STORIA 75
1926-1935. IL DECENNIO DEL PODESTÀ PRUNALI
I^ parte/ GLI ANNI DEL CONSENSO.
A Sarezzo e nel resto della Valtrompia i risultati delle elezioni politiche del 1924 mostrano un partito fascista compatto ed in rapida ascesa. Per contro, socialisti comunisti e popolari sono sempre più divisi e frammentati.Di fronte alle leggi liberticide del 1925 nessuno osa reagire apertamente. Solo pochi irriducibili operano nella clandestinità, come Luigi Bardelloni e Luigi Gatta di Sarezzo impegnati a mantenere i collegamenti fra i comunisti valtrumplini.
Ma contro di loro giungeranno presto i fulmini del Tribunale Speciale Fascista: nel 1927 furono arrestati per attività sovversiva e condannati il primo a due anni e il secondo ad un anno e sei mesi di carcere.
La gente per paura o per rassegnazione è costretta a tacere, ad accettare lo stato di fatto.
Nell'aprile 1926, tra la sorpresa e il compiacimento, si diffonde la notizia che Roberto Farinacci, il fanatico ras di Cremona è stato destituito da segretario del P.N.F. (Partito Nazionale Fascista) ed al suo posto è stato nominato il giornalista bresciano Augusto Turati, da molti ritenuto un moderato. Lo stesso Mussolini non sembra più il demagogo di pochi anni prima. Il fascismo deve apparire come l'unico movimento in grado di restaurare l'ordine, garantire il progresso, difendere financo i valori morali e religiosi. La nomina di Turati a segretario del P.N.F. rientra così nel progetto di normalizzazione voluto da Mussolini per assicurarsi il potere.
Anche le squadre punitive misero da parte il manganello e l'olio di ricino e parvero, per il momento, rientrare nei ranghi.
Da Roma Turati, fedele interprete della volontà del duce, eserciterà un ruolo determinante per aumentare nel bresciano i consensi al fascismo. Ricordiamo che a Roma, accanto a Turati, c'era un altro bresciano, quell'Alfredo Giarratana amico di Prunali che dal 1924 sedeva sui banchi di Montecitorio. Il nome di questi due potenti gerarchi accrescono la fama (e accelerano la carriera politica) dei piccoli gerarchi di paese. Non a caso Giacomo Prunali era diventato podestà di Sarezzo 44 giorni dopo la nomina di Turati a segretario del P.N.F.
Mussolini nella prefazione a un libro di Turati (Ragioni ideali di vita fascista) scrisse che anche nella provincia di Brescia, dalla quale Turati è venuto a Roma, il fascismo non ha vinto se non attraverso un duro tirocinio e difficoltà asperrime.
Con fatica, ma il fascismo aveva vinto.
E l'opera di generale fascistizzazione della vita sociale ha inizio anche a Sarezzo. Vediamo.
23 Maggio 1926, ore 14,30. Nella sala municipale ha luogo l'ultima riunione del vecchio consiglio comunale. Sono presenti soltanto dieci consiglieri: Perotti Giuseppe, Mussinelli Giacomo, Bertarini G. Battista, Pedretti Angelo, Livella Bortolo, Zanetti Giovanni, Vignoli Biagio, Guerini Domenico, Guerini G. Battista, Cabassi Angelo. Gli altri hanno preferito disertare l'incontro. Ci sono anche le rappresentanze di tutte le associazioni e i sodalizi esistenti in Comune, nonché pubblico numeroso.
Scopo della riunione - spiega il podestà - è quello di conferire la cittadinanza onoraria di Sarezzo all'on. Augusto Turati, dalla fiducia del Duce Benito Mussolini, chiamato all'alta carica di Segretario Generale del Partito Fascista. Tale gesto costituisce un doveroso atto di riconoscenza per le benemerenze dell'on. Augusto Turati per l'appassionata e tenace organizzazione del Fascismo nella nostra Provincia che ha contribuito alla realizzazione della vasta opera rinnovatrice voluta dal Duce per la più grande Italia.
Seduta stante, su proposta unanime dei presenti, viene disposto l'invio dei seguenti due telegrammi:
Eccellenza Mussolini. Nell'ultima riunione Consiglio Comunale Sarezzo invia all'instancabile ed amato Condottiero della nuova ed forte Italia il Grido di fede e di Vittoria.
Onorevole Augusto Turati. Consiglieri Amministrazione Comunale di Sarezzo ultima riunione conferiscono al Glorioso Duce Bresciano Cittadinanza Onoraria di Sarezzo quale attestazione di Fede per l'opera compiuta con ardua fatica per bene provincia stop. Al Duce stimato da tutti i forti e sinceri ALALÀ!
Podestà Geometra Prunali
Giuseppe Perotti, sindaco uscente, afferma l'unanime adesione per la scelta del sig. Prunali Geom. Giacomo Podestà di questo Comune dalla volontà ferma e pronta di fascista ardente.
