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STORIA 87

LA CASA DI RIPOSO DI SAREZZO

LA COSTRUZIONE DEL 1° LOTTO

(3^ parte)

Il progetto della Casa di Riposo, tanto tenacemente portato avanti da Perotti Maria, fu fatto proprio dall’Amministrazione comunale uscita dalle elezioni del 27 maggio 1951 composta dal sindaco Pansera Giuseppe e dagli assessori:

Giacomelli Emilio, Bosio Umberto, Soggetti Alfredo, Pedretti Angelo, Sina Pasino, Pintossi Giovanni

dai consiglieri:

Borghesi Eugenio, Marianini Alessio, Sina Savino, Poli Giovanni, Nassini Narciso, Facchini Cecilia, Guerini Angelo, Maestri G. Battista, Zanetti Arturo, Sina Guerino, Cippini Bortolo, Pinzoni Guglielmo, Belleri Lorenzo.

Indispensabile il supporto dell’E.C.A. (Ente Comunale Assistenza) di cui facevano parte:

Maestri G. Battista, Facchini Cecilia, Ballini Annetta, Aiardi Marta, Zanetti Giacomo, Livella Bortolo, Brioni Luigi, Ravelli Mario, Baldussi Giuseppe.

Nel gennaio 1951 venne infine costituito il Comitato Pro Erigenda Casa di Riposo formato da:

Perotti Maria ved. Antonini - presidente

Bontempi don Faustino

Caldera Agnese

Ravelli Catina

Perotti Maria fu Mosè - cassiera

Di Brehm Vladimiro

Bianchetti Giovanni fu Battista

Schiavoni Pietro

Pansera Giuseppe – rapp. del comune

Maestri Gianbattista – rapp. Cooperativa

Facchini Cecilia – rapp. E.C.A.

Cavagnis Giuseppe – farmacista

Baldussi Giuseppe – esercente

Buffoli Francesco – negoziante

Sanzogni Giuseppe – Valgobbia

Sanzogni Angelo

Marchese don Salvatore – parroco di Zanano

Lucchini Guido – esercente

Peli Felice – esercente

Palazzani Giovanni

Quaranta don Agostino – Ponte Zanano

Livella Bortolo – esercente

Livella Roberto

Saleri Vilfrida

Cristofori Laura

Gaetano Apicella – medico condotto

Gnutti Giacomo

Antonini Mario

Bertarini Rosina Cristofori

Morandini Maria.

Tutti decisero che era il momento di affrontare insieme la realizzazione dell’opera tanto attesa. Furono così iniziati i lavori di scavo delle fondamenta culminati nella cerimonia, come si è visto, della posa della prima pietra il giorno 7 ottobre.

Ma si approssimava l’inverno e “si pensò – annota Maria Perotti – di continuare i lavori nel 1952 con fervore e buona volontà”.

La pausa invernale permise al tecnico incaricato della stesura del progetto, l’ing. Ferruccio Bernori, di ultimare il suo lavoro ed al Comitato di raccogliere altri contributi.

L’ing. Bernori giunge a Sarezzo il 10 marzo per illustrare il suo progetto.

L’amministrazione dell’E.C.A. “rilevato che il progetto presenta tutte le caratteristiche per lo svolgimento dei fini che gli enti responsabili si propongono, DELIBERA all’unanimità di approvare il progetto di costruzione dell’importo di lire 22.000.000 e di iniziare i lavori immediatamente tenuto conto che già erano disponibili 8.000.000 provenienti dalle offerte dei privati cittadini e dal comune di Sarezzo”.

La relazione allegata al progetto di costruzione illustrava brevemente le principali caratteristiche dell’opera:

“la Casa di Riposo per i vecchi di Sarezzo sorge in posizione tranquilla, riparata dai venti dominanti, in località salubre, vicina a boschi cedui e munita di buona via di comunicazione per l’accesso. È orientata in direzione nord-ovest e sud-est con tutti locali di abitazione verso sud e verso est, mentre i servizi sono tutti distribuiti nella parte opposta.

