STORIA 35
CASE CHIESE E PALAZZI A SAREZZO NEL 400N
el basso medio evo il Comune di Sarezzo comprendeva principalmente tre nuclei urbani: Sarezzo, Zanano e Noboli e due molto più piccoli: Valgobbia e Ponte Zanano. Questi erano separati tra vastissimi prati, campi e boschi dove sorgevano di tanto in tanto cascine, fienili e stalle.Sulla fine del quattrocento Sarezzo, con Ponte Zanano, è fra i toponimi registrati nelle carte idrografiche di Leonardo Da Vinci. Ponte Zanano è citato esclusivamente perché in quella località sorge il Castello di Testaforte in cui risiedeva il capitano della Valle e le sue guarnigioni e si riunivano i rappresentanti dei Comuni valtrumplini.
Il castello rappresentò un forte presidio guelfo contro i Visconti ed i Ghibellini. I documenti di Bovegno citano nel 1323, 1324, 1326, 1327, lesistenza a Ponte Zanano (sulla riva destra del Mella, tra il fiume e lattuale vicolo Mella dove si notano ancora oggi alcune tracce nelle muraglie) di un castello costruito come baluardo a difesa della valle e anche da possibili incursioni dalla valle di Gombio.
Successivamente quando venne meno la funzione difensiva del castello di Testaforte, dopo la riorganizzazione territoriale dei primi anni del 400 attuata dai Visconti, sulle sue rovine venne costruito un forno fusorio e nelle vicinanze furono attivate delle fucine che sfruttavano lenergia idraulica.
Nella breve segnalazione dello Status di Sarezzo nel 1609 si legge al fg. 638 del Catastico Bresciano del Da Lezze: Sarezzo comune / con Zenano et / Nobele. Ha un forno de ferro al ponte / di Zenano, nel qual luoco per esser passo anticamente / vi era una rocca, ove la Valle manteneva / un presidio contro li Gibellini.
A Sarezzo il paese era compreso tra via S.Emiliano, via Pansera e lattuale piazza e verso la fine del quattrocento e linizio del cinquecento conobbe un discreto sviluppo urbanistico: fu in tale periodo che furono costruite una serie di abitazioni pubbliche e private, che esistono ancora, parzialmente o completamente restaurate.
Innanzitutto la casa comunale che da piccola sede nel 1524 fu ampliata con un sopralzo ed un portico a due arcate e sorgeva a lato della piazza sulla sponda sinistra del Redocla che nel 1850 la spazzò via per linondazione. Nel 1539 fu eseguito un primo allargamento dellattuale piazza e solo più tardi dal 1583 al 1585 la costruzione della torre.
A Sarezzo sono ancora oggi degnamente conservate le abitazioni private sorte in quel periodo:
Casa in Via S.Faustino n. 5-7 attualmente di proprietà dei Sigg.ri Cinelli e presenta ancora oggi un portico a quattro campate, con due colonne quattrocentesche con laggiunta di unaltra campata in epoca più recente che da su un cortile. Ledificio su due piani è attualmente ancora in ottimo stato, ovviamente restaurato più volte.
Casa in Via S. Emiliano n. 11 attualmente di proprietà dei Sigg.ri Zanetti e Belleri, acquistata in epoca recente dalla famiglia Corulli, gli eredi dei Di Brehm Bailo per i quali erano affittuari. Il complesso ora completamente ristrutturato consta di quattro campate di portico ad archi molto grandi e un po bassi con colonne anchesse basse e tozze coi capitelli con le solite foglie lanceolate di quel periodo. Il complesso rurale quattrocentesco dalla forma primitiva è stato poi ampliato successivamente e sul retro nei pressi di una campata chiusa appare la data dellanno 1658.
Casa di Via Bailo n. 35 attualmente di proprietà dei Sig.ri Pintossi e Pederzani conserva un particolare significato storico in quanto è considerata la prima abitazione della famiglia Bailo a Sarezzo. E un edificio con poche aperture, ora ristrutturato, con un prospetto sulla via molto largo. Sopra larco dingresso al cortile è presente una santella. Non appaiono contrariamente agli altri edifici di quellepoca le caratteristiche arcate su colonne.
Casa di Via della Santella n. 16-18. Il portico originario era di cinque campate con colonne a foglie. Sono ancora conservati tre archi della loggetta superiore quattrocentesca con finestre quadrate del solaio.
Casa di Via Repubblica n. 76 attualmente ristrutturata e divisa in dieci proprietà si trova in un cortile attiguo alla statale e presenta un interessante e curato portico con archi ribassati su quattro colonne mentre al piano superiore, anziché la solita loggetta quattrocentesca vi sono due coppie di loggette a doppia luce con colonnine con capitelli ed in mezzo a loro una finestra quadrata.
A Zanano si possono ancor oggi ammirare i resti di questi edifici quattrocenteschi:
Casa di via S.Martino, 15 con cortile ed un portico di tre arcate con due colonne basse a capitelli fogliati ed al primo piano una loggetta con sette arcate e colonne in pietra.
