bannerstoria.gif (25830 byte) INDICE STORIA

  STORIA 76

1926-1935. IL DECENNIO DEL PODESTÀ PRUNALI

2^ parte/ IL PLEBISCITO DEL 1929

L'11 settembre 1926 un giovane anarchico toscano, Gino Lucetti, da tempo emigrato in Francia, giunse a Roma per compiere un attentato contro Mussolini. Aveva progettato di lanciare due bombe a mano all'interno della “Lancia” che avrebbe condotto il duce da Porta Pia a Palazzo Chigi. Ma il colpo non gli riuscì: gli ordigni andarono a colpire di striscio il retro della vettura e l'attentatore, immediatamente arrestato, si buscò 30 anni di carcere. L'episodio diede però voce a quanti chiedevano provvedimenti più severi contro gli antifascisti.

All'indomani dell'attentato il giornalista bresciano Alfredo Giarratana pubblicò sul giornale di cui era direttore un articolo intitolato “Aspettando la pena capitale” dove invocava la pena di morte per chi attentava alla vita di Mussolini. Luigi Bignotti, segretario provinciale del sindacato fascista, chiedeva “di appendere ai fanali delle strade i nemici dichiarati del fascismo”. Furono allora emanate le peggiori leggi repressive come appunto la pena di morte e l'istituzione del Tribunale speciale. La caccia agli oppositori non conobbe tregua: chi era sospettato di essere antifascista era costretto prima alla disoccupazione e, per non finire in galera, doveva poi fuggire all'estero. La cosidetta “normalizzazione” era un fatto compiuto, tanto che il gerarca Italo Balbo poteva dire con arroganza: “Ora non si trova più un antifascista nemmeno a pagarlo a peso d'oro”.

Per il marzo 1929 furono indette le elezioni politiche che dovevano celebrare il definitivo trionfo del fascismo. Non si trattava certo di libere elezioni come quelle che il duce chiamava spregiativamente “ludi elettorali”. No. Erano elezioni-farsa dove gli elettori erano chiamati ad esprimere un SÌ oppure un NO al partito unico. Da tre anni Giacomo Prunali era l'indiscusso podestà di Sarezzo, da un anno albergava nel nuovo palazzo municipale dove riceveva tutti, dal povero disoccupato al segretario del fascio, prodigo di aiuti o di rampogne, disponibile o intransigente secondo le persone e le circostanze.

Il 23 marzo, vigilia delle elezioni, rivolse agli elettori un appello nel quale era sintetizzata tutta l'ideologia fascista teorizzata da A. Turati e fatta propria da Mussolini.

Leggiamone alcuni stralci che ci fanno comprendere come una minoranza di esaltati riuscì a far credere che l'Italia fascista era finalmente il paese della pace, della libertà e del benessere.

“Dieci anni si concludono oggi dal giorno in cui il DUCE insorse contro la viltà dei governanti spaventati dalla troppo grande vittoria. Dieci anni di fede, qualche volta esasperata fino alla disperazione, dieci anni di lotta contro la perfida altrui e contro le debolezze nostre, dieci anni di dura disciplina, in una paziente educazione alla rinunzia e al dolore. Dieci anni di trasformazione, di purificazione, di esaltazione. A differenza di cento altre rivoluzioni, con la conquista del potere, il FASCISMO ha iniziato la sua marcia non più verso ROMA, ma da ROMA verso il mondo per la affermazione di una nuova civiltà fatta di armonia delle classi e di disciplina degli spiriti. Il nostro pensiero corre volentieri al periodo eroico del Fascismo quando i giovani, gli arditi, i volontari non chiedevano che di combattere. È da quel periodo che inizia la storia nuova, per l'ideale di un'Italia degna della vittoria e delle sue grandi tradizioni.

Il Fascismo ha abolito tutte le bandiere che non fossero quelle della Patria, ha annientati i partiti che vivevano in margine alla vita del Paese. La concezione totalitaria del Fascismo dà il senso nuovo ed assoluto della nostra sicurezza e del nostro divenire.

Nel marzo 1919 pochi animosi con a capo il Duce, maestro e dominatore, diedero vita ad un PARTITO. Nel 1929 legioni di giovani con a capo lo stesso maestro danno vita ad un popolo.

Adesso volgiamo assieme, cittadini ed elettori, lo sguardo alla poderosa opera compiuta dal REGIME in questi anni per dirci che cosa devono esprimere le elezioni di domenica prossima.

