STORIA 69
1921-1926. COME NASCE E SI AFFERMA IL FASCISMO A SAREZZO
(2^ parte)
Anno 1924. Sarezzo, fatte le debite proporzioni, assomiglia tanto alla Roma del '22. Qui, Benito Mussolini, circondato da quellarmata brancaleone che erano le camicie nere, si è fatto proclamare Capo del Governo e si appresta a cancellare ogni forma di opposizione. A Sarezzo le trame di uno squadrista e di alcuni suoi gregari, "opportunisti che fanno i superuomini", hanno costretto la vecchia amministrazione a dimettersi. Se a Roma si saluta il Duce, a Sarezzo si attende il Podestà.
In valle le squadre fasciste continuano indisturbate le spedizioni contro le cooperative rosse ed i circoli cattolici. Le elezioni politiche del mese di aprile si svolgono in un clima di illegalità con gli squadristi che vigilano ai seggi per assicurare la vittoria al Fascio Littorio.
Questi i risultati delle elezioni a Sarezzo:
- Fascisti voti 444
- Popolari " 209
(erano 361 nel 1921)
- Socialisti Massimalisti " 60
- Socialisti Riformisti " 11
- Comunisti " 53
(i socialisti uniti nel '21: v. 287)
Stravincono i fascisti che mietono consensi a destra e a sinistra. Vengono sensibilmente ridimensionati i cattolici popolari.
Sono sconfitti i socialisti divisi in tre tronconi.
Sulla vittoria fascista in Italia sono stati versati fiumi dinchiostro. Per quanto riguarda Sarezzo basti dire che la gente non era diventata di punto in bianco fascista. Del fascismo non condivideva il culto della violenza, lautoritarismo, il nazionalismo
La maggioranza era istintivamente antifascista; ma non osava uscire allo scoperto. Troppo aveva sofferto e il domani si prospettava ancora buio. Per questo si sentiva tradita. Ed ecco il movimento fascista, ecco Mussolini che promette e minaccia, inquieta e rassicura.
- Il Fascismo è violento?
- E colpa della sinistra marxista.
- Mussolini dittatore?
- Una volta ristabilito lordine, tutto rientrerà nellalveo costituzionale e democratico.
Erano in tanti a pensarla così. E la schiera degli illusi cresceva ogni giorno di più.
Resistevano soltanto i vecchi socialisti massimalisti e un gruppetto di giovani comunisti.
Resisteva un consistente numero di popolari che avevano nel curato don Vittorio Laffranchi la loro guida. Alcuni socialisti dovettero "cambiar aria"; quelli che rimasero a Sarezzo furono ridotti al silenzio, isolati, esuli in patria.
Da tre mesi durava il commissariamento del comune, quando il Prefetto di Brescia, "ritenuta la necessità di ricostituire lamministrazione comunale di Sarezzo", decretò che in data 25 maggio 1924 dovevano svolgersi le elezioni amministrative. Erano interessati 1.120 elettori distribuiti nelle due sezioni di Sarezzo e di Zanano. La lista dei candidati il listone venne preparata nella casa del Fascio divenuta ormai la succursale del comune. Nella lista non figuravano gli uomini del partito popolare e men che meno i socialisti. Cerano i fascisti capeggiati da Giacomo Prunali, segretario del fascio. Ben rappresentato era il ceto sociale degli imprenditori che, se non sempre e non tutti nutrivano simpatie fasciste, erano in lista per rendere un servizio alla comunità.
Dalle votazioni uscirono eletti:
- Bertoli Carlo di Domenico a. 32 industriale v. 839
- Gnutti Giacomo di Pietro a. 31 industriale v. 839
- Zanetti Giovanni di Angelo a. 30 operaio v. 839
- Antonini cav. Angelo di Carlo a. 50 industriale v. 838
- Sanzogni Giuseppe di Battista a. 35 industriale v. 838
- Mussinelli Giacomo di Bernardo a. 38 operaio v. 838
- Pedretti Angelo di Stefano a. 26 agricoltore v. 838
- Fantinelli Luigi fu Francesco a. 27 operaio v. 837
- Perotti Giuseppe di Angelo a. 53 industriale v. 836
- Bertarini G.Battista di Battista a. 36 esercente v. 836
- Prunali Giacomo di Francesco a. 26 geometra v. 836
- Abbiatico Giovanni di Giuseppe a. 35 operaio v. 735
- Antonini Luigi di Giuseppe a. 29 operaio v. 674
- Livella Bortolo di Antonio a. 27 esercente v. 666
- Guerini Battista fu Antonio a. 49 esercente v. 508
- Cabassi Angelo di Pietro a. 25 contadino v. 498
- Perotti Battista fu Domenico a. 39 esercente v. 339
- Vignoli Biagio di Francesco a. 31 operaio v. 331
- Guerini Domenico fu Bortolo a. 30 esercente v. 170
- Antonini Agostino di Giuseppe a. 35 industriale v. 165
I neoeletti consiglieri nominarono sindaco il cav. Antonini Angelo; assessori effettivi: Prunali Giacomo Antonini Agostino Perotti Giuseppe Abbiatico Giovanni; assessori supplenti: Bertoli Carlo Pedretti Angelo.
