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  STORIA 27

EL PUT DE ZENA” TRA IL 1870 E I PRIMI ANNI DEL 900 (prima parte)

La storia di Ponte Zanano è recente. Nel censimento della popolazione di Sarezzo del 1871 a Ponte Zanano risultavano residenti 50 famiglie per un totale di 254 abitanti.

Nei primi decenni del ’900, Ponte Zanano era ancora invasa quasi completamente da campi, orti e boschi.

Vi erano in prossimità del Mella le stesse casupole che da tempo circondavano i resti del forno fusorio e del castello. Esisteva sempre la solita Osteria del “Put de Zena”, posta più a nord in direzione di Gardone V.T. e qualche casa all’inizio di Via Seradello. Nient’altro.

Verso la fine dell’ottocento il centro abitato di Ponte Zanano rimase pressoché immutato. La popolazione continuò a crescere e ad abitare entro il perimetro dello stesso vecchio centro in condizioni di sempre maggior affollamento. Nel censimento del 1901 si contano 70 famiglie per un totale di 511 abitanti; la popolazione si è quasi raddoppiata nel volgere di trent’anni, ma i nuclei familiari sono cresciuti di poche unità.

Nel contempo le abitazioni, spesso umide e malsane oltre che essere evidentemente sprovviste di qualsiasi servizio igienico, andarono via via deteriorandosi, sino a diventare cadenti. La maggior parte delle abitazioni non andavano oltre il primo piano e assente, o comunque ridotta e insufficiente, fu nel periodo la costruzione di nuove case.

Sebbene apparentemente sembrava non fosse accaduto nulla in quel piccolo abitato, negli anni tra il 1880 ed il 1900, un pezzo importante di storia del “put de Zena” stava invece realizzandosi. Successe infatti che:

· L’istanza di segregazione di Ponte Zanano dal Comune di Sarezzo inoltrata alla Prefettura dal municipio di Gardone V.T. il 28/2/1882 fu sostenuta dalla contemporanea presenza in quel periodo nel piccolo paesino del “Put de Zena”, in qualità di possidenti di terre, di alcuni grossi nomi legati a famiglie facoltose considerate fra le più importanti della società imprenditoriale dell’epoca.

Nel 1893 la “Fabbrica Fermo Coduri & C.” si trasferì da Milano a Ponte Zanano.

Intorno all’anno 1890 la famiglia Guerini dei “Ghilorem” si trasferì a Ponte Zanano da Vesalla.

Nell’anno 1891 nacque Lorenzo Belleri, personaggio di spicco del socialismo valligiano, antimilitarista e antifascista.

Nell’anno 1894 morì a Brescia in concetto di santità Monsignor Lorenzo Pintozzi, canonico della Cattedrale di Brescia e Cavaliere della Corona.

Molti appezzamenti di terreno a Ponte Zanano, dall’inizio dell’800, erano di proprietà di alcuni signori di Gardone V.T. (Chinelli, Beretta, Bertarini, Franzini, Mutti, Moretti, Pellegrini-Sedaboni, Calini, Trovati).

Il Comune di Gardone V.T. conferì l’incarico al sig. G.Battista Alessi, di professione perito agrimensore, di provvedere alle misurazioni del territorio di Ponte Zanano. Egli, dopo accurate verifiche, certificò che il territorio di Ponte Zanano apparteneva per oltre i tre quarti agli abitanti gardonesi e precisamente:

- 3.329,29 pertiche a residenti in Gardone;

- 823,33 pertiche a residenti nel Comune di Sarezzo.

L’istanza di segregazione di Ponte Zanano inoltrata dal municipio di Gardone V.T. avvenne per iniziativa di questi signori gardonesi, evidentemente interessati a conglobare le loro case ed i loro campi al loro Comune di residenza e che come è scritto nella richiesta: “mal sopportano che i contributi che pur dovrebbero rivolgersi a sollievo delle ingenti spese a cui deve il Comune di Gardone sobbarcarsi, anche per ragione della sede mandamentale, vadano invece a sollievo dell’Amministrazione del Comune di Sarezzo al quale sono assai minori i bisogni e le spese che lo aggravano”.

