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  STORIA 28

EL  PUT  DE  ZENA” TRA IL 1870 E I PRIMI ANNI DEL 900

(seconda parte)

Da Milano dove é sorto da poco (1884) si trasferisce a Ponte Zanano lo stabilimento “Fermo Coduri & C. snc” nell’anno 1893, una delle più importanti fabbriche per la filatura della bavella di seta, nota con il nome di burette. La zona scelta per il nuovo insediamento industriale e’ in via Marconi, (località Gisole) al confine tra il territorio di Sarezzo e quello di Gardone. Non e’ una casualità che si trovi vicino a Gardone, infatti i capi, dirigenti e operai sono quasi tutti gardonesi. Il materiale utile alla lavorazione veniva comperato in Cina e Giappone ed i filati venivano venduti in tutta Europa per la fabbricazione di nastri, tappeti, panneggi. Nel 1895 la Società è premiata dalla fondazione Brambilla nel concorso bandito dall’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere e nel 1904 lo stabilimento otterrà la medaglia d’oro all’Esposizione Bresciana. Nei primi anni del 900 le maestranze impiegate nella produzione e nella gestione dello stabilimento furono più di trecento, quasi tutte provenienti da Gardone V.T..

Con la presenza della “Fermo Coduri” in mano ai gardonesi si rafforza ancora di più il tentativo di egemonia di questi sul piccolo abitato ricco di prati, pascoli, terreni per nuovi insediamenti, e privo invece delle più elementari necessità di una comunità: una chiesa, un oratorio, una scuola materna, una scuola elementare, una piazza.

In Vesalla diverse famiglie Guerini, provenienti da Marone e da Sale Marasino, risiedevano ormai da alcuni secoli. L’intero sfruttamento del bosco  in generale e del monte Colmetta in particolare permetteva loro un’attività di taglio della legna, uccellagione, allevamento di animali e coltivazione della terra.

Esistevano alcuni ceppi ognuno dei quali aveva un proprio soprannome: c’erano i “Beretti” i “Ghilorem” i “Caporai” i “Gosarì”, i “ Cici”, i “Magaci” e solo a partire dal 1870 discesero prima a Noboli e poi a Ponte Zanano diffondendosi fino a divenire uno dei cognomi più diffusi della media Val Trompia.

Della famiglia dei “Ghilorem” si ha traccia nei registri della Fabbriceria Parrocchiale di Brione fin dall’anno 1655 molto tempo prima che gli ultimi discendenti della ricca e potente famiglia Bailo di Sarezzo acquistassero sempre dai Guerini il terreno sul quale costruirono all’inizio dell’800 un palazzo per la loro villeggiatura (di cui oggi rimane una parte purtroppo in precarie condizioni). In quell’anno precisamente il 21/3/1655 nacque Giuseppe Guerino figlio di Antonio Guerino (pare che l’origine del cognome venga appunto da Guerino un soprannome dato ad un antenato di ritorno da una guerra, si dice contro i Turchi a Lepanto).

Antonio Guerini (nel frattempo tra l’anno 1655 e il 1689 il cognome nel Comune di Brione si trasforma da Guerino a Guerini) nato a Brione il 18/10/1689 figlio di Giuseppe Guerino si sposò con Cinelli Maddalena il 20/1/1731 all’età di 43 anni. Ebbe comunque il tempo di avere due figli (Angelo nato a Brione il 2/9/1738 e Cecilia).

Il figlio di Angelo, Francesco Guerini nato a Brione il 2/8/1772 si sposò con Belleri Pasqua il 7/1/1805.

E’ ormai certamente documentato che prima di approdare a Ponte Zanano i Guerini si diressero verso Noboli, molto vicino a Piazze e quindi a Vesalla.

Il fratello di Francesco, Marco nato a Brione il 23/10/1794 giunse ancora giovane a Noboli, tanto che in data 26/10/1821, chiede di essere inserito nei registri anagrafici di Sarezzo con la propria moglie Palini Maria e sei figli (Pietro Antonio, Maria Maddalena, Anna Maria, Stefano, Domenica, Margherita). Risulta inoltre dagli “Estimi antichi” risalenti al 1750 che ha proprietà in Noboli un certo Paolo Guerino.

