STORIA 77
3^ parte/ IL PREFETTO IN VISITA A SAREZZO
INAUGURA LE OPERE PUBBLICHE
Si racconta che il podestà Prunali, ogni sabato, a bordo della sua "Balilla 508", si recava a Brescia al caffè Maffio sotto i portici di corso Zanardelli. Qui erano soliti radunarsi gli squadristi della "prima ora" per incontrarsi con il loro capo Augusto Turati e con Alfredo Giarratana che, di ritorno da Roma, recavano loro le ultime novità della capitale. Era per tutti un incontro fra vecchi camerati, ma per Prunali era l'occasione per sollecitare gli indispensabile contributi per le opere che stava realizzando. Ultimato il palazzo municipale, a Sarezzo c'era tutta una lunga serie di opere pubbliche per le quali si rendeva necessario l'interessamento e il validissimo appoggio di S.E. Augusto Turati, nostro amato e grande gerarca.
Dal 1910 due erano gli edifici scolastici di Sarezzo: quello tra Zanano e Ponte per gli alunni di quelle frazioni e quello del capoluogo, in via Zanardelli, per gli alunni di Sarezzo e Noboli. Quest'ultimo contava otto grandi aule disposte su due piani sufficienti per accogliere le quattro classi maschili e le quattro femminili. Ma, quando nel 1929 fu resa obbligatoria la frequenza fino alla classe quinta, il comune prese in affitto, per la somma di L. 50 all'anno, un locale concesso dal parroco don Ragni che si sobbarcò il disturbo di una scolaresca nella propria casa.
Nell'agosto 1931 il podestà incaricò il geometra Ettore Contessi di predisporre un progetto di sopraelevazione dell'edificio scolastico per la formazione di altre quattro aule. Poiché il preventivo di spesa ammontava alla ragguardevole cifra di L. 110.000, il podestà deliberò di chiedere un contributo statale di L. 55.000 e di eseguire i lavori in economia per favorire l'impiego di manodopera locale (vale a dire per dar lavoro ai tanti disoccupati del comune). I lavori eseguiti dall'impresa Ragni Romeo di Brescia rinnovarono radicalmente l'intero edificio sopraelevato di un piano. Per la prima volta venne installato il riscaldamento con caldaia e termosifoni, furono rifatti i dodici "gabinetti di decenza provvisti di acqua corrente", rinnovati i pavimenti, i serramenti e l'intero arredamento. Il tutto venne a costare L. 180.000.
Fin dal novembre 1929 venne a più riprese affrontata la sistemazione dell'intero acquedotto comunale per una più completa e razionale distribuzione dell'acqua e la costruzione di alcune fontane pubbliche nel capoluogo e nelle frazioni. Il podestà accogliendo il vivo desiderio degli abitanti di Ponte Zanano di essere dotati di acqua potabile, delibera di costruire un nuovo acquedotto captando una sorgente di acqua d'ottima qualità che trovasi nella valle di Gombio. La rete idrica completamente rifatta per una lunghezza di Km 3,5 venne a costare L. 84.000.
21 novembre 1931. Il podestà, riconosciuta la necessità di dare alla frazione di Noboli di abitanti 303 un accesso alla vicina frazione di Zanano di abitanti 1.119, delibera la costruzione di una passerella sul fiume Mella da eseguirsi nella corrente stagione invernale per alleviare la disoccupazione. Il progetto, redatto dall'ing. Gennaro Stefanini e dal geometra Ettore Contessi, prevedeva una spesa di L. 12.000.
7 maggio 1932. Il podestà delibera di asfaltare il tratto di strada provinciale che attraversa Ponte Zanano. La spesa prevista, per complessive L. 11.000, è per L. 8.000 a carico della Provincia e per le restanti L. 3.000 a carico del comune di Sarezzo.
Sempre tra il 1930 ed il 1934 venne realizzato l'ampliamento del cimitero, rifatto l'acciottolato di numerose vie interne, fra cui via S.Faustino, sviluppata l'illuminazione pubblica, finanziata la costruzione di case popolari.
Imperante il fascismo, l'inaugurazione delle opere pubbliche doveva essere l'occasione per celebrare i fasti del regime, osannare gerarchi grandi e piccoli alla presenza (possibilmente) di folle "oceaniche". Alla manifestazione di Sarezzo, scrisse allora il podestà, tutta la popolazione doveva essere presente per tributare ai Gerarchi la dovuta dimostrazione di riconoscenza per il valido e continuo aiuto che ha
permesso la pronta esecuzione delle opere.
E venne il giorno 17 giugno 1934. Davanti al municipio era stato eretto un grande palco sul quale spiccava un enorme fascio littorio, drappelli di balilla, di avanguardisti, di giovani fascisti animavano la piazza fin dal mattino
Ma ripercorriamo alcuni momenti di quella "memorabile" giornata sulla base della cronaca che ne fece il quotidiano "il popolo di Brescia" del 19 giugno di quell'anno.
