bannerstoria.gif (25830 byte) INDICE STORIA

  STORIA 43

IL PROCESSO BONISSOLI (1à parte)

Abbiamo accennato su un precedente numero di "Sarezzo informa" ad un personaggio piuttosto curioso, che visse a Sarezzo nel '500, un tale Albertino Bonissoli che alla fine di quel secolo ebbe con il Comune una causa di una certa importanza, nella quale era chiamato a rispondere per il suo comportamento oltraggioso oltre che immotivato, almeno a detta degli accusatori, nei confronti dei reggenti del comune.

Certamente qualche motivo c'era, forse alcuni debiti insoluti da parte del comune, ma soprattutto un caso riguardante l'affitto dei boschi per il taglio della legna e il trattamento riservato ai forestieri (ai quali il Bonissoli apparteneva, non essendo originario del comune).

Mentre quindi gli accusatori si appellano agli statuti comunali il Bonissoli ad un certo punto fa riferimento ad una dichiarazione morosina, la quale comanda che i Comuni debbano lasciare che anche i forestieri possano incantare i detti boschi per beneficio della povertà [Morosini é cognome di Dogi, prelati ed alti funzionari veneti. Nel 1549 il Capitano Gabriele Morosini, con un'Ordinanza aveva stabilito alcune regole riguardo all' amministrazione dei "comuni rurali"].

Vorremmo ora proporre, nell'attesa magari di pubblicarlo integralmente, alcuni stralci di quel processo, trascritto in un lungo documento che si trova nell'archivio Bailo di Sarezzo.

Il testo è interessante oltre che per l'argomento in sé, perché rivela alcuni aspetti della vita del paese in quegli anni (seconda metà del '500) e il modo in cui si gestiva allora la vita politica e amministrativa, non del tutto difforme da quella attuale.

Sappiamo poco del protagonista del processo. Pare vivesse con una donna "di malaffare", aveva un fratello in carcere ed esercitava la professione del "calcherotto", cioé del fabbricante di calce e proprio a lui, qualche anno prima, il Comune aveva affidato la costruzione dello "stallone" dei Grassi. Iniziamo dunque dalla presentazione del processo

Prodotta il giorno 17 luglio 1585. Presentata da Francesco del Bailo Console et Interveniente a nome del Comune di Sarezzo.

Avanti Voi Clarissimo, et Illustrissimo Giustiniano Giustiniani dignissimo Podestà di Brescia, et suo distretto, et alla Sap.ma Vostra Corte Compare signor Franceschino del Bailo Console del Comune, et huomini della terra de Sarezzo, et ha Querelato, et Querela Albertino di bonisoli de detta terra de Sarezzo come huomo rissoso seditioso tumultuoso insolente, et scandaloso.

Poi si rincara la dose, si specificano le accuse e si presenta la "scena", chiamiamola così, che ruota essenzialmente attorno alla casa del Comune in piazza, dove si svolgevano le riunioni della vicinia,

si "balottava", cioé si votava, si facevano "gli incanti", cioé si affittavano i beni comunali e così via.

Sopra di ciò che detto Albertino Querelato come Inimico capitalissimo del quieto, et pacifico vivere di detta terra de Sarezzo non contento delle molte seditioni, et Insolenza che ha usato in detta terra, et nella Casa del Comune quando si fanno li officij incanti, et altre operationi per il publico cioe d'haver gia alchuni anni incantandosi delle Legne publicamente nella Casa di detto Comune presuntuosamente levato la Bachetta fuori de mano del Console di detta terra con la quale se incantano dette legne prohibendo che non se incantassero dette Legne talmente che per questo effetto puose tanto rumore nel Consiglio generale di detta Terra che gli mancò pocho che non seguisse del male assai come appare anco di ciò alli libri di detto Comune, et d'havere straciato lettere pignoratitie fuori delle mani delli offitiali quando gli sono andatti à far li pegni per debito di Comune, et anco in diversi tempi, et occasioni quando se convoca il Consiglio o Vicinia generale de ridursi in detta Vicinia, et mettere sotto sopra ogni cosa, et ancho quando si convoca il Consiglio spetiale ò secreto [un consiglio "ridotto"] di detta terra anchor che non sia dimandato ne sia d'offitio

intrando per forza in d.a Casa, et intrando non voler balottare, et alchune fiate [volte] balotando dar magior numero de balle de quello deve fare [la "ballottazione" avveniva inserendo una palla in un apposito contenitore, bianco per i voti negativi e rosso per quelli favorevoli], et seducendo ancho quelli che può a far il simile usando anco parolle, et vilanie cosi alli Consoli come alli Sindicj ad altri Ministri di detto Comune, et facendo altri atti come de mangiar Noci, et Pomi, et getar puoi li gusci, et Costoni nel luogho del Consiglio quando sono redutti le genti, et che si trattano le cose del Comune In dispritio della potesta a detti valeriani concessa per il Serenissimo Dominio di Venetia.

