STORIA 68
1921-1926. COME NASCE E SI AFFERMA IL FASCISMO A SAREZZO
(1^ parte)
Manganello, manganello;che rischiari ogni cervello,
dagli addosso ai socialisti;
e per compir la pari,
giù botte ai popolari.
Così cantavano gli squadristi che, allinizio del 21, cominciarono a battere la Valtrompia. Erano dapprima gruppi di scalmanati vogliosi di menar le mani; in seguito saranno squadre dazione fascista dedite alle spedizioni punitive nei confronti dei socialisti (i rossi) e dei cattolici del partito popolare (i bianchi). Queste squadre provenivano quasi sempre da Brescia o da Villa dove sin dal 1920 si erano costituiti gruppi di picchiatori. Le violenze fasciste culmineranno nella notte di sangue del gennaio 1923 con luccisione di Virgilio Salvinelli a Zanano.
Leggiamo quanto, su questo episodio, scrisse il Cittadino di Brescia (giornale dei popolari) del 12 gennaio 1923.
Mercoledì 10 corrente una ventina di fascisti, provenienti con due automobili da Brescia, verso le ore 21.30, facevano irruzione nel circolo socialista di Inzino devastandolo e causando danni per 6 mila lire. Da Inzino gli stessi fascisti passarono poi a Gardone V.T. ove, portatisi alla sede di quel circolo socialista, vi compirono devastazioni per un danno complessivo di 8 mila lire circa. Mentre parte dei fascisti devastavano il circolo, altri si erano disseminati a guardare le vie adiacenti minacciando con la rivoltella in pugno quanti si trovavano a passare. Nel ritorno a Brescia, sostarono a Ponte Zanano e a Zanano devastando le sedi di quei circoli socialisti.
Compiute queste devastazioni, i fascisti si sono recati allabitazione del consigliere comunale della minoranza socialista di Sarezzo, Salvinelli Virgilio fu Angelo di anni 35, dal quale sembra pretendessero la consegna della bandiera rossa. Non ottenuto lo scopo, i fascisti fecero alzare dal letto il Salvinelli e da essi fu trascinato a breve distanza dalla propria abitazione e poi colpito ripetutamente alla testa da colpi di bastone e ferito alla gamba destra con un colpo di rivoltella. In quello stato il Salvinelli fu poi abbandonato. Portato a casa dagli stessi famigliari che avevano assistito alla scena violenta, fu visitato dal medico condotto dott. Pittiani che, date le gravissime condizioni del ferito nel quale erano evidenti i
segni della commozione cerebrale, dispose per il trasporto dellinfelice allospedale civile di Brescia che fu compiuto poco dopo dai militi della Croce Bianca. ll Salvinelli è stato ricoverato in sala 3. Le sue condizioni permanevano anche ieri sera gravissime.
Virgilio Salvinelli cesserà di vivere due giorni dopo. I funerali si svolsero a spese della Cooperativa ed egli venne accompagnato dai compagni vestito col costume rosso della musica Garibaldi.
Nel corso dellanno i circoli e le cooperative di Sarezzo, Zanano e Ponte Zanano sono costretti a cessare ogni attività. Di lì a poco tocca alle amministrazioni comunali. La giunta socialista di Villa è costretta a rassegnare le dimissioni nel mese di febbraio, quella di Gardone nel mese di luglio. Lamministrazione bianca di Sarezzo riuscirà a sopravvivere fino alla fine dellanno.
Il 1923 è lanno in cui la crisi politica, economica e sociale si manifesta in tutta la sua gravità. Si vive in un clima di tutti contro tutti, socialisti contro popolari, borghesi contro operai e i fascisti che picchiano a sinistra e blandiscono a destra.
Il nascente fascismo non è formato soltanto dal braccio violento dello squadrismo. Ad esso aderiscono tanti ex combattenti, numerosi settori industriali e imprenditori. Guardano al fascismo, con speranza mista a preoccupazione, quelli che: ripudiano ogni violenza di destra e di sinistra, desiderano il ritorno alla concordia civile in un clima di ordine e tranquillità.
Soltanto una intesa fra i partiti tradizionali avrebbe potuto fermare, a Sarezzo come altrove, la montante avanzata fascista. Ma a Sarezzo, leccidio avvenuto nel 1920 con il suo strascico di polemiche, aveva ulteriormente allontanato ogni possibilità di intesa fra cattolici e socialisti.