All'importante raduno, con tutte le organizzazioni fasciste e la totalità della popolazione di Sarezzo, sono intervenuti molti podestà, segretari del fascio, rappresentanze di associazioni dei paesi della Valle Trompia e di Lumezzane.
Alle 16, accolti al suono degli inni eseguiti dalle musiche di Sarezzo e di Zanano e dalle acclamazioni della folla, sono giunti il prefetto on. Salerno, il Segretario Federale rag. Vicari, il Questore comm. Caruso, il comandante dei Fasci giovanili, il presidente provinciale dei mutilati Hanno ossequiato le autorità il podestà di Sarezzo cav. Prunali, il segretario del Fascio dott. di Brehm col direttorio, il col. Poli direttore della Fabbrica d'armi di Gardone V.T., il cav. Niccoli della S.E.B. Un lungo corteo, preceduto dai gagliardetti e dalle musiche, si portò alla parte nuova dell'edificio scolastico da inaugurare. All'ingresso il rev. Arciprete don Ragni, attorniato da sacerdoti e da chierici, ha impartito la benedizione al fabbricato. Dopo di chè le autorità effettuavano una visita a tutte le aule.
Mentre le Autorità visitavano l'edificio comunale, il servizio d'ordine, costituito dai Carabinieri della XV^ Legione e dai giovani delle organizzazioni fasciste, dispose la folla in ranghi nella piazza. Cominciarono quindi i discorsi celebrativi.
Il podestà Prunali sottolineò l'importanza delle opere realizzate, rese omaggio ai Caduti e concluse: Su questa piazza che fu testimone delle tragiche giornate del 1920, acquista maggior valore l'odierna manifestazione di disciplina e di fede. Fedeli gregari del Duce attendiamo al nostro lavoro costruttivo e memori delle parole del Capo andiamo incontro al vero popolo dei lavoratori e animati da una piena concordia di spiriti restiamo pronti agli ordini del Duce.
Il Segretario federale, Fortunato Vicari, ebbe parole di lode per i combattenti ed i mutilati richiamando il tormentoso ed eroico tempo della trincea e rievocò la gloriosa vicenda dello squadrismo e della marcia su Roma. Alla fine trascinò la folla ad una prolungata dimostrazione di entusiasmo e di amore verso il Capo del Governo, esaltando il Genio dellUomo che tutela e potenzia la Patria, che dice a tutte le genti la parola universale di Roma. Chiamato da insistenti acclamazioni della folla, S.E. il Prefetto espresse il proprio compiacimento con le camicie nere e con la popolazione per l'ammirevole spettacolo di entusiasmo e disciplina offerto dal raduno che celebrava le opere compiute nella fervorosa atmosfera creata dal fascismo.
A conclusione della cerimonia, gli alunni delle scuole cantarono "Giovinezza" e "La leggenda del Piave", mentre la folla seguiva le Autorità che si recavano al cimitero per rendere omaggio al monumento dei Caduti e presenziare alla benedizione del nuovo recinto.
Nel frattempo Augusto Turati cade in disgrazia. Tra le alte sfere del fascismo inizia contro di lui una campagna di calunnie fomentata dall'irriducibile Farinacci. Dopo alcuni mesi, nel settembre 1930, Turati è costretto a dimettersi da segretario del P.N.F. e inviato a dirigere "La Stampa" di Torino. La lotta contro di lui cresce a tal punto che nel 1932 è espulso dal partito e mandato in esilio a Rodi.
La vicenda di Turati creò enorme scompiglio nel fascismo bresciano: molti suoi fedelissimi furono radiati dal partito. Stessa sorte toccò evidentemente a Giacomo Prunali che si trovò isolato, senza l'amico e l'alleato d'un tempo. Fu attaccato da amici e rivali, spesso anche calunniato ingiustamente. Nel settembre 1932 il suo amico Alfredo Giarratana, allarmato, gli scrive: È vero che hai venduto tutto o parte di una fontana pubblica che esisteva a Sarezzo?
A tutto questo si aggiunse un non meglio precisato "infortunio" che gli capitò nel 1934 allorchè si trovò nella impossibilità di esplicare con la solita assiduità le mansioni inerenti la sua carica, e fu costretto a nominare come suo delegato il sig. Sanzogni Giuseppe fu Battista.
La decisione di dimettersi e lasciare Sarezzo matura alla fine del 1934. Nel Marzo successivo si reca dal Prefetto per rassegnare le sue irrevocabili dimissioni da podestà di Sarezzo. Quella mattina, sulla "Balilla", seduto accanto a Prunali, c'era, tra il sorpreso e l'incredulo, un suo avversario politico e, per certi aspetti un amico, Francesco Bertoli, detto Chino, scampato, in più di una circostanza, alle botte degli squadristi grazie a Prunali.
Roberto Simoni
PROSSIMA PUNTATA
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