Le accuse continuano su questo tono e si aggiunge che, tra le altre cose, Albertino Bonissoli ebbe a pronunciare questa frase ("queste o simili parole"): voglio talmente perseguitar questo Comune che vadda in Rovina, e si specifica che di ciò ne fa professione mandando anco ad effetto, et essecutione in quelle cose che può detto suo diabolico, et perverso Animo.

Ma non contento dico detto Querelato delle sudette insolentie come incorregibile, et che ogn'hora va più crescendo de Insolentia in insolentia, ecco che sotto il di ultimo di Maggio prossime passato il dopo disnare [...] disturbò si fattamente essi Sindici, Nodaro, et Console con si sconcio, et insolente modo di procedere che convenne à tutti luoro partirsi dal detto luogho.

Chissà quanta rabbia aveva in corpo il Bonissoli se non ebbe rispetto nemmeno della torre campanaria, che proprio in quell'anno si iniziava ad edificare, e quindi alli 21 di Instante essendosi ridotti in sula Casa di detto Comune li sp. Sindici reggienti del detto Comune Insieme cum altri dal Consiglio generale de esso Comune eletti per deputati della fabrica del Campanile seu Torre che esso Comune ha datto principio far per comodo dela giesa [chiesa] et populo de esso Comune Insieme cum mastro Dominico di [Bona?] de rezato et altri fabri murari per trattar il mercato di fabricar esso Campanile et Torre, esso Albertino come Inveterato nel mal operar et cosi inspirato dal diavolo, vene all'uscio dela Casa per voler Intrar

in essa Casa per disturbar essi Sindici deputati, et fabri che non conchedesse il mercato a fin che non si facesse la detta fabrica et ritrovato serato l'uscio batuto et fato rumore vedendo non puoter Intrar si fece licito senza alcun rispetto dela Giustizia scalar la detta Casa da uno balcone tanto che vene sula fenestra seu balcone dela ditta Casa che risguardava in detto logo per disturbar essi predetti congregati.

Naturalmente commetteva il detto Insolente Querelato le sudette cose in mal essempio, et in grandissimo scandalo del Populo, et danno de essa terra, et contra le leggi, et Parti del Serenissimo Dominio et li statuti, et provisioni di detto Comune.

Si conclude la premessa rivolgendosi alle autorità inquirenti con le formule di rito, affinché essendo il detto Querelato cresciuto, et cosi portando il suo perverso procedere pericolo grandissimo che un giorno si faccia rumore, et questione non essendo possibile à poter soportare tanta insolentia per lui usata, et che tutto hora va usando detto Querelato, detto comprasente per il detto nome genibus flexis Iusta dimanda, et suplica che la V. S. Ill.ma si degni compiacersi formar processo, et trovata la verita delle cose sudette punire et castigare il detto Querelato in quella manera che merita per il suo sconcio rissoso tumultuoso, et insolentissimo procedere acio che si puossa trattare le cose di detto Comune quietamente, et in Pace come è desiderato da ogn'uno, et come conviene.

Segue il dibattito tra gli inquirenti e Albertino Bonissoli, riportato per esteso nel documento, nel quale l'imputato si difende dalle accuse, rettifica, chiarisce i motivi della propria condotta, parla di una trama ordita contro di lui dagli amministratori del Comune e conclude affermando in sintesi: io sono certo che mi hanno querelato falsamente, solamente per odio.

Alla fine sono riportate le testimonianze pro e contro Albertino Bonissoli, ma di questo daremo conto nel prossimo numero.

[continua sul prossimo numero di “Sarezzo Informa”]

 

Stefano Soggetti

 INDICE STORIA

PROSSIMA PUNTATA

Elaborazione grafica Sergio Piccini Radio Rete 5. ...2001 - Portale Valtrompianet