STORIA 82
LE ISCRIZIONI LATINE DELLA CAPPELLA IEMALE DI SAREZZO
di Roberto SimoniS
ulla facciata della chiesa parrocchiale di Sarezzo campeggia la scritta latina: MARTIRIBUS FAUSTINO ET JOVITAE DIVIS TUTORIBUS. Parole che significano: (QUESTA CHIESA È DEDICATA) AI MARTIRI FAUSTINO E GIOVITA SANTI PATRONI. Parole latine che oggi comprendiamo con una certa difficoltà.La lingua di Cicerone e di SantAgostino, una lingua che ha attraversato i secoli dellimpero romano e dellera cristiana, sembra destinata al definitivo tramonto Eppure le chiese, i monasteri, le stanze degli antichi palazzi traboccano di scritte, epigrafi e lapidi in latino, la lingua madre dellitaliano.
Quando ci imbattiamo in queste scritte comprendiamo che esse ci parlano di persone e di avvenimenti che ci appartengono, che sono parte della nostra storia, ma spesso non riusciamo ad interpretarle correttamente.
Questa sensazione ci coglie quando in un angolo del cimitero di Sarezzo scorgiamo alcune lapidi dell800 che ricordano personaggi come gli Avogadro ed i Bailo ivi sepolti. O quando ci capita di entrare nella cappella stretta fra la chiesa parrocchiale e la casa canonica al centro del paese.
Aggirata labside della chiesa, da via Dossena, giungiamo in un breve cortile ed eccoci allingresso della cappella. Entriamo.
Siamo nella parte che ci è rimasta della più antica chiesa parrocchiale che andò distrutta allinizio del 1600 per far posto alla attuale parrocchiale.
Abituato locchio alla penombra, scorgiamo sulle pareti, a destra ed a sinistra, numerose lapidi con scritte latine, parole abbreviate, lettere inconsuete, numeri romani
Cominciamo ad osservare la parete più ad est.
Sopra un minuscolo altare, vediamo murata una pietra grigia che reca scolpito il caratteristico stemma degli Avogadro di Zanano: è il pezzo più prezioso che documenta la remota presenza della nobile famiglia feudataria nel nostro comune.
La pietra venne rinvenuta nel secolo XVI° quando fu costruita la torre campanaria nellangolo nord-est dellantico sagrato esattamente dove si trovava la tomba di famiglia degli Avogadro. Sopra ed intorno allo stemma sono scolpite, in un latino approssimativo, le seguenti parole: ANO DNI MILLOCCCXXXVII. ISTUD MUNUMENTO E DOMINORUM DE AVOCATIS DE ZANANO. (Anno del Signore 1337. Questo monumento è dei signori Avogadro di Zanano).
Le lapidi, realizzate nellOttocento per iniziativa dei NEOCORI (i responsabili dei beni della chiesa, detti anche Fabbricieri), documentano la volontà testamentaria di alcuni benefattori che hanno lasciato i loro beni alla comunità religiosa e civile.
Le autorità ecclesiastiche prescrivevano che queste lapidi fossero esposte al pubblico per tramandare ai posteri la memoria dei benefattori e impedire che i beni fossero alienati o dispersi.
Questo il testo latino delle epigrafi (con relativa traduzione):
MARTIA ODOLINI O. XI. K. NOV. AN MDCCCXLI CURIAE HUIC DEN. AUSTR. TER MILLE QUATERC. NONAG. TESTAM. TRANSMISIT UTI IN SACRAM AUGUSTI CULTUM EORUM RED. IMPENDERETUR
NEOCORI F.F. |
Marzia Odolini / morta il 23 ottobre 1841 / lasciò per testamento / a questa chiesa / tremila quattrocento novanta / denari austriaci/ il cui reddito sia utilizzato / per il culto sacro della chiesa.
I Fabbricieri Fecero Fare (Fieri Fecerunt). |
MARCUS ANT. MAZZA SAC. QUI OBIIT IV K. DEC. A. MDCCCXLII DEN. AUSTR. MILLE AC QUING. CUM VARIIS INDUM. AD SACRUM UTENDIS TESTAM. CURIAE HUIC RELIQUIT UTI DUODECIES QUOTAN. SACRUM AC FUNUS ANNIV. FIERET.
NEOCORI P.P. |
Marco Antonio Mazza Sacerdote / morto il 10 dicembre 1842 lasciò per testamento a questa chiesa / mille cinquecento denari austriaci / da utilizzare per i vari paramenti / e perché dodici volte allanno / sia celebrata una cerimonia religiosa / nellanniversario della sua morte.
I Fabbricieri posero. |
VINCENT. BETTARIGA QUI OBIIT XIII K. DEC. AN. MDCCCXLV HANC CURIAM HEREM VIII MIL. DEN. AUSTR. INSTITUIT UTI AD ARAM SACRATIS. ROSAR. SEXIES QUOTAN. PERPETUO LITARETUR
NEOCORI P.P. |
Vincenzo Bettariga / morto il 21 novembre 1845 / istituì questa chiesa / erede di ottomila denari austriaci / perché sei volte allanno in perpetuo si celebri / una messa allaltare del sacratissimo Rosario.
