STORIA 71
LE VIE DI SAREZZO INTITOLATE AD ILLUSTRI PERSONAGGI LOCALI(2^ parte)
A Sarezzo, in quegli anni, la vita politica ed amministrativa venne dominata da personaggi seguaci di Zanardelli, primo fra tutti Massimo Mazza, segretario comunale che fondò nel 1885 la Società Anonima Cooperativa di previdenza, di orientamento zanardelliano.Più tardi la legge n. 188 del 23/6/1927 impose alle amministrazioni comunali di procedere alla nuova toponomastica stradale, previo il parere favorevole della Regia Deputazione di Storia Patria con lavvertenza che nessuna strada o piazza poteva essere intitolata a persone che non fossero decedute da almeno dieci anni.
Anche lamministrazione comunale, come del resto tutto il territorio italiano, provvide alla nuova denominazione delle vie attribuendole ad illustri poeti, musicisti, letterati, scienziati, pittori, statisti e patrioti, conservando ancora le denominazioni di vie riferite alle vecchie contrade in quanto per antica consuetudine si erano imposte alluso comune ed alle tradizioni della zona (Cagnaghe, Irle, Pendezza, Castello, delle Bombe, della Fonte, Alta, del Ronco, dei Pianotti, vicolo Mella, Testaforte, delle Ferriere, Fiume, del Termine, delle Casse, Santella, Capomaggiore, Gremone e Colombaro).
Nel momento dellintitolazione della via ad un personaggio storico locale di Sarezzo si tenne ben presente la norma citata.
Nel 1927 il Podestà modificò lintitolazione della piazza di Sarezzo da piazza del Mercato a piazza Cesare Battisti, soldato e alpino, grande assertore dellinterventismo italiano nel primo conflitto mondiale, preso prigioniero e impiccato il 12 luglio 1916 nella fossa del Castello di Trento.
Il consiglio comunale in data 2/12/1959 intitolò alcune vie a:
ANGELO ANTONINI (via che inizia dalla strada provinciale, al bivio per Lumezzane, fino alla località Termine al confine territoriale con detto Comune).
Il cav. Angelo Antonini fu Carlo, nato il 26/3/1874 e deceduto a Sarezzo il 18/1/1937, fu un illustre benemerito industriale del paese che con la costruzione delle locali ferriere Bosio diede il lavoro per alcuni decenni ad oltre 350 operai, contribuendo validamente e concretamente al potenziamento delleconomia di Sarezzo e della Valtrompia. Angelo Antonini oltre a condurre una fucina per attrezzi agricoli, commerciò in rotaie e cerchioni provenienti dalle demolizioni ferroviarie.
Alla sua morte il figlio Carlo realizzò unacciaieria per la produzione del tondino.
Notevole fu il suo impegno anche nellambito civile e politicoamministrativo.
Entrò nel 1919 a far parte della giunta comunale presieduta dal sindaco Giuseppe Pansera e nelle elezioni amministrative del 25/5/1924, dopo una parentesi di commissariamento prefettizio, fu eletto prima consigliere e successivamente sindaco di Sarezzo. Ma fu solo per un breve periodo poiché il 5/9/1924 fu costretto a dimettersi dalla carica a causa della montante aggressione del partito fascista.
SEVERINO ANTONINI (piazzetta al centro dellabitato storico di Noboli)
Severino Antonini nacque a Sarezzo il 13/5/1922 e morì nel corso della seconda guerra mondiale, unico caduto della frazione di Noboli.
La denominazione intese supplire alla mancata realizzazione di un monumento nella piccola frazione.
FRATELLI CAPPONI (inizia dalla piazza Antonini e si dirama a nord verso la strada del Gélé).
Venne intestata alla memoria di Capponi don Ludovico e Capponi Giovanni, fratelli benemeriti della frazione di Noboli per aver lasciato ogni loro bene alla Chiesa locale.
LORENZO PINTOZZI (la via si dirama a nord della piazza di Ponte Zanano e si dirige verso via Petrarca di fianco allattuale santuario).
Monsignor Pintozzi, nacque a Ponte Zanano il 18/11/1820, quarto di sei figli, frequentò i primi anni della scuola a Zanano e loratorio di Sarezzo fondato da Padre Fortunato Redolfi.
Professore del Seminario Vescovile di Brescia, canonico della Cattedrale, Cavaliere della Corona dItalia, morì in concetto di santità il 23/8/1894.
ANGELO CANOSSI (la piazzetta di Ponte Zanano).
Illustre poeta dialettale valtrumplino. Nacque a Brescia il 23 Marzo del 1862 da Carlo e Teresa Viviani, primo di 5 fratelli. Dopo le scuole primarie passò al ginnasio in città e quindi al liceo di Desenzano. Si iscrisse poi allistituto superiore di letteratura a Firenze senza, peraltro, conseguire la laurea. Frequentò a Parigi la celeberrima università della Sorbona (1882) e per circa due anni viaggiò per mezza Europa scrivendo alcuni brillanti servizi giornalistici.
Dopo il suo ritorno a Brescia dalla Francia nel 1884, fu per alcuni mesi direttore del settimanale bresciano La Sentinella.
In seguito diede vita ad un periodico umoristico: "Guasco", un quindicinale che poi divenne quotidiano di informazione.
Curò inoltre altre pubblicazioni minori.
Soltanto nel 1914 comparve in volume la prima raccolta delle sue poesie dialettali, una serie che si andò sempre più infittendo e che lo porterà negli anni alla partecipazione al 1° Congresso Dialettale tenutosi in Milano nel 1925.
Per lui fu un successo totale e se in seguito a tanto il suo nome non ebbe adeguata eco lo si deve in massima parte alla scarsa accessibilità del dialetto bresciano.
Per un breve periodo di tempo soggiornò anche a Sarezzo.
Negli anni immediatamente precedenti alla prima guerra mondiale ed in cerca di quiete, affittò due stanze nella casa del fontanì allora non ancora finita ai piedi di Casole in Valle di Sarezzo.
Qui lillustre poeta si dedicò in assoluta tranquillità alla revisione dei versi del celebre volume Melodia. DallAteneo di Brescia ebbe anche lincarico di allestire il vocabolario del dialetto bresciano, opera che non riuscì a concludere. Tornò a morire a Brescia, dove cessò di vivere il 9 Ottobre del 1943 alletà di ottantuno anni.
Ora riposa nel cimitero di Bovegno, paese al quale ha voluto legare la sua opera.
[continua]
Osvaldo Guerini
PROSSIMA PUNTATA
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