Casa di Via Avogadro, 4 ora di proprietà di Guarinoni presenta al piano terra cinque arcate con colonne tozze a base tonda. Al primo piano tre finestre e loggetta con colonnine a quattro campate.
Casa di Via Redolfi un tempo era costituita da un lungo portico a cinque grandi arcate con colonne a foglie e basi tonde e ben dieci campate di loggia superiore con capitelli e basi.
Casa di via S.Martino n. 55 ora proprietà della famiglia Archetti presenta un portico di tre ampie campate con due colonne basse a capitelli fogliati ed al primo piano una loggetta con otto campate e colonne in pietra.
Un solo edificio quattrocentesco si può ammirare a Ponte Zanano in P.zza Canossi n. 6, proprietà Guerini. Trattasi di una grande costruzione su due piani ed un sottotetto, con ben cinque campate di portico con colonne a grandi foglie e volte a crociera sotto il portico con un vasto cortile che da direttamente sulla piazzetta di Ponte Zanano.
Da questi edifici si può individuare sommariamente comerano le abitazioni.
Tutte queste costruzioni erano ben solide, i piani erano più duno, e la parte verso la strada veniva resa più decorosa usando largamente lintonaco mentre le famiglie più benestanti ne abbellivano anche la facciata con pitture e con decorazioni in pietra ben scolpita. Per dare laccesso alla casa solitamente non cerano cancelli o fortificazioni particolari ma bastava una piccola porta, essa era anche più facilmente difendibile da eventuali incursioni.
Seguiva quindi il portico di poche arcate che si apriva generalmente sul cortile e nel quale venivano scaricate le merci e tutto quanto serviva alla vita famigliare. Il portico veniva spesso pavimentato con lastre di pietra.
La cucina a piano terra aveva laccesso sul cortile e vicino alla cucina cera il forno del pane; il pozzo dellacqua o si trovava al centro del cortile oppure anche sotto il portico contro la parete per essere meno di ingombro e di pericolo.
La fontana in cortile sarebbe stata un'invenzione di qualche secolo dopo.
A pian terreno vi erano poi i magazzini delle merci ed anche la sala da pranzo che si affacciava sul cortile di solito col camino.
Dal pianterreno si saliva al piano superiore con una stretta scala a due rampe fatta di gradini di pietra che giungeva il più delle volte ad una loggia aperta sul cortile, della stessa ampiezza del portico sottostante ed era la parte più curata della casa perché abbellita da piccole arcate con colonnine in marmo.
Da questa loggia si accedeva alle stanze da letto.
Il palazzo degli Avogadro che sorge in P.zza di Zanano invece è stato costruito con concezioni ovviamente diverse, come residenza nobiliare degli Avogadro che la utilizzavano quando si recavano in Valle a curare i propri interessi.
Nella porzione di palazzo quattrocentesca si notano infatti due sale con soffitto ligneo: travi con mensoloni, e tavolette intagliate, nella prima sala appare un grande camino in pietra del 500, nella seconda sala un affresco sacro datato 1474 raffigurante il S.Gerolamo attribuito al Maestro della crocifissione di S.Agata in Brescia, così come pure la Madonna con Santi e devoti del 1430.
La costruzione del quattrocento in facciata presenta ancora il vecchio ingresso con portale in muratura ed incorporato ad essa si erge la torre trecentesca dove si trovano a piano terra grandi volti del 400 e degli affreschi decorativi a scacchi bianchi e neri e un riquadro con la crocifissione risalente al trecento.
Nel piano superiore, nella casa torre, unica sala con volta a crociera, appare un bellaffresco rappresentante lassedio dei gatti alla città dei topi risalente allinizio del 400
La torre ed il palazzo quattrocentesco erano di proprietà del ramo principale della famiglia Avogadro, quella di Pietro, il più noto fra gli Avogadro e figura emblematica del quattrocento bresciano.
Dopo il quattrocento la famiglia preferì residenze più ampie e comode in pianura (Bagnolo, Rezzato ecc.). Ledificio rimase tuttavia di proprietà degli Avogadro sino allestinzione del ramo di Giacomo Filippi, avvenuta sulla fine dellottocento; è a questo ramo degli Avogadro che si devono gli ampliamenti successivi delledificio.
Infine tra gli edifici di culto costruiti alla fine del quattrocento è doveroso ricordare la chiesa di S.Bernardino da Siena, le cui pareti sono decorate da due affreschi frammentari dellinizio del 500 e riproducono la Madonna Regina e S.Antonio abate. La Chiesa fu poi ampliata nel settecento. Intorno al 1450 è datata la costruzione di una cappella precedente allattuale chiesa parrocchiale di Sarezzo S.S. Faustino e Giovita e sorgeva tra lattuale Parrocchia e la casa del Parroco, ne rimane ancora una parte nella cappella che si trova a fianco della canonica. Pare che fosse a pianta quadrata, con una sola navata laterale darte romanica e gotica molto simile alla chiesa di S.Maria degli Angeli a Gardone Val Trompia.
Osvaldo Guerini
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