Francesco ebbe sei figlie e un solo figlio: Guerini Pietro il quale nacque sempre a Brione il 26/1/1809, sposò Svanera Caterina e ebbe tre figlie e tre figli tra i quali uno risulta decisivo per la storia di Ponte Zanano: Guerini Angelo nato a Brione il 13/4/1843. Il fratello invece Girolamo nato il 7/7/1845 acquisisce il soprannome di “Girolem” da cui trae successivamente origine lo scotom “Ghilorem”.

Angelo ebbe sei figli e due figlie. Mentre egli visse e morì in Vesalla nell’anno 1893, i suoi sei figli approdarono a Ponte Zanano come abbiamo detto negli ultimi anni del ‘800.

Mentre ancora risiedevano anagraficamente in Brione ben presto fin dal 1890 spostarono il luogo del loro lavoro  a Ponte Zanano dove si accorsero che vi erano campi e terreni adatti alla loro attività prendendo in concessione in qualità di fittavoli o mezzadri questi lotti di terreno. Mentre nel periodo estivo dimorarono nelle loro abitazioni in Vesalla, nel periodo autunnale e soprattutto invernale scelsero di rimanere a Ponte Zanano per evitare inutili spostamenti.

Nel censimento del 1901 infatti risultano abitare in Ponte Zanano al numero civico 7.

Il 4/7/1903 Guerini Luigi il primogenito scrisse una lettera alla Prefettura di Brescia chiedendo di “essere incluso nella lista degli elettori di Sarezzo perché lui ed i suoi cinque fratelli dimorano al Ponte di Zanano dove possiedono case e terreni per i quali pagano £. 42.12 e altre £. 14.38 per altre tasse comunali”.

Quindi dopo qualche anno si trasferiscono definitivamente a Ponte Zanano acquisendone la residenza.

·            Guerini Luigi nato in Vesalla il 20/10/1869 spostò la residenza anagrafica a Ponte Zanano il 6/3/1910 era il primogenito e giunse con la moglie Peli Maria nata a Polaveno il 5/6/1870 con i suoi quattro figli. Tra i suoi nipoti ci sarà padre Ciso Guerini, missionario saveriano in Zaire e deceduto a seguito di incidente aereo in terra d’Africa il 10/1/1970.

·            Guerini Battista nato a Brione il 27/6/1875 (res. anagr. a Ponte Zanano il 19/8/1912 con la moglie Svanera Cecilia) ed ebbe otto figli.

·            Guerini Davide nato a Brione il 1/7/1879 (res. anagr. a Ponte Zanano il 16/9/1917) ed ebbe sei figli.

·            Guerini Abele nato a Brione il 26/1/1882 (res. anagr. a Ponte Zanano il 26/9/1909). Fu il primo dei fratelli a trasferirsi a Ponte Zanano e si stabilì fin dall’inizio nella casa di fronte all’attuale santuario dove trascorse tutta la vita, ebbe due figli.

·            Guerini Angelo nato a Brione il 12/3/1884 spostò la residenza anagrafica per ultimo il 24/4/1927 ed ebbe tre figli.

·            Guerini Pietro nato a Brione il 28/4/1886 (res. anagr. a Ponte Zanano il 17/9/1911) ebbe quattro figli.

Le loro vicende e quelle dei loro figli e nipoti, sono strettamente legate alla storia di Ponte Zanano per diversi decenni.

Basti pensare che non meno di un quarto degli attuali residenti di Ponte Zanano sono loro discendenti e Ponte Zanano anche negli ultimi anni é rimasta l’unica sede della folta schiera dei discendenti di Guerini Angelo, “Ghilorem”.

Inizialmente si trasferirono nelle casupole umili e anguste intorno al forno fusorio (vicolo Mella) e nei pressi dell’entrata ai Carbonili (via Testaforte) nella zona denominata “Cola”. In quegli anni il forno fusorio aveva cessato di essere utilizzato dopo qualche secolo ininterrotto di attività (ci sono testimonianze che asseriscono che il forno fusorio di Ponte Zanano intorno al 1400 era di proprietà della famiglia Bailo che prima di trasferirsi a Sarezzo dimorava a Ponte Zanano).