I Fabbricieri posero. |
JON GUIZZI O. ID. JUN. A. MDCCCXLVIII TESTAM. REM SUAM DISPOSUIT UTI MEDIO X MIL. AC SEXCENT. DEN. AUSTR. REDITU SARETIAM AERARIUM INOPIAE PUBL. LEVANDAE AUGERETUR RELIQUO SEMEL SING. DIEBEL FEST. SACRUM IN AEDE ZANAN. FIERET HAEC VERO CURIA IV MIL. DEN. AUSTR. DONARETUR OB STATAS QUADRAGESIMAE CONCIONES AETERNUM FACIENDAS.
RELIQ. PAUPERUM PRAESES. NEOCORI M.F.CC. |
Giovanni Guizzi / morto il 15 giugno 1848 / dispose per testamento / che metà del reddito della sua sostanza / di milleseicento denari austriaci / vada Al comune / perché sia usata a sollievo della pubblica miseria / La restante parte perché si celebri una messa ogni giorno festivo / nella chiesa di Zanano / Siano donati quattromila denari austriaci / perché in questa chiesa / si tengano in perpetuo le prediche quaresimali / ed il resto vada alla Congregazione di carità.
I Fabbricieri a ricordo. |
PETRUS MAESTRI SAC. QUI DECESSIT V K. MART. A. MDCCCLIIX HANC CURIAM DEN. QUATER MILLE AC OCTING. EX TESTAM. DONAVIT UT QUOTAN. BIS SEXIES SACRUM AC UNAE INFERIAE FIERENT
NEOCORI M. FF. |
Pietro Maestri sacerdote / morto il 27 febbraio 1858 / per testamento donò quattro mila ottocento denari / a questa chiesa / perché ogni anno si celebrino dodici cerimonie funebri / e si faccia unofferta.
I Fabbricieri a ricordo. |
PAULA PEROTTI VIII ID. SEP. A. MDCLVII IV MIL. DEN. PLANET TRISQ. AGELLOS MUNICIPIO SARETI DEDIT UTI PERPETUO SACERDOS HEIC QUOTIDIE SACRUM PERAGERET IN SING. VERO HEBDOM. QUINQUIES PIIS SUI AC SUOR. MANIBUS. CUI REI EX TABELL; BARTHOLOMEI OLDOFREDI SYNGRAPHA PROMIPTAE MON.
NEOCORI PP. |
Paola Perotti morta l8 settembre 1657 / lasciò quattromila denari planeti e tre poderetti/ al municipio di Sarezzo / perché in perpetuo un sacerdote celebri qui una messa / e cinque volte ogni settimana per i suoi cari defunti. Ciò risulta dallestratto dellatto notarile redatto da Bartolomeo Oldofredi.
I Fabbricieri posero. |
PETRUS SALERI HUI ECCL. RECTOR MUNICIPIO SARET. EX TESTAM. K. SEPT. A. MDCLXXIX DOMUM HORTUM VIRIDIUM PLATEAE CONFINE RELIQUIT QUORUM REDDITUS AD SACR. QUADRAGES IMAE CONCIONES ADHIBERETUR AEDIFICIOLUM INSUPER IN USUM AEDITUI S. EMILIANI. QUAE DE SYNGRAPHA GASPARI FERRANTI EXCERPTA.
AB NEOCORIS A. MDCCCLXI HOC TIT. AETERNANTUR. |
Pietro Saleri Rettore di questa chiesa / lascia al comune di Sarezzo / con testamento del I° settembre 1679 / la casa, lorto, il brolo al confine della piazza / perché il loro reddito sia utilizzato per le prediche quaresimali; / il rimanente sia usato per la casetta del custode di S. Emiliano. Ciò è estratto dal rogito del notaio Gaspare Ferandi.
Dai Fabbricieri nellanno 1861 a perpetuo ricordo. |
Nel pavimento è collocata una epigrafe sepolcrale: |
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HIC IACENT OSSA REV.D.MI D. JOANNIS MARIAE ROMILIA JURIS UTRIUSQUE DOCTORIS ARCHIPRESBITER V.F. SARETII QUI OBIIT DIE XXIV AUGUSTI ANNO DOMINI MDCCLXXX QUIQUE HANC AECCLESIAM MAGNIS MUNERIBUS DITAVIT |
Qui riposano le ossa del Rev.mo don Giovanni Maria Romilia dottore in ambedue i diritti Arciprete Vicario Foraneo di Sarezzo che morì il 24 agosto dellanno del Signore 1780 lasciando a questa chiesa grandi doni. |
PROSSIMA PUNTATA
Elaborazione grafica Sergio Piccini Radio Rete 5 - Portale Valtrompianet