STORIA 73
LA NUOVA CASA DEL COMUNE La sera del 14 agosto 1850 le acque infuriate del torrente Redocla devastarono completamente la piazza di Sarezzo e venne abbattuta l'antica casa del comune che era stata da poco restaurata ed ampliata. Tutto il materiale che fu possibile recuperare venne accastastato dapprima nel palazzo Bailo e successivamente in una stanza ceduta in affitto al comune da G. Battista Buffoli per un canone annuo di affitto di L. 50.Nel 1865 gli amministratori del comune acquistarono da Antonio Guizzi alcune stanze in contrada dell'Acqua (fine via Roma inizio via 1850) per sistemarvi gli uffici più indispensabili. Il comune di Sarezzo contava 1.787 abitanti nel 1861 (dati del primo censimento), divennero 2.918 nel 1901 e 3.955 nel 1921. L'esplosione demografica, favorita dalla rapida industrializzazione del territorio, rendeva necessaria la costruzione di una nuova e più ampia sede municipale. Ma soltanto dopo la prima guerra mondiale fu possibile passare concretamente alla stesura di un progetto.
Se ne ha notizia da una relazione del commissario prefettizio che nel 1920 curò per quattro mesi l'amministrazione del comune nella quale è scritto:
E' allo studio dell'ingegnere incaricato la costruzione di un edificio comunale attiguo alle scuole attuali di Sarezzo.
Questo progetto prevedeva la costruzione del municipio nel terreno allora di proprietà comunale compreso tra le scuole elementari (oggi sede degli uffici comunali di via Zanardelli) ed il sagrato prospiciente la parrocchiale passando dietro la casa dei cappellani.
Il progetto rimase lettera morta per le difficoltà economiche del I° dopoguerra.
Con l'avvento del fascismo muta profondamente la situazione politico-sociale del paese ed a capo delle amministrazioni vengono imposti i podestà.
A Sarezzo il podestà Giacomo Prunali ritiene la costruzione della sede comunale fra le opere più urgenti da realizzare.
Il nuovo edificio doveva però rispecchiare i canoni architettonici voluti dal Regime e dominare con la sua mole la piazza del paese. Via dunque il vecchio progetto e la sua collocazione.
Il palazzo comunale - progettato dallo stesso podestà - geometra - doveva sorgere nell'area di proprietà della famiglia di Brehm, sulla destra del Redocla e di fronte alla chiesa parrocchiale (esattamente in quel periodo, in ossequio alle disposizioni del Duce, il tratto di strada denominato Largo Redocla verrà chiamato Via Roma).
Il 14 novembre 1926 il podestà avuto presente che l'attuale sede del Municipio è inadatta e insufficiente a contenere gli Uffici comunali, delibera di iniziare e dar corso con ogni sollecitudine alla pratica ed alle opere per la costruzione di una nuova sede municipale adatta e sufficiente alle necessità attuali e all'importanza del Comune.
Il progetto prevedeva:
N° 15 vani distribuiti su tre piani così raggruppati:
uffici comunali: N° 10 vani al I° e II° piano e N° 1 piano terra, con accesso completamente indipendente;
ambulatorio medico-ostetrico: N° 2 vani al piano terra, con accesso completamente indipendente;
ufficio postale telegrafico telefonico: vani N° 2 al piano terra, con accesso a sè.
Ritenendo che tale progetto corrisponderebbe nel modo più desiderabile alle esigenze attuali in rapporto all'importanza del Comune, rilevato che alla spesa prevista in L. 220.000 può esservi fatto fronte:
I° - con L. 106.000 di proprietà del Comune ora depositate a risparmio libero presso la Banca S. Filastrio di Tavernole,
2° - con L. 35.000 provenienti dalla vendita della attuale casa municipale,
3° - con avanzi d'amministrazione previsti e realizzati negli anni finanziari 1926 e 1927,
vista la legge comunale e provinciale, il Podestà DELIBERA:
1° - approvare integralmente l'anzidetto progetto e allegati del Sig. Prunali Geometra Giacomo di una nuova sede municipale;
2° - la spesa necessaria prevista in L. 220.000 e le provvidenze suesposte per farvi fronte;
3° - l'esecuzione dei lavori nel più breve tempo possibile e a mezzo appalto in conformità R.D. 1924 N° 827 sulla contabilità generale dello stato.