Gli appezzamenti di terreno, i pascoli, i boschi al “put de Zena” erano, come abbiamo visto, di proprietà di alcuni signori di Gardone V.T. (Chinelli, Franzini, Mutti, Bernardelli, Moretti, Rampinelli), di Brescia (Pellegrini-Sedaboni e Invernici), di Milano (Trovati) per i quali i “Ghilorem” per un certo periodo erano fittavoli, mezzadri o conduttori di terreno.

Dopo la mancata annessione di Ponte Zanano a Gardone dell’anno 1885, i gardonesi, vuoi per una forma di contestazione al provvedimento della Prefettura, vuoi per il fatto che non volevano versare parte del loro denaro in tasse e tributi al Comune di Sarezzo, tanto avversato, vuoi per disinteresse, perchè impegnati su altri fronti, cominciarono a vendere le loro proprietà.

E chi meglio dei fittavoli e conduttori dei loro terreni le poterono acquisire?

Quindi “i Ghilorem”, dopo sacrifici e duro lavoro (erano dediti all’agricoltura e alla vendita di legname), acquistarono poco alla volta le poche vecchie cascine sparse nei  campi e gli appezzamenti di terreno compresi tra piazza Canossi (sud), lo stabilimento Coduri (nord), la strada provinciale (est) e l’attuale ospedale (ovest); oltre a tutto Piazze e i campi intorno all’attuale cimitero ed all’attuale campo sportivo Redaelli. I “Guerini” come del resto anche altre famiglie in Vesalla, erano stati educati alla pratica religiosa. In Vesalla infatti c’era una chiesetta ed un prete, tal don Isaia Mensi che officiava le funzioni religiose. La comunità di Vesalla inoltrò, nell’anno 1727, istanza al Doge di Venezia Mocenigo, di autorizzazione per la costruzione della chiesetta, che tutt’ora esiste, dedicata a S.Antonio, che approvò l’erezione. Il primo firmatario e sostenitore dell’opera fu tale Guerino Guerini.

Con l’estinzione della famiglia Bailo di Sarezzo, un lascito testamentario di Ottavio Bailo diede poi la possibilità alla Parrocchia di Brione di insediare come cappellano in Vesalla il sacerdote don Isaia Mensi di Villa Cogozzo.  Egli appena diventato sacerdote all’età di 23 anni nell’anno 1846, viene chiamato a reggere la chiesetta di Vesalla. Rimarrà lì per ben 53 anni fino all’anno 1899 quando morirà in concetto di Santità. A questo sacerdote furono attribuiti dei miracoli e per diversi anni dopo la sua morte la sua comunità continuò a venerarlo.

Il sentimento religioso in Vesalla era molto vivo, documentato in particolare con la trascrizione di alcune omelie di don Mensi e la presenza intorno all’anno 1875 di alcuni protestanti evangelisti tra cui figuravano anche dei Guerini . Tale movimento che aveva avuto il suo epicentro per quanto riguarda le nostre Valli a Breno si era esteso anche in Vesalla tanto che alcuni animatori di questo movimento avevano portato dei libri, ed avevano ottenuta nell’anno 1882 dalla Curia vescovile anche la dispensa per la loro distribuzione.

Si comprende quindi come i “Ghilorem” una volta trasferitisi a Ponte Zanano, località in quegli anni di inizio secolo priva di ogni edificio per il culto e per l’educazione religiosa, man mano che acquistavano nuovi appezzamenti donavano o cedevano per pochi soldi parte dei terreni acquistati al Comitato Erigenda Chiesa (1929) che realizzò così la chiesa (l’attuale Santuario) l’oratorio e il campo di calcio, la scuola materna, l’attuale chiesa parrocchiale.

Loro stessi e successivamente i loro figli si prodigarono con le loro opere per l’erezione di questi edifici formando (e partecipandovi attivamente) comitati assieme ad altri parrocchiani.

I “Ghilorem” non trascurarono anche l’impegno civile, assumendo incarichi nell’Amministrazione Comunale. (il figlio di Guerini Luigi, Angelo, fu assessore per un decennio ed altri furono consiglieri comunali).

[continua sul prossimo numero di “Sarezzo Informa”]

Osvaldo Guerini

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