Intanti in numerosi centri della valle come Gardone, Marcheno, Lumezzane, Sarezzo, Villa, Concesio si costituiscono le Sezioni fasciste con una loro sede detta Casa del Fascio. Segretario politico della sezione di Sarezzo è il maestro Mario Zanotti che doveva far parte della schiera degli illusi, di quelli che credevano che, conquistato il potere e ristabilito lordine nel Paese, il fascismo (non ancora regime) avrebbe conservato lordine democratico. Così Mario Zanotti il 23 maggio invia una lettera al sindaco Gaspare Prandini (del parti-
to popolare) affinché gli sia concesso un locale della casa comunale da usare come sede del fascio. I Fascisti di Sarezzo scrive non commetteranno nessuna violenza. Lon. Giunta non avrà a pentirsi daver concesso asilo nel proprio seno a coloro che volontariamente servono lItalia per difenderla da chi ne vorrebbe la sua rovina. I Fascisti sono creati per tutelare linteresse e lordine dello Stato. Quelli di Sarezzo credo non vorranno uscire da detti limiti
.A nome dellamministrazione comunale, il sindaco concede luso di una stanza già utilizzata dalla Congregazione di Carità, dallUfficio del lavoro, come sala daspetto per lambulatorio e archivio del Comune.
In data 13 giugno i fascisti di Sarezzo inaugurano il Gagliardetto della sezione e Mario Zanotti invita alla cerimonia il Sig. sindaco Prandini e il Sig. Pansera Giuseppe Consigliere Provinciale ( del PPI), per porre fine a certe dicerie popolane in merito allatteggiamento dei fascisti locali. Conclude dicendo: il Fascismo è contro chi tradisce lItalia e non contro coloro che affezionatamente servono la Patria.
Ma verso la fine del 1923 Mario Zanotti è costretto a lasciare il suo incarico di segretario del Fascio per far posto ad un giovane tanto deciso a farsi strada che si porrà alla guida del fascismo locale fino a diventare primo podestà di Sarezzo. Si chiamava Giacomo Prunali ed era giunto da poco a Zanano in qualità di dirigente della locale sede della Società Elettrica Bresciana (S.E.B). Giovanissimo, (era nato a Brescia il 15 gennaio 1898) si era arruolato volontario, col grado di sergente, nel 3° reggimento dartiglieria e aveva combattuto sul monte Zugno e al Piave. Terminata la guerra, lo troviamo impiegato negli uffici della S.E.B., a Brescia, dove stringe amicizia con Alfredo Giarratana. Era costui un membro attivo del Circolo zanardelliano anticlericale Goffredo Mameli divenendo ben presto un dirigente di spicco del fascismo bresciano e fu, con Augusto Turati, direttore del giornale La Fiamma.
Con larrivo di Giacomo Prunali a Sarezzo, il Consiglio comunale viene messo in condizioni di non poter più amministrare. Dei venti consiglieri eletti ne aveva persi nove, i quattro della minoranza socialista (compreso il Salvinelli ucciso dai fascisti), i due di Noboli, Joannes e Fiori, dimessisi per il persistere di un indirizzo e metodo partigiano nel Consiglio e nella Giunta, mentre altri non partecipavano alle riunioni per semplici protesta.
Alla fine dellanno, il sindaco Prandini, fatto bersaglio di continue critiche, manifesta il proposito di dimettersi.
Il 10 gennaio 1924 i dieci consiglieri superstiti si riuniscono per decidere il da farsi, ma, saputo della decisione del sindaco, rassegnano essi pure le dimissioni.
Nei giorni successivi, il Prefetto di Brescia nomina Commissario Prefettizio del comune di Sarezzo il Sig. Ernesto Gulì, primo ragioniere della Prefettura (D.P. N° 71 del 23/1/1924).
I primi provvedimenti adottati dal Commissario prefettizio sono significativi del clima politico di quel periodo.
Il commissario delibera di iscrivere il comune di Sarezzo alla Federazione Provinciale Bresciana dei Comuni Fascisti, versando il relativo contributo annuo di Lire 200.
Il 16 maggio 1924, Veduta listanza della totalità dei cittadini di Sarezzo con la quale si chiede che, in occasione dellanniversario della nostra entrata in guerra, sia conferita a S.E. Mussolini la cittadinanza onoraria di Sarezzo; ritenuto che tale conferimento costituisca un doveroso riconoscimento delle benemerenze di S.E. Mussolini che ha salvato la Patria dallo sfacelo elevandone il prestigio allestero, delibera di conferire a S.E. Benito Mussolini, Presidente del Consiglio dei Ministri, la cittadinanza onoraria di Sarezzo.
Roberto Simoni
PROSSIMA PUNTATA
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