I contrasti che si manifestarono fin dallinizio in seno al Consiglio ed alla Giunta finirono col paralizzare lattività amministrativa.
Intanto in paese esplodono limitate, ma significative manifestazioni antifasciste alle quali G. Prunali reagisce con evidente stizza e velate minacce attraverso il quotidiano fascista di Brescia. Vediamo.
Da "Il Popolo di Brescia" del 24 giugno 1924:
"Sarezzo roccaforte del partito popolare, con a capo i silurati ex sindaci Prandini Gaspare e lex consigliere provinciale Pansera, vuole ancora un triste episodio pari a quello del famoso eccidio del 1919 (sbagliando lanno, si riferisce ai "Fatti di Sarezzo" del 1920) nella ricorrenza della benedizione della bandiera bianca. Giovedì 19 a Sarezzo doveva svolgersi la processione del Corpus Domini. I popolari volevano assolutamente che la bandiera bianca partecipasse alla processione e questo per ordine del reverendo don Laffranchi. Lautorità comunale dava regolare permesso perché la processione venisse effettuata, ma senza la partecipazione della bandiera bianca per il suo carattere politico.
Il rev. Laffranchi indignato sospendeva la processione, perché, - diceva, - i fascisti erano contrari e poi perché così voleva il vescovo di Brescia".
Giacomo Prunali, a nome della sezione fascista telegrafò immediatamente al vescovo:
"Popolazione di Sarezzo chiede a V.E. che processione Corpus Domini sia fatta". La risposta del vescovo fu laconica: "Non conoscendo circostanze non posso decidere". Il Prunali conclude: "Questo dimostra che don Laffranchi quando parla di opposizione fascista vuol complicare la situazione".
Sempre dal "Popolo di Brescia" del 24 giugno 1924:
"Altro incidente che forse poteva avere delle serie conseguenze è quello capitato domenica 22 corrente a Sarezzo. Un buon numero di donne con i relativi mariti, istigate dai caporioni popolari, e si può ben pensare, anche da don Laffranchi, era alla stazione tranviaria (la fermata del tram) per incontrare la musica popolare di ritorno da Brescia e per inscenare inoltre una manifestazione ostile ai fascisti locali. Infatti non si capirebbero altrimenti le grida di "abbasso il fascismo, abbasso i delinquenti!" che furono ripetute. Domenica la faccenda è andata liscia per la grande prudenza dimostrata dai fascisti, ma chi può rassicurare che la pazienza duri ancora?".
La dissoluzione del Consiglio comunale spaccato a metà è ormai prossima: "la situazione del paese e del fascismo, a Sarezzo, è in uno stato impossibile di tensione". E comincia la raffica di dimissioni.
5 settembre 1924. Il sindaco A. Antonini "per ragioni esclusivamente personali rassegna le sue irrevocabili dimissioni da Sindaco e da Consigliere".
26 settembre 1924. Si dimette lassessore G. Prunali "perché la sua carica è incompatibile con quella di segretario politico della sezione fascista".
Novembre 1925. Lassessore G. Abbiatico è costretto a dimettersi per "aver fatto un insulto vergognoso al Duce".
Dalla frase di un discorso che il vicesindaco G. Perotti doveva pronunciare: "In nome della Patria nostra, del Duce del Fascismo S.E. Mussolini e del Governo che lo regge" aveva cancellato le parole "del Duce del Fascismo S.E. Mussolini". Per questo lassessore Abbiatico doveva essere cacciato dallamministrazione.
25 novembre 1925. Si riunisce il Consiglio comunale per discutere le dimissioni di G. Abbiatico. Fra i vari interventi degno di nota è quello di Carlo Bertoli il quale prende le difese di Abbiatico: "latto da lui compiuto non giustifica la lotta che i fascisti locali hanno scatenato contro di lui", e invita i consiglieri a respingerne le dimissioni. Lassessore Giuseppe Perotti chiede una votazione segreta sul seguente o.d.g.: "Per indisciplina e mancanza di coerenza politica lassessore Abbiatico Giovanni ha la sfiducia del Consiglio comunale". In seconda votazione le dimissioni vengono accolte con 10 voti favorevoli e 6 contrari.
4 marzo 1926. Si dimette il consigliere Luigi Antonini.
11 marzo 1926. Si dimette lassessore Carlo Bertoli perché, dopo aver subito una brutale aggressione fascista "senza la minima deplorazione da parte di alcuna autorità locale, continua la sistematica diffidenza e disistima nei miei confronti".
14 maggio 1926. "Il Prefetto di Brescia nomina Podestà del comune il Sig. Prunali geom. Giacomo".
15 maggio 1926. "Prunali Giacomo presta giuramento nelle mani del Prefetto di Brescia".
16 maggio 1926. "I membri della cessante Giunta Municipale consegnano al Podestà gli atti della Giunta".
10 luglio 1926. "Al Podestà Giacomo Prunali viene conferita una medaglia doro quale segno di riconoscimento della nuova Magistratura civica voluta dal Fascismo".
Roberto Simoni
PROSSIMA PUNTATA
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