvenuta il 15 marzo 1931 nel giorno del suo ventiquattresimo compleanno, frequentò la prestigiosa Università Gregoriana a Roma, dove conseguì due anni dopo la laurea. Nell’ottobre di quello stesso anno fu quindi inviato dalla curia a Zanano, come curato.

Ci rimase vent’anni, fino al 1953, vivendo un’esperienza pastorale molto intensa che lo legò in modo indissolubile a questa comunità.

A quel tempo la parrocchia di Zanano comprendeva anche Ponte Zanano che nel 1933 era costituito da un piccolo nucleo di case erette attorno all’ex forno fusorio. Pur essendo privi di sacerdote gli abitanti vi stavano costruendo una chiesetta.

Don Felice contribuì decisamente all’ultimazione dei lavori ed alla posa delle campane. Ben presto un forte legame lo unì alla comunità di questa borgata di cui si sentiva il curato.

A Zanano e a Ponte Zanano profuse tutte le sue energie giovanili, specialmente nell'assistenza ai vecchi e bisognosi, nell'approvvigionamento di arredi sacri e nella promozione della vita liturgica, aiutato da una buona conoscenza del canto gregoriano.

Con l'aiuto della popolazione abbellì anche la nuova chiesetta dove prestava i servizi religiosi. Ma l’ufficio più delicato, che richiese doti particolari, era per i malati. Riusciva sempre ad infondere loro una grande fiducia.

Ma per i giovani ed i ragazzi era sempre disponibile. La canonica a Zanano era aperta in ogni momento e vi potevano entrare senza bussare o chiedere permesso. Lì trovavano biliardino, ping pong, pallone, cinema, libri e giornalini che acquistava personalmente.

A Ponte Zanano mancava un asilo, non c’era neppure l’abitazione del sacerdote. E dove si potevano radunare ragazzi e giovani per restare uniti? Erano problemi grossi, ci voleva l’intervento di una mano provvidenziale. Don Felice riuscì meravigliosamente a risolvere tutto.

Nel 1948 i fedeli di Ponte Zanano, grazie al suo fondamentale intervento, trovarono una soluzione al problema dell’abitazione del sacerdote. Su un pezzo di terra dietro la chiesetta, ceduto dai figli di Luigi Guerini, fu iniziata la costruzione di una casa che ospitò anche due aule per l’asilo.

Nel 18 dicembre 1949 alla comunità di Ponte Zanano, accresciuta ed in procinto di diventare Parrocchia, fu inviato don Agostino Quaranta. Subito tra i due sacerdoti nacque un rapporto di stima e fiducia reciproca ed una grande amicizia che non venne mai meno nonostante i tanti problemi da risolvere.

Nei due decenni tra il 1950 ed il 1970 Ponte Zanano ebbe un notevole sviluppo demografico ed edilizio, ma la comunità necessitava di tutto: mancavano l’oratorio, il campo sportivo, un asilo più spazioso e, più tardi, una nuova chiesa.

Don Felice aiutò la popolazione ad acquistare i terreni. Don Quaranta con i suoi fedeli fece il resto.

Il loro segreto era una fiducia illimitata nella Divina Provvidenza e una volontà di ferro. Le prove che affrontavano invece di abbatterli li irrobustivano. Ma dalla fiducia nella Divina Provvidenza essi non si aspettavano soldi dal cielo. Quando bussava un fornitore alla porta con fatture in mano, arrivava don Felice e con lui il denaro occorrente.

Scadeva una cambiale e si presentava un signore, mandato da don Felice, con un plico in mano, che conteneva la somma da pagare.

Egli accompagnava, ascoltava, consigliava, invitava a scegliere, ma non si sostituiva a don Quaranta, per rispetto dei diversi ruoli. Mostrava la meta più alta, ma aiutava a scalarla.

Annetteva notevole importanza alle strutture parrocchiali. Diceva: “gli spazi ed i locali al servizio della comunità, contribuiscono a formare le persone” e pensava all’oratorio da realizzare che avrebbe consentito una fiorente vita parrocchiale, soprattutto giovanile. Quanti viaggi, pasti saltati e sonni interrotti per raggiungere un traguardo!

La capacità imprenditoriale ed organizzativa di don Felice Bonomi si rivelò a Ponte Zanano in tutta la sua potenzialità: acquisì le aree per realizzare il campo sportivo, l’asilo e la canonica; grazie al suo decisivo interessamento e sostegno economico furono realizzati il fabbricato di fronte alla canonica, il circolo ACLI, l’asilo, la nuova chiesa.

Si deve alla sua opera anche la fondazione, nel settembre del 1964, di un circolo ACLI a Ponte Zanano nello stabile fatto costruire di fronte all’ex canonica.

All’inizio degli anni ‘80 la comunità di Ponte Zanano era impegnata a costruire la chiesa nuova. Nel progetto iniziale non era previsto l’interrato sottostante.

Don Bonomi suggerì la necessità di un grande salone e fu lui a convincere i riluttanti che ponevano questioni di ordine economico. Come? Come aveva sempre fatto, mise mano al portafoglio e rese possibile la costruzione dell’attuale oratorio.

Fin qui il pioniere, il fondatore, il costruttore di Dio. E come sacerdote? Perché era pure un prete don Felice, aveva anche delle anime affidate alle sue cure. Intanto cominciamo a dire che dalla canonica a Zanano per arrivare a Ponte Zanano impiegava più di un’ora. Un saluto a questo, un sorriso a quello, un'alzata di mano a chi lo chiamava dalla finestra; e chi l'invitava a prendere un caffè, a vedere un malato, a leggere una lettera.

E si vedeva quanto don Felice era stimato ed amato. Il suo grande cuore era aperto a tutti, ma specialmente ai poveri, ai sofferenti, agli ammalati. Essi venivano prima di ogni progetto di costruzione.

Oggi è considerato da tutti il benefattore più illustre della storia di Ponte Zanano. La popolazione, in segno di riconoscenza, gli ha dedicato una lapide a forma di medaglione commissionata dal locale circolo ACLI, a ricordo del suo decisivo impegno per la fondazione del ritrovo, e posata nell’atrio della chiesa parrocchiale accanto a quella di don Agostino Quaranta a suggello di un’amicizia inseparabile.

Nel 1953 don Bonomi diventò parroco alla Stocchetta, quindi nel 1961 cappellano alla clinica “Città di Brescia” dove per sette anni svolse il suo compito di assistenza ai malati.

Nel 1968 don Felice assunse l’incarico di rettore di Santa Maria delle Grazzine, della Parrocchia di Borgo Trento, dove rimase per ventiquattro anni a svolgere il servizio sacerdotale fino al momento della sua morte avvenuta il 6 novembre 1992.

Osvaldo Guerini

 

INDICE STORIA   PROSSIMA PUNTATA

Elaborazione grafica Sergio Piccini Radio Rete 5 - Portale Valtrompianet