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  STORIA 70

LE VIE DI SAREZZO INTITOLATE AD ILLUSTRI PERSONAGGI LOCALI

(1^ parte)

Fin dall’inizio della costituzione del Regno d’Italia con la legge n° 2248 del 1865 venne imposto ai Comuni di inviare alla Prefettura ed al Genio civile l’elenco delle strade comunali obbligatorie.

L’amministrazione comunale di Sarezzo provvide all’adempimento immediatamente con un semplice elenco di parziale numerazione delle case, partendo da quelle del capoluogo fino a quelle delle frazioni e conservando il nome delle antiche e caratteristiche contrade dai nomi dialettali.

Successivamente con deliberazione del consiglio comunale in data 15.5.1891 trasmise un elenco più dettagliato comprendente le seguenti denominazioni di strade comunali:

Valle di Sarezzo – iniziava dalla santella di Capomaggiore

Benaglia – Colombaro – univa la Valle di Sarezzo alla provinciale Valleriana

via Lumezzane - serviva per giungere al Comune di Lumezzane

Valgobbia esterna – iniziava a sud della piazza (l’attuale via 4 novembre)

Valgobbia interna – univa la contrada Valgobbia

Zanano esterna – iniziava al trivio delle strade Formica, Colombaro e Benaglia

Noboli interna ed esterna – iniziava dalla strada Valleriana vicino alla fornace Borione

per la Grina – iniziava dall’estremo nord di Noboli

Valle di Gombio esterna – iniziava dal centro dell’abitato di Ponte Zanano

per Ponte della Grina – partiva dalla Valle di Gombio

Zanano interna - iniziava al ponte sulla roggia che dava acqua all’officina Glisenti

Zanano Colombara Lusnato interna - iniziava al principio dell’abitato di Zanano

Zanano per Gremone – iniziava al sagrato a nord della chiesa

Capomaggiore interna – partiva dalla Santella di detta via

per Valle di Sarezzo – iniziava al ponte Betti

Castello - iniziava al bivio della casa Montini

Rizzo – (l’attuale via S. Emiliano)

dell’Acqua e piazza interna (via Roma e l’attuale p.zza C. Battisti ex Largo Redocla)

Piazzetta (l’attuale tratto iniziale di via S. Faustino)

Formica (l’attuale via Bailo)

Carazzone (l’attuale via Dossena)

per la casa della Prebenda (l’attuale via Prebenda)

strada del Ponte di legno (proseguimento dell’attuale via S. Faustino con termine all’inizio della strada per Lumezzane).

Nel 1899 l’Amministrazione Comunale deliberò:

una nuova numerazione delle case e la trasformazione del nome delle contrade in denominazione di vie (alcune delle quali sono tutt’ora in vigore) come via S. Emiliano, via Bailo, Largo Redocla, piazza Mercato, via S. Faustino, via Dossena, via Nord, via Avogadro, via Bombe, via S. Martino, via Gremone, via S. Bernardino.

l’intitolazione della nuova strada, costruita circa dieci anni prima, che conduceva dalla piazza alla fermata del tram che venne chiamata “via Cooperazione” in onore del Circolo Operaio cooperativo di Sarezzo.

Le prime vie intitolate a personaggi storici locali furono dapprima VIA BAILO e VIA AVOGADRO che, considerate le illustri famiglie di appartenenza, non hanno certo qui bisogno di presentazione, quindi VIA PIETRO DOSSENA (la strada che dalla torre campanaria, ruotando immediatamente a destra, raggiunge la strada principale della Valle Trompia), VIA S. BERNARDINO (che dalla strada della Valle Trompia conduce a Noboli attraverso un ponte) e infine VIA GIUSEPPE ZANARDELLI (ex via Cooperazione).

PIETRO DOSSENA

Autore della ricchissima soasa dell’altare maggiore della Chiesa Parrocchiale di Sarezzo. La tradizione lo vuole confinato a Sarezzo dalla Repubblica Veneta, ma aveva bottega a Brescia.

S. BERNARDINO

Bernardino da Siena era giunto a Brescia con alcuni suoi frati francescani nella primavera del 1442.

Nel mese di aprile volle raggiungere Gardone, “terra grossa della valle Tromplina”, nota per le sue fucine d’armi e per le rivalità fra gli abitanti che spesso si concludevano a suon di archibugiate sulla pubblica piazza.

In tale circostanza il santo frate passò da Zanano dove si recò il giorno 20 aprile “nella casa in contrada Prato di Zucchello del Magnifico Sig. Giacomo di Avogadri”.

S. Bernardino doveva sottoscrivere il preliminare di donazione con il quale il nobile Avogadro gli cedeva 86 tavole di terra (circa 3.300 mq.) sita in località val Cavrera presso Gardone per costruirvi un convento con una chiesetta dedicata a S. Maria degli Angeli. L’atto fu sottoscritto da Luchino de Redolfi e Francesco Rodengo. Al santo verrà dedicata la Chiesa di Noboli.

Una statua del santo in marmo bianco orna il ciborio del tabernacolo dell’altare maggiore della Chiesa Parrocchiale di Sarezzo.

GIUSEPPE ZANARDELLI

Eletto deputato al Parlamento nel 1859, con l'annessione della Lombardia al Piemonte, fu confermato sino alla morte (26 dicembre 1903). Fu Ministro dei Lavori Pubblici nel 1876-77 nel primo gabinetto Depretis, dell'Interno con Cairoli nel 1878, della Giustizia nel 1881-83, ancora con Depretis, nel 1887-91, prima con Depretis e poi con Crispi, e nel 1897-98 con Di Rudinì. Da guardasigilli varò una serie di importanti provvedimenti quali il nuovo Codice Penale e il nuovo Codice di Commercio, la normativa sul lavoro femminile e minorile.

Dal 1892 al 1894 fu presidente del Consiglio.

[continua]

Osvaldo Guerini

 

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