Il podestà ringrazia e dichiara di aver accettato per contribuire al miglior fine proposto dal fascismo: la completa fascistizzazione di ogni buona energia in ogni momento ed in ogni manifestazione della vita nazionale.
13 settembre 1926. Al podestà sono conferiti i pieni poteri.
Il Prefetto di Brescia comunica che al podestà di Sarezzo sono conferite tutte le funzioni esecutive, sia come capo dell'Amministrazione Comunale, sia come Ufficiale di Governo. Tutti i membri delle Commissioni ed i rappresentanti la cui nomina spettava al Consiglio comunale debbono intendersi decaduti. In entrambi i casi debbono essere sostituiti dal Podestà.
Maggio 1926. Sciolte le due bande musicali.
Allo scopo di eliminare ogni possibile turbamento della pubblica tranquillità, il podestà ordina che i due corpi musicali di Sarezzo e di Zanano, in vivo antagonismo tra loro, siano sciolti per costituire nuovo Corpo Musicale Cittadino sotto la direzione e vigilanza del Comune. Gli ex rappresentanti delle disciolte bande sono invitati a chiedere l'iscrizione al nuovo Corpo Musicale e sappiano che non verrà tollerato chiunque professi idee antinazionali o contrarie all'attuale Regime.
9 ottobre 1926. Il podestà dispone che Insegnanti e scolaresche partecipino alla cerimonia d'inaugurazione bandiera Sezione Mutilati e Gagliardetto della Sezione locale del Fascio Femminile.
Novembre 1926. Dalla segreteria nazionale del partito: In tutte le aule scolastiche si ponga il ritratto di Benito Mussolini che alla testa delle Camicie Nere preparò, contro la civiltà della rinunzia, la più grande delle rivoluzioni. Il ritratto del Duce sarà di monito per additare alle nuove generazioni l'Uomo che tutta l'Italia ammira, che tutto il mondo civile c'invidia, che mercè l'opera sua appassionata, infaticabile, energica, trasse il nostro Paese dal baratro.
17 febbraio 1927. Il podestà prescrive che tutti i dipendenti comunali salutino ROMANAMENTE i propri superiori, comprese le Autorità Politiche. Il saluto alla Romana si deve eseguire ALZANDOSI IN PIEDI. Verso gli inadempienti saranno presi provvedimenti disciplinari.
Il regime si autocelebra in tutti i modi. Sulla facciata della casa comunale, ultimata nel 1928, campeggia la scritta CASA DEL FASCIO e l'emblema del Fascio littorio.
Sui muri delle case si leggono a caratteri cubitali: CREDERE OBBEDIRE COMBATTERE - LIBRO E MOSCHETTO, FASCISTA PERFETTO - I BIMBI D'ITALIA SI CHIAMAN BALLILA.
Ma la realtà è più tragica di quello che si vuol far credere. Tante famiglie sono ridotte alla fame e numerose delibere del podestà sono a questo proposito eloquenti.
14 maggio 1928. Il podestà assume a carico del Comune la spesa di L. 2.000 per l'acquisto di vestiario per i Balilla e gli Avanguardisti locali che si trovano in condizioni di assoluta povertà.
29 ottobre 1931. Il Podestà, riconosciuto il bisogno estremo di aiutare in qualche modo i più bisognosi disoccupati del Comune che ammontano a qualche centinaio, avvertito che nella prossima stagione invernale verranno distribuiti viveri o istituito cucine popolari, delibera di stanziare la somma di L. 4.000 da erogarsi allo scopo suddetto.
2 agosto 1932. Il Podestà, visto il permanere della gravissima situazione, tanto che si contano tante famiglie che non hanno un soldo per campar la vita, delibera di erogare la somma di L. 1.200 per l'acquisto di riso e pasta da dispensare ai più bisognosi.
Ogni anno, nel mese di dicembre, si celebrava la Befana Fascista, con la distribuzione di viveri ai più poveri. Nel 1928 furono distribuiti ai poveri disoccupati di Sarezzo più di cento pacchi contenenti carne, riso, vino, salsicce e salati, frutto di una raccolta fatta in paese.
L'operato del podestà di Sarezzo, giovane lavoratore pieno di energia, era indicato ad esempio dai giornali dell'epoca.
Dal quotidiano Il Popolo di Brescia del 16 maggio 1929:
Ognuno sa che Sarezzo era il campo dove si battevano le correnti estreme dei Bianchi e dei Rossi e nessuno può dimenticare i tristissimi episodi del 1920. Ora tutto è lavoro: la popolazione ha già accolto o sta abbracciando i nuovi principi.
L'Opera Nazionale Balilla conta 150 iscritti.
Gli Avanguardisti sono 43.
La Sezione Fascista, 110 persone.
Tutto questo rigoglio di vita è indice luminoso che l'Amministrazione di Sarezzo ha risposto alle finalità del Governo Nazionale per merito di un distinto Amministratore che lavorò costantemente con la ferma fede di fare del bene ai suoi concittadini e di obbedire alla causa fascista da cui è ardentemente animato.
[continua sul prossimo numero di SarezzoInforma]
Roberto Simoni
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