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  STORIA 33

LA FILARMONICA SANTA CECILIA DI SAREZZO

La storia della filarmonica S. Cecilia di Sarezzo merita ancora una volta di essere ripercorsa, seppure in poche righe. Si può dire infatti che essa rappresenta la più vecchia istituzione culturale ancora in vita nel nostro comune. Un'istituzione che ancora si propone, con la sua storia ultracentenaria, di mantenere vivo l'interesse per la musica, colta o popolare che sia, per la cultura vera, quella che ha accompagnato, é il caso di dirlo, la storia del nostro comune.

Banda.jpg (29951 byte)Non bisogna dimenticare, tanto più in quest'anno di celebrazioni verdiane, quanto abbia contato per un piccolo paese come era Sarezzo la diffusione sulle piazze o per le strade delle celebri arie d'opera, dei temi sinfonici più famosi o degli inni e delle marce in voga. Non c'erano fino ad alcuni decenni fa che le note delle bande a rompere il silenzio operoso dei piccoli borghi come il nostro, non c'erano radio, televisioni o impianti stereofonici. E proprio dall'esigenza sentita da tutti di rallegrare, come talvolta solo la musica sa fare, la vita di tutti i giorni, nascevano gruppi di affiatati soci come il nostro.

La banda S. Cecilia di Sarezzo nasce nel 1886, per iniziativa della Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso della Valtrompia, fondata due anni prima. Il documento ufficiale con cui si comunica al sindaco l'avvenuta fondazione è del 16 aprile. Forniti solo di un berretto, come modesta divisa, i musicanti iniziano subito la propria attività sotto la direzione del maestro Inverardi, di Brescia. Iniziano quell'attività che dura tuttora e che consiste soprattutto nell'accompagnare e adornare le feste civili e religiose o i funerali dei personaggi di spicco del comune e della valle, come quello del generale di Brehm, nel lontano giugno 1888.

Nel 1890, quattro anni dopo la sua costituzione, la banda non è più al servizio della Società Operaia Cattolica di mutuo soccorso e diventa a tutti gli effetti banda del comune di Sarezzo, e come tale redige un proprio statuto ed inizia a vivere grazie al sostegno dei soci e dei musicanti. Benché autonoma la banda si configura ancora come cattolica e rimane legata alle organizzazioni cattoliche del comune e della provincia.Dopo alcuni anni di crisi la banda sembra riprendere vigore con il nuovo secolo, sotto la direzione del maestro Andrea Perotti, padre di Andrea "Bepi" Perotti, recentemente scomparso e che per anni sarà presidente del sodalizio. Tra inaugurazioni di Circoli cattolici, feste religiose e ricorrenze varie la banda giunge fino al primo conflitto mondiale, che naturalmente costringe ad un rallentamento dell'attività. Questa però riprende vigorosa con il nuovo maestro Senes, dopo la morte in guerra del maestro Perotti.

Gli anni del primo dopoguerra sono anni di grande confusione, di insoddisfazione diffusa e di frequenti scontri politici anche violenti, che a Sarezzo sfoceranno nei sanguinosi fatti del 1920.

Nei primi anni del fascismo, rappresentato a Sarezzo dal podestà Prunali e poi dal podestà Franchi, troviamo oltre alla banda S.Cecilia anche quella fascista e tra i due gruppi i rapporti non sono dei migliori, al punto che nel 1926 il Prefetto, per ragioni di ordine pubblico ordina il loro scioglimento. Successivamente la banda sarà ricostituita come Corpo Musicale Cittadino, sostenuta ora economicamente dal Comune. Più tardi poi assumerà la denominazione, più cara al regime, di banda dell'Opera Nazionale del Dopolavoro.

Nonostante il nuovo sanguinoso conflitto, che porterà a Sarezzo lutti e miseria, la banda non cessa la propria attività ed é chiamata di tanto in tanto ad allietare una festa qua e là nella Valle.

Nel dopoguerra, diretta dal maestro Ravelli, figura di spicco nell'ambiente bandistico provinciale, la banda riceve numerosi riconoscimenti, tra i quali nel 1948 il primo premio al concorso di Montichiari e, nel 1960, l'ambìto primo premio al concorso bandistico interprovinciale di Darfo Boario.

Alla morte del maestro Ravelli, nel 1967, un altro direttore di tutto rispetto, Filippo Cuscito, darà lustro alla nostra banda, che nel 1976 diviene Associazione Filarmonica. Sostituito poi quest'ultimo dal maestro Aldo Veneziani, che ne è tuttora direttore, la Filarmonica S. Cecilia giunge nel 1986 al traguardo di cent'anni di vita e di ininterrotta attività.

E se il ruolo della banda è ed è stato soprattutto quello, come abbiamo detto, di allietare le più svariate ricorrenze civili e religiose dentro e fuori dal comune, è però nei concerti, che ha eseguito spesso con successo al di fuori della provincia, spingendosi fino in Sicilia, ad Assisi, o più di recente a S. Marino, che mostra a pieno le proprie capacità musicali ed interpretative.

Oggi la Filarmonica S. Cecilia continua con orgoglio la propria tradizione di cultura, di educazione alla musica, organizzando corsi gratuiti aperti a tutti, attraverso i quali offre la possibilità di avvicinarsi ad uno strumento musicale, dai legni agli ottoni, dalle percussioni al pianoforte, e alla teoria musicale in generale.

Stefano Soggetti

 

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