Il Fascismo è un nuovo ordine di vita sociale, non può essere turbato dalle chiacchiere che i rinnegati possano dire, ma al contrario procede inesorabilmente per la via tracciata da suo Capo infaticabile verso nuovi orizzonti.

CITTADINI! ELETTORI!

Il Fascismo ha intimamente rinnovato gli spiriti e, oltre ai progressi economici, tende al perfezionamento morale. Disciplina ed ordine regnano in ogni ramo delle Amministrazioni e dei servizi pubblici. Nei campi e nelle officine pulsa la vita operosa. Un senso di serenità conforta le anime ed inni si elevano a Dio, alla Patria, alla Famiglia.

Quanto ai passati Governi parve utopia, è divenuto realtà per opera di BENITO MUSSOLINI, perché solo con lui la pacificazione tra chiesa e stato è un fatto compiuto.

Ovunque è un'aurea di pace, ma poiché si vigila sempre, anche oggi, per volere del DUCE le nostre forze armate di terra, del mare e dell'aria, sono appieno ricostituite nel morale e nell'efficienza per sostenere, quando occorra, il buon diritto italiano.

Sarezzo domenica dovrà rispondere “presente” con entusiasmo. Sarezzo domenica voterà compatta in nome dell'Italia, e quando L'Italia Fascista raggiungerà le mete che oggi si profilano all'orizzonte allora, o amici, volgendo indietro lo sguardo, vedrete quanto grande sia il cammino percorso, ognuno di voi sentirà l'orgoglio di avervi partecipato. Ed allora, alle madri dei nostri gloriosi caduti diremo: sì madre fu grande il tuo dolore per la perdita del giovine figlio, ma del sacrificio tuo oggi senti tutta la nobiltà perché esso ha contribuito a rendere grande e potente l'Italia”.

E tutti, anche quelli meno convinti, andarono “compatti” alle urne per esprimere un quasi totale “sì”. Il comune contava allora 4.230 abitanti, ma erano elettori solo i maschi che avessero compiuto 21 anni. Fatti i preventivi controlli anagrafici e giudiziari, gli elettori aventi diritto al voto risultarono 1.032.

Furono allestiti due seggi presso le scuole elementari; il primo per i 653 elettori di Sarezzo e Noboli, il secondo per i 379 elettori Zanano e Ponte.

Lo scrutinio finale diede i seguenti risultati:

Sarezzo: votanti 655

“SÌ” 655

“NO” 0

Zanano: votanti 381

“SÌ” 376

“NO” 2

nulli 3

In ambedue i seggi i votanti risultarono due in più degli elettori in lista. Inoltre a Sarezzo vi furono “34 adesioni di non votanti”, cittadini che, pur non essendo elettori, avevano espresso ai membri del seggio il loro “SÌ”.

Destarono sorpresa i risultati di Zanano con due “NO” e tre schede annullate. Tra gli elettori di Zanano si annidava qualche antifascista? Il podestà Prunali annotò i risultati di Zanano su un foglio intestato “Partito Nazionale Fascista” e aggiunse testualmente: “Al confine quelli del NO. Sono comunisti”.

Da parte loro i componenti del seggio elettorale scrissero: “Esultanti per votazione plebiscitaria ottenuta al cento per 100, inviamo un possente ALALÀ all'artefice del brillantissimo risultato”.

Due mesi dopo le elezioni, il quotidiano fascista di Brescia tornava ad esaltare l'attività del podestà di Sarezzo, ne ricordava “il passato di squadrista nell'ora grigia a fianco di Augusto Turati” ed il suo impegno di occasione “del Plebiscito del 24 Marzo, giorno nel quale gli elettori corsero alle urne nella misura nel cento per cento senza pressione alcuna”.

Il 1931 fu l'anno in cui Prunali riscosse il massimo dei consensi .Fu anche l'anno in cui da Roma gli pervenne il riconoscimento più ambito anche se non inaspettato. Il Prefetto di Brescia comunicò al podestà di Sarezzo che “con provvedimento in data 25 ottobre 1931, Sua Maestà il Re, su proposta di S.E. il Ministro dell’Interno Benito Mussolini, si è compiaciuto insignire la S.V. della onorificenza di Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia”.

 

[continua sul prossimo numero di SarezzoInforma]

 

Roberto Simoni

 

 

INDICE STORIA   PROSSIMA PUNTATA

Elaborazione grafica Sergio Piccini Radio Rete 5 - Portale Valtrompianet