La progettazione è basata sulla possibilità di ricoverare una cinquantina di persone tra maschi e femmine quanti possono essere i vecchi da ricoverare nella circoscrizione comunale.

Il fabbricato è studiato in modo da poter tenere separati gli uomini dalle donne. Sarà costruito su due piani fuori terra, oltre un cantinato e un piccolo appartamento all’ultimo piano riservato al personale di servizio. Si prevede la possibilità di separare le persone a pagamento da quelle a ricovero gratuito”.

Il contratto per l’esecuzione del primo lotto venne affidato all’impresa Zanetti Giuseppe fu Pietro che concesse un ribasso d’asta del 7% sul preventivo di spesa. I lavori di costruzione iniziarono il 21 aprile 1952 con l’impegno – da parte dell’impresa – di ultimare il primo lotto dei lavori nell’arco di 6 mesi. Nel frattempo, di pari passo con il procedere della costruzione, cresceva il numero e la generosità degli offerenti.

La prima persona a mantenere quanto promesso fu Perotti Maria. Il 7 ottobre 1952 firma davanti al notaio Bianchi dr. Giuseppe l’atto di vendita della sua casa di via Zanardelli 6, “costruita nell’anno 1916 e costata a quel tempo in tutto lire 69.600, frutto di grande economia e lavoro fatto da me e dalla defunta mia sorella Luigia”. L’intero ricavato della casa acquistata “dai fratelli Sanzogni Maria, Virginia, Angela, Angelo e Onorio”, venne devoluto alla Casa di Riposo.

Come se ciò non bastasse, la Maria continuò a bussare alle porte delle case di Sarezzo, a chiedere un contributo per “l’opera tanto necessaria e in via di realizzazione”. Ogni giorno annotava su un quaderno le famiglie visitate e le offerte ricevute. Percorrendo le contrade del paese, lei e le sue aiutanti, raccolsero in tutto lire 87.997 così suddivise:

“via San Faustino e Piazza £ 27.875

via Borione e Repubblica e Zanardelli £ 6.210

via Bailo e Valle di Sarezzo £ 14.025

via Quattro Novembre £ 3.275

via Fanfani £ 700

via Santella e San Giuseppe £ 2.600

via Casse e Termine £ 8.000

via Valgobbia e Crocevia £ 4.087

frazione Noboli £ 6.300

via Roma, S. Emiliano, Castello e Capo Maggiore £ 14.925”.

Alla fine del 1952 le offerte pervenute raggiungevano già la spesa preventivata così che la Casa di Riposo poté essere completata e resa funzionante in tutta la sua prima parte.

Oltre al comune di Sarezzo che aveva dato un contributo di quindici milioni, ci furono le offerte di:

Perotti Maria fu Mosè £ 5.396.705

Carlo Antonini £ 2.000.000

Perotti Maria ved. Antonini £ 700.000

E.C.A. di Sarezzo £ 916.675

Residuo offerte alluvionati £ 100.000

ditta Fermo Coduri £ 100.000.

La Casa di Riposo poté essere realizzata grazie a questi contributi, ma sopratutto alla dedizione di una donna come Perotti Maria fu Mosè e alla generosità di tante e tante famiglie “della classe povera” che si privarono non solo del denaro, ma di tanti oggetti e suppellettili e donarono intere giornate di lavoro gratuito.

L’edificio venne inaugurato con una solenne cerimonia l’11 settembre 1955 alla presenza della popolazione saretina e di tante autorità civili e religiose della valle e della provincia.

Per la cronaca, ricordiamo Angelo Gitti deputato al parlamento, Bruno Boni sindaco di Brescia, Giuseppe Orlandi in rappresentanza del prefetto e il Cav. Davide Cancarini di Villa ma saretino di adozione, perché dal 1943 al 1945 visse con la sua famiglia, sfollata a Sarezzo, nella casa del cappellani dove abitava don Angelo Pozzi.

 Roberto Simoni

 

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