Si trattava ora di definire la trattativa per l'acquisto dell'area, cosa questa che si dimostrò subito alquanto laboriosa. In data 22 gennaio 1927 il podestà scrive:
L'area attualmente scelta per la costruzione costituita dal particellare N° 103 di Ettari 0,06 (un rettangolo di m 30 X 20) è di proprietà di Brehm ing. Rodolfo e sorella Adele in Fallier fu Rodolfo. Confina a mattina, monte e sera coi proprietari in parola, a mezzogiorno con la Piazza Cesare Battisti. L'area in parola (...) può benissimo considerarsi come area fabbricabile, e, tenuto conto delle condizioni di luogo e di tempo, viene valutato in ragione di L. 30 (trenta) al mq e complessivamente L. 18.000.
Nei primi approcci verbali Vladimiro di Brehm acconsentì a cedere l'area al prezzo di L. 30 al metro quadro trattandosi di opera comunale. Nel frattempo venne avviato l'iter burocratico del progetto di costruzione.
Giunto il parere favorevole della Prefettura e del Genio civile di Brescia, il podestà affidò i lavori di costruzione della ditta Omodei Maffeo di Bovegno che, sul preventivo di spesa di L. 220.000 aveva assicurato un ribasso d'asta pari al 12%.
A ritardare l'inizio dei lavori sopravvenne una inaspettata decisione del podestà che nell'autunno 1927 delibera l'acquisto di mq 600 di area della ditta di Brehm al prezzo di L. 26 al mq anziché a L. 30, come precedentemente accordato, avendo nel frattempo accertato una rivalutazione della lira.
Da qui prende l'avvio una lunga trattativa fra il podestà Prunali e la famiglia di Brehm proprietaria del terreno.
Scrivendo a Vladimiro di Brehm, in data 21 settembre 1927, il podestà afferma che il prezzo deve essere diminuito proporzionalmente alla rivalutazione della lira, uno degli obiettivi della grande e tenace battaglia economica voluta dal Governo Fascista, ed a cui ogni cittadino e più ancora ogni "vero Fascista" deve sentirsi in dovere di contribuire disciplinatamente.
Alla fine il di Brehm acconsente una ulteriore diminuzione di L. 1.500 sul totale di L. 18.000 per non negare il terreno al nostro comune.
Il 10 gennaio 1928 possono così iniziare i lavori sotto la direzione e sorveglianza del geometra Ettore Contessi. Nel corso dei lavori furono apportate alcune modifiche al progetto iniziale e venne riparata anche la adiacente chiesetta di S. Nicola.
I lavori furono ultimati entro il termine stabilito: il 10 agosto 1928. In data 5 maggio 1933 il podestà certificò che i lavori per la costruzione del Palazzo Municipale (tenuto conto del ribasso d'asta) sono stati liquidati nella somma complessiva di L. 193.227,91.
Per far fronte a tale spesa, il comune utilizzò, come previsto, gli avanzi di amministrazione di circa L. 145.000 e il ricavato della vendita di due stabili di sua proprietà: la casa comunale in contrada dellAcqua ceduta a Priusdomini G.Battista per L. 35.000 e la ex scuola elementare di Zanano venduta per L. 18.000.
Il nuovo Palazzo Municipale venne solennemente inaugurato il 28 ottobre 1928. Commemorando oggi il VII° anniversario della Marcia su Roma - dichiarò allora il podestà - considerato che la data assurge a grande e speciale importanza perché quest'Amministrazione e Popolo, fedeli al Comandamento del Duce di lavorare in silenzio e produrre con forte volontà ed illuminato risparmio, può inaugurare la nuova superba Sede Municipale, degna della grossa borgata, che alberga nel suo seno la più forte e laboriosa popolazione triumplina.
Roberto Simoni
PROSSIMA PUNTATA
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