La stessa composizione dell’Amministrazione Comunale gardonese comprendeva possidenti di quella parte del Comune di Sarezzo che intendevano annettere e distinta con i nomi Brede, Ponte, Gisole, Cereto, Grina, Valpiana, Valgombio:

Guerini Gio-Battista, sindaco di Gardone dal 1875 al 1883;

Moretti Giuseppe, Assessore supplente dal 1883 divenne poi Sindaco fino al 1914;

Mutti Angelo, consigliere comunale;

Beretta Giuseppe, consigliere comunale.

E’ da rilevare inoltre che il Cancelliere della Pretura Mandamentale con sede in Gardone, estensore della domanda di segregazione, era anch’egli consigliere comunale.

La disputa assunse toni molto aspri fra la gente del posto, ma anche fra le due Amministrazioni Comunali, tanto che quella di Sarezzo in data 3/6/1883 informa il Prefetto di Brescia che “i possidenti gardonesi obbligano i loro mezzadri e fittavoli a firmare minacciandoli di porli sul lastrico. Furono inoltre chiamati a firmare la domanda di segregazione in Pretura ed il Cancelliere di quella Pretura si avvalse della sua carica per favorire il suo Comune del qual è pure consigliere, mentre sembra, allo scrivente, che come regio impiegato, la delicatezza vorrebbe suggerirgli d’astenersi da tali questioni”.

La Giunta Comunale di Sarezzo, presieduta dal Sindaco Guizzi e tra i quali figurava tra i quattro assessori un Guerini Battista di Ponte Zanano, invia alla Deputazione Provinciale molteplici suppliche affinché tale istanza non sia accolta. Dopo quasi quattro anni la controversia si concluse allorché verso la fine dell’anno 1885 la richiesta venne respinta dalla Deputazione Provinciale.

E’ inutile dire che fu un grosso insuccesso per il Municipio Gardonese, che per questa domanda di annessione aveva messo in campo i suoi uomini più prestigiosi.

Molti di loro, evidentemente delusi ed amareggiati dall’esito del confronto, finirono col vendere nel volgere di pochi anni le loro proprietà in Ponte Zanano, come vedremo, ai “Ghilorem” di Vesalla.

E’ curioso come in quel periodo, nel piccolo paesino del “Put de Zena”, siano presenti come possidenti di terre importanti personaggi dell’epoca di notevole statura imprenditoriale.

Il primo firmatario della richiesta di segregazione risulta essere nientemeno che l’industriale Giuseppe Beretta (1840 – 1903) uno degli antenati della famosa dinastia industriale Beretta, la più vecchia del mondo. Figlio di Pietro Antonio Beretta (1791-1853) egli seppe aprire nuovi orizzonti per la fabbrica d’armi, conquistando grossi mercati nazionali ed internazionali. La specializzazione armiera divenne una tradizione e l’azienda cominciò a competere ormai con altre realtà produttive di portata nazionale e fuori dal territorio nazionale. Sensibile ai doveri delle cariche pubbliche (fu Consigliere e Assessore del Comune di Gardone V.T., nominato cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia nel 1893 e Ufficiale nel 1903) fu un grosso esponente del movimento liberale, molto amico di Giuseppe Zanardelli. Il figlio Pietro Beretta (1870 – 1957) continuò l’opera paterna e fece della Beretta Armi la prima fabbrica d’armi.

