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  STORIA 29

EL PUT DE ZENA” TRA IL 1870 E I PRIMI ANNI DEL 900 (terza parte)

Negli anni della forte contrapposizione tra clericali e anticlericali, Ponte Zanano considerata la “piccola Russia” anche per la presenza di Belleri Lorenzo, importante personaggio politico valligiano, socialista e antifascista, riesce a mantenere un equilibrato clima di collaborazione tra persone non affini politicamente né religiosamente, ma animate da profondo impegno civile.

Dove non fu possibile trovare un’intesa sul piano ideologico, si cercò un punto d’incontro sugli obiettivi concreti.

Del resto la realizzazione della piazza Canossi e del primo asilo per bambini, come vedremo, furono una visibile testimonianza di quella collaborazione.

Lorenzo Belleri, al quale recentemente l’Amministrazione Comunale di Sarezzo ha intitolato il piazzale antistante la Scuola Media Statale in V. Verdi, nacque a Gardone V.T. il 29/8/1891 da Giuseppe, armaiolo e da Lucia Borsi, contadina che si trasferirono dopo pochi anni a Ponte Zanano nella casa di via Marconi, vicino al ponte romano. E’ da rilevare che già nel 1904 a Ponte Zanano il movimento socialista comincia a porre alcune radici, anche perché un numero rilevante di residenti lavora allo stabilimento Redaelli di Gardone Val Trompia. Inoltre i notevoli investimenti che si vanno effettuando a Gardone V.T. negli anni di fine e di inizio secolo, rivolti all’ampliamento delle unità produttive già esistenti e all’insediamento di altri nuovi stabilimenti molto vicini alla piccola frazione, fanno ben presto sorgere nuovi problemi di ordine politico e sindacale acuiti inoltre dal peggioramento delle condizioni di vita in seguito anche al repentino aumento della popolazione ed al decadimento delle abitazioni. Tutti questi avvenimenti portano alla formazione di una coscienza operaia che si manifesta con la richiesta di rinnovamento della società.

Ponte Zanano si trova geograficamente molto vicino all’industria gardonese; pertanto la manodopera operaia non trovando dimora nel comune di Gardone V.T., cercò e spesso trovò residenza nel territorio vicino e il piccolo paesino di Ponte Zanano subì un vertiginoso aumento di popolazione, per gran parte operaia e classista.

Nella giornata dei lavoratori, il 1° maggio del 1904, viene costituita a Ponte Zanano la cooperativa di consumo “l’Emancipazione” che per alcuni anni divenne l’unico riferimento di organizzazione operaia nel piccolo paese, aderente al Segretariato dei Lavoratori con sede a Gardone Val Trompia.

A Sarezzo anche il movimento cattolico, già nel 1895 aveva fondato una cooperativa di consumo che ebbe un periodo di felice prosperità assolvendo all’utile funzione, non soltanto economica, di fornire generi alimentari e altro a costi bassi, ma anche di promuovere la formazione di persone e di gruppo dirigente, molto sensibile alla costruzione di case per operai; basti pensare che nel 1908, primi forse in Provincia, iniziarono la costruzione delle case operaie di via IV Novembre e portarono a termine il I° lotto di una decina di alloggi. A Sarezzo tra il 1909 ed il 1914 fu molto attiva l’Associazione Operaia Cattolica denominata “Ritrovo operaio Mons. Lorenzo Pintozzi”.

E’ in quegli anni di forte radicamento della condizione operaia e contadina che maturò nel giovane Lorenzo Belleri la convinzione di poter essere utile al movimento cooperativistico prima e politico più tardi.

Assunto alla Regia Fabbrica d’Armi di Gardone V.T. nel 1911, a vent’anni aderì al Partito Socialista e si segnalò per la sua posizione intransigente in numerosi convegni. Nei primi mesi del 1911 costituisce a Ponte Zanano un circolo operaio e nel luglio 1911 un circolo socialista che nell’anno successivo diventa sezione.

Nel 29/7/1911 viene eletto il direttivo della sezione socialista di Ponte Zanano, di cui risulta segretario Ambrogio Belleri, cassiere Antonio Rossi e consiglieri Lorenzo Belleri, Marco Soria e Giuseppe Stefanini.

Nel 1913 organizzò un comizio molto affollato per chiedere all’Amministrazione Comunale: l’acqua potabile per la frazione, tre nuove fontane, l’igiene pubblica (la pulizia delle strade e l’eliminazione dei letamai davanti alle case), l’illuminazione con nuove lampade sotto il “Volt”, l’asilo infantile. Cominciò infatti a sostenere possibili soluzioni per ovviare alle pessime condizioni igieniche della popolazione. L’anno prima, nel 1912, era stato inaugurato il primo acquedotto del Comune, derivando l’acqua della sorgente Bassinale in Valle di Sarezzo, con cinque litri di acqua al secondo che attraverso la rete di distribuzione andavano ad alimentare le prime fontanelle pubbliche e le pochissime derivazioni private.

Nel 1914 fu candidato capolista nelle elezioni comunali di Sarezzo nel Partito Socialista. In quella lista figuravano anche Pietro Copeta, operaio di Sarezzo, che morirà per i “fatti di Sarezzo” in data 27/6/1920, Giuliano Cinelli (uno dei più importanti dirigenti sindacali bresciani, segretario della Fiom di Gardone V.T., nel 1926 la Prefettura lo citò come il più pericoloso avversario del regime fascista, emigrò in Francia dove divenne responsabile del gruppo italiano a Parigi), Samuele Guerini, Giovanni Sandrini e Pietro Ravelli.

