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  STORIA 54

LA PALLAMANO 2a parte

Se a Gardone l'inclinazione della piazza rendeva disagevole il gioco e si doveva perciò ricorrere a palchi in legno, la piazza di Sarezzo, come abbiamo detto, si prestava al meglio alle sfide di pallamano.

La piazza, in occasione dei tornei che vi si disputavano, veniva chiusa con palizzate, venivano erette delle tribune e l'ingresso era a pagamento, a testimoniare un maggior interesse di pubblico verso quelle manifestazioni.

Negli anni precedenti la prima guerra mondiale dunque l'attività sportiva riprende.

Nell'ottobre del 1910 a Sarezzo si organizzano contemporaneamente un torneo di pallamano e una gara ciclistica.

L'anno successivo, in giugno, è la volta di una gara nazionale di pallamano, sempre a Sarezzo e lo stesso nel giugno dell'anno successivo.

La piazza di Sarezzo è ormai sede consolidata di queste manifestazioni.

Così ancora nel giugno del 1914 si terrà la “gara nazionale”, in occasione della quale alcuni premi erano stati offerti da personaggi famosi, come l'industriale Milyus e l'avvocato Carlo Bonardi.

Lontana ancora dalla nostra Valle l'eco degli spari che il 28 giugno del 1914 uccidono a Sarajevo l'arciduca Francesco Ferdinando, la tragica scintilla che segnò lo scoppio della prima guerra mondiale, proprio il 28 e il 29 giugno del 1914, un Sabato e una Domenica naturalmente, si disputò nella piazza di Sarezzo un torneo di pallamano, organizzato dalla locale società sportiva.

Si trattava di una Grande Gara Nazionale per la disputa delle coppe “Milyus” e “Wührer”. I prezzi d'ingresso erano di £. 0.50 per la tribuna e di £. 0.30 per lo steccato.

Vediamo nel dettaglio la cronaca dell scontro, vinto dalla squadra del Sarezzo, così come viene riportata dal corrispondente del Cittadino del 3 luglio successivo:

"Straordinariamente favorita dal tempo si svolse la grande gara nazionale di palla a mano. Dopo il vermouth d'onore alle squadre giunte, incomincia la lotta tra Gussago e Villa Cogozzo, che termina colla sconfitta di quest'ultimo. Per la cronaca si devono lodare assai le rimande dei due abbrazzati, ma simpatici Cinelli, che se fossero stati coadiuvati da un bravo battitore, avrebbero dato del filo da torcere a tutti. Segue Monticelli Brusati e Bovezzo che quasi indisturbato fila dritto alla vittoria. Una lode anche ai vinti che nuovi alla piazza ed al giuoco seppero nel dopo mezzodì procurarsi con onore il quinto premio, - Destando il più vivo interesse nella folla che assiste alle gare si avanzano Salò e Sarezzo e baldi scendono in campo.Sul principio la mancanza di Felter ed alcune disdette sembrano aver abbattuto i giovani di Salò dalle maglie garibaldine, che devono arrendersi di fronte al giuoco preciso e serrato dei giovani di Sarezzo che segnano così 5 punti consecutivi. Finalmente anche i giovani salodiani non volendo tradire le tradizioni loro di giuocatori indomabili, pare si risveglino: attaccano con veemenza la lotta arrestando gli avversari e quasi raggiungendoli. I sarezzesi vedendosi così minacciati, riprendono più acre, più stretta ancora la lotta sino ad essere condotti alla vittoria con 8 contro 6. Questa credo possa essere la più interessante giuocata, perché più terribile, più battuta. Il pubblico diè segno di averla apprezzata nel suo preciso valore con gli irruenti battimani ad ambe le squadre. I giovani salodiani battuti dalla squadra sarezzese si vendicarono battendo implacabilmente nella semifinale Villa Cogozzo e Monticelli conquistando così il quarto premio. Gussago non volendo cedere a nessun costo innanzi all'avanzare della squadra del famoso Vico, rimase ad essa inferiore di due giuochi soltanto guadagnando il terzo premio. L'ora della finale è scoccata. I bravi giuocatori di Bovezzo fieri della vincita sicura del secondo premio scendono in campo ancora ansanti e bagnati da sudore a combattere con Sarezzo per la disputa del primo premio, la ricca coppa Milyus.

I primi colpi dei giovani di Bovezzo danno viva speranza di assistere ad una lotta feroce ed accanita, ma Sarezzo incrollabile nella sua forza si stanca e li batte con 8 contro zero. Un plauso di onore inviano gli amici di Sarezzo al bravo battitore della squadra sarezzese Vincenzo Ravelli, di fresco tornato da soldato, che seppe sempre dirigere tanto bene e con tanta precisione i suoi colpi”.

La Domenica seguente si sarebbe svolta un'altra gara, che vedeva come primo premio in palio una coppa d'argento offerta dalla famiglia di Brehm.

Lo scoppio della prima guerra mondiale non interrompe l'organizzazione delle gare di pallamano, ma certamente lo sport ora cede spesso il passo a manifestazioni meno giocose, come le "feste del fiore", organizzate allo scopo di raccogliere fondi in favore delle famiglie dei soldati.

L'attività dell'Unione Sportiva riprende al termine della guerra. Il 20 dicembre del 1922, presieduta da Vincenzo Ravelli e composta da 60 soci "di tutte le fedi politiche", com'è specificato, l'Unione Sportiva chiede alla Giunta comunale il permesso per organizzare, allo scopo di rimpinguarne un po' le casse, una lotteria.

I premi in palio erano:

Una bicicletta Stucchi offerta dalla stessa Unione Sportiva.

Un fucile offerto dal comm. Beretta.

Una damigiana di vino offerta dai soci Bertarini e Bracciali.

Un paio di scarpe su misura offerto dal socio Gaspare Prandini.

L'anno successivo, in giugno, si innalza di nuovo lo steccato nella piazza, per una Grande Gara di pallamano.

Questi erano anni inquieti e anche le richieste di permesso per le manifestazioni sportive, come quelle per le manifestazioni religiose e a maggior ragione per quelle politiche, dovevano essere attentamente vagliate dalle autorità, nell'intento di evitare eventuali disordini, tanto più essendo ancora fresco il ricordo dei sanguinosi fatti di Sarezzo del 1920.

Negli anni del fascismo l'Unione Sportiva entra a far parte dell' O. N. D. (Opera Nazionale Dopolavoro) e continua ad organizzare gare di pallamano, di ciclismo e anche di bocce (una di queste, nel giugno del '33, si svolge presso la "Trattoria Borione").

Nuovamente l'attività sportiva, negli anni funesti della guerra, vedrà un rallentamento, a vantaggio di meno svagate occupazioni, nonostante comunque non manchino nemmeno in quel periodo gare di pallamano e di ciclismo, sport popolari per eccellenza e tra i più praticati in quegli anni nei nostri paesi.

L'attività delle locali società sportive riprende poi fervida nel dopoguerra e i tornei di pallamano tornano a riempire periodicamente la piazza di Sarezzo, subendo solo negli anni più recenti un progressivo calo di popolarità e di interesse, ma non è da escludere che prima o poi, per la legge dei corsi e ricorsi storici, anche questo sport possa essere riscoperto e tornare in auge.

Stefano Soggetti

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