Beretta Giuseppe risulta il primo firmatario dell’istanza perché era considerato tra la gente di Gardone il personaggio più rappresentativo e prestigioso ed anche perché aveva cascine, terreni e boschi nell’ipotetico territorio da annettere, tutti situati al confine con Gardone poco distanti dalla località “Domaro” pari a pertiche 212,82. I Chinelli di Gardone V.T. erano i discendenti di un’antica e potente famiglia industriale molto conosciuta in Italia ed anche all’estero, che vanta un passato imprenditoriale di prim’ordine e che ha seguito l’evoluzione da un’economia di armi leggere fino alla costruzione di cannoni e bombe. A Chinelli Paolo è attribuita l’invenzione e la prima produzione di moschetti e spingarde fin dall’inizio del ‘600. Paolo Chinelli che aveva fonderie oltre che in Val Trompia anche in Val Sabbia, aveva fornito moschetti e spingarde al duca di Savoia Vittorio Amedeo I, alla Repubblica Veneta ed anche al duca di Mantova.

Nel 1675 la Serenissima commissionò al Chinelli 700 bombe che furono mandate dalla Val Trompia a Crema. Le bombe però si rivelarono difettose e nel 1682 l’appalto fu passato così a Tiburzio Bailo di Sarezzo.

Questa fu la causa che determinò la fine delle fonderie Chinelli e l’ascesa della famiglia Bailo. L’attività che rese ricchissima e celebre questa famiglia e che le consentì anche d’essere tenuta in grande stima presso il governo della repubblica Veneta, fu la produzione dei cannoni e dei relativi proiettili.

Chinelli cav. Ottavio e Felice f.lli fu Antonio possedevano parecchi terreni e boschi in Ponte Zanano pari a pertiche 383,94.

Ballerini Rosa fu Giovanni già vedova avv. Barboglio e quindi maritata Rodolfo di Brehm generale dell’esercito astroungarico, invece non partecipa alla disputa. Rimane neutrale quasi incurante di ciò che stava avvenendo in quei lunghi quattro anni. Non parteggia nè per coloro che volevano la segregazione, nè per coloro che invece la osteggiano. Ballerini Rosa alla morte di Ottavio Bailo, avvenuta nell’anno 1842, aveva ereditato un’enorme ricchezza. Fra i beni immobili avuti in eredità nel Comune di Sarezzo figuravano ancora alla data del 7/11/1875 ben 969,312 pertiche di boschi e pascoli pari a £. 759,51 di rendita. Un cospicuo patrimonio immobiliare, ben superiore per esempio a quello comunale che era di pertiche 277,15 nonostante il Comune potesse comprendere anche i fondi enfiteutici. Al momento della sua morte, avvenuta in data 8/2/1898 all’età di ottant’anni, abitava ancora in Sarezzo in via Formica, 127.

Tra i terreni e pascoli boschivi che a Ponte Zanano la Ballerini Rosa aveva ereditato da Ottavio Bailo vi erano i terreni, inseriti nel territorio da annettere al Comune di Gardone e situati tutti al confine con il Comune di Brione e compresi ovviamente nel vasto possedimento della famiglia Bailo in Vesalla e corrispondenti a pertiche 135,29.

Fra coloro che si attivarono per l’annessione a Gardone di parte del territorio di Ponte Zanano figuravano anche:

Mutti Angelo, avv. Giovanni Maria e Luisa fratelli e sorelle fu Santo e Casari Rosa vd. Mutti (pertiche 656,39). L’Avvocato Giovanni Maria Mutti era un personaggio molto conosciuto e stimato in Valle. Amico intimo e grande elettore di Giuseppe Zanardelli, si occupò anche dell’Amministrazione Pubblica. Si deve alla sua opera se il 7/12/1890 Gardone V.T., fra i primi Comuni, installò l’impianto di illuminazione elettrica.

Abeni Crescienzo Lodovico possedeva in Ponte Zanano in quegli anni pertiche 67,02;

Bertarini Sacerdote Bonaventura pertiche 94,04;

Franzini Caterina fu Giuseppe maritata Consoli pertiche 41,41;

Mutti Giovanna fu Lorenzo pertiche 183,91;

Sedaboni Ing. Nicolò pertiche 380,48;

Moretti Teresa fu Francesco maritata al dott. Giovanni Calini pertiche 49,29;

Moretti Carlo fu Pietro Paolo pertiche 267,70.

[continua sul prossimo numero di “Sarezzo Informa”]

Osvaldo Guerini

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