Nelle elezioni del 1914 a Sarezzo il Partito Socialista ricevette n. 103 voti, contro n. 146 voti dei liberali e n. 303 dei cattolici. Nel solo seggio di Ponte Zanano e Zanano la differenza di voti tra cattolici e socialista fu di soli n. 10 voti.

Belleri Lorenzo, convinto antimilitarista per la sua attività pacifista, fu più volte arrestato e quindi spedito al fronte.

Durante la guerra fu internato a Firenze perché ritenuto capace di atti di sabotaggio antimilitarista e di propaganda sovversiva. Come il 16/6/1914 quando risultò uno dei promotori dello sciopero nazionale di Ancona e si rese responsabile di atti di sabotaggio alle carrozze tranviarie rompendo a sassate i vetri e ferendo il direttore delle tranvie.

Alla fine della guerra riprese l’attività politica diventando uno degli esponenti più prestigiosi del socialismo valligiano. Con l’avvento del fascismo subì numerose spedizioni punitive, gli squadristi fascisti devastarono più volte la sua abitazione, minacciando di gettare nel fiume i suoi figli.

Il 10/1/1923 la “notte di sangue della violenza fascista” colpisce in modo drammatico il movimento antifascista valtrumplino ed in particolare quello sorto a Ponte Zanano. Un manipolo di fascisti distruggono le case di Belleri Martino, Gelsomino Felice, Belleri Felice, Bossini Fausto, Salvinelli Virgilio, Cinelli Abele, Scandella Battista e Lorenzo Belleri.

In data 23/6/1926 Lorenzo Belleri viene arrestato dalla Questura di Brescia, quale responsabile per associazione a delinquere, assieme ad altri 80 social massimalisti, ma venne assolto per insufficienza di prove. Il 21/11/1926 il Questore di Brescia Angelo Viola invia una lettera al Prefetto di Brescia con queste note: “Il Comune di Sarezzo è sempre stato il centro di elementi rossi prettamente rivoluzionari la cui audacia nel periodo della guerra non aveva più limiti. Con l’avvento del nuovo regime le velleità rivoluzionarie apparentemente si mitigarono, ma rimase un gruppo di sovversivi decisamente avversi alle nuove idee ed animati dalla più aperta aggressività e non tralasciarono occasione per sfogare il loro livore partigiano e la loro brutalità ogni qualvolta trovavano un fascista isolato. Capo di questo gruppo di sovversivi è senza dubbio il Belleri Lorenzo, noto fiduciario dell’ex. onorevole Viotto di Brescia, fervido propagandista e sobillatore. Col pretesto di affari di commercio si reca frequentemente a Brescia, tenendosi così in contatto coi social massimalisti della città.In parecchie perquisizioni furono rinvenute nella sua abitazione opuscoli sovversivi.Trattandosi di un individuo pericolosissimo per l’ordine pubblico prego a voler provocare in suo confronto dei provvedimenti”.

Fin dal 1914 si prodigò per la realizzazione di un asilo infantile nella frazione ed allo scopo fu promotore di un comitato di gestione di cui fu nominato Presidente.

Egli trovò una prima soluzione di asilo radunando i bambini sopra le cantine Livella e successivamente nel 1919 nel caseggiato Coduri.

In data 6/11/1934 Belleri Lorenzo, scrisse al Podestà di Sarezzo “che gli abitanti di Ponte Zanano fanno voti affinchè l’Amministrazione Comunale provveda alla formazione della piazzetta e per dimostrarle con quale riconoscenza e gratitudine gli abitanti della frazione accolgono l’eventuale provvedimento a nome mio dichiarano e si impegnano a fornire gratuitamente tutta la mano d’opera occorrente per la demolizione, per il trasporto e la sistemazione del terreno destinato alla nuova piazza comunale”. In quel “a nome mio” appare tutta nella sua interezza la figura del capo-popolo.

Piazza Canossi in quel periodo non aveva ovviamente le attuali dimensioni. In mezzo all’attuale piazza vi era un appezzamento di terreno, così descritto nella perizia di stima fatta dal geom. Taoldini Angelo di Gardone V.T. (lo stesso progettista della chiesa, l’attuale Santuario) in data 30/9/1935, per incarico dell’Amministrazione Comunale: “Terreno di mq. 250 di forma pressoché triangolare col lato di nord prospiciente la nuova chiesa della frazione, mentre di fronte ai due lati di mattina e di sera sorgevano le case dell’abitato di proprietà della Sig.ra Poggetti Maria fu Decimo. Detto terreno completamente isolato dalle strade comunali è chiuso da un muro di cinta dell’altezza di circa due metri, ed è attualmente coltivato ad orto, vi allignano alcune piante da orto”.

L’Amministrazione Comunale acquistò il terreno per £. 2.000.

Gli abitanti di Ponte Zanano (Belleri Lorenzo, Livella Bortolo, Beffa Giacomo, alcuni Guerini e altri) si misero di buona lena come promesso e provvidero alla sistemazione della piazza con l’abbattimento anche degli orti (proprietà Guerini Luigi) e dei porcili esistenti nella proprietà Livella permettendo inoltre l’allargamento della piazzetta così come si presenta nell’attuale dimensione.

Fu molto attivo durante la Resistenza e fu costretto ad allontanarsi dal suo paese, mentre il figlio Spartaco, catturato dai tedeschi fu deportato in Germania dove morì nel gennaio 1945 nel campo di concentramento di Mauthausen. Con la caduta del fascismo entrò nel CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) di Sarezzo e dopo la Liberazione diventò vice-Sindaco nella giunta presieduta dal Sindaco Antonio Forini, comunista. Morì a Ponte Zanano nel 1956.

Osvaldo Guerini

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