STORIA 22
I MONTINI A SAREZZO 2° parteI Montini di Sarezzo possedevano una casa signorile in località Cagnaghe, al di sopra della Valle di Sarezzo, dove trascorrevano buona parte dell'anno, dedicandosi anche alla caccia, nel roccolo che si trovava nei pressi della casa.
Qui Lodovico Montini volle fare erigere, verso la metà del secolo una chiesetta dedicata a S. Carlo.
La richiesta per la costruzione dell'Oratorio fu inoltrata nel dicembre del 1740 e il permesso fu concesso dalla Curia il 24 febbraio del 1741.
La casa è oggi di proprietà della famiglia Pinti
Anche Carlo, figlio secondogenito di Lodovico, divenne medico. Nel 1761 sposa Agnese Redolfi, appartenente alla famiglia di Zanano che ebbe il suo più illustre rappresentante in padre Fortunato Redolfi (1777 - 1850), insegnante nei collegi dei Barnabiti di Cremona, Monza, Bologna e Lodi e fondatore di numerosi oratori. Dalla moglie Agnese il dottor Carlo Montini ebbe tre figli, Lodovico (1768-1813), Gaetano (1775-1836; è la prima volta che questo nome appare nell'albero genealogico, probabilmente in ricordo di Gaetano Redolfi, morto nel 1760) e Giovanni Battista (1779-1812). Un figlio di Carlo, Lodovico Giuseppe Maria, era morto nel 1767, ancora infante. Ebbe anche due figlie, Laura Maria Giuseppa, nata nel 1777 e Domenica Maddalena, nata nel 1782, l'anno della sua morte. Le esequie furono tributate a Carlo Montini dal Rev. don Magnoli, arciprete di Lumezzane Pieve, a testimoniare il legame che ancora univa i Montini a quel paese.
Lodovico Montini, fedele alla tradizione di famiglia, sostituì il padre nella condotta medica di Sarezzo.
Il nuovo secolo è ormai alle porte. Napoleone ha abbattuto la secolare dominazione della Repubblica di Venezia e instaurato il perfido governo cisalpino, come viene sprezzantemente definito in una delibera del Consiglio del Comune di Sarezzo del settembre 1799 (durante la momentanea caduta del potere francese). Nel maggio del 1799 i cittadini del Comune sono convocati dal parroco Giovan Battista Montini, colle formalità erano solite usarsi prima dell'epoca 18 Marzo 1796, e pieni d'allegrezza innalzano ossequiosissimi ringraziamenti all'Altissimo Iddio per aversi liberati dalle conseguenze della guerra.
Con quella antica fedeltà, ed attaccamento che conservò sempre anche al passato Governo Veneto, si protesta questo Publico efficacemente suddito fedelissimo all'Augustissimo suo Sovrano Imperatore con quella antica fedeltà, ed attaccamento.
Il loro entusiasmo, giustificato dalla violenza con cui gli eserciti francesi avevano sconfitto la resistenza dei valtrumplini e dalla conseguente perdita dei privilegi di cui la Valle aveva goduto sotto il governo veneto, fu però di breve durata, perchè dopo poco il potere francese venne restaurato. Cambiano naturalmente le forme dell'Amministrazione comunale, imposte da uno statalismo accentratore, dapprima con il governo napoleonico e poi, dopo la Restaurazione, con quello austriaco.
Ed è sotto quest'ultimo governo che i Montini entrano a pieno diritto nella vita sociale e nella gestione politica e amministrativa di Sarezzo, in virtù anche della loro ormai secolare permanenza nel Comune, mentre il loro nome non ricorre se non occasionalmente negli atti pubblici precedenti questo periodo.
Il 5 settembre del 1814, nella Parrocchia di Piano d'Artogne in Valcamonica, si celebra il matrimonio tra Gaetano Montini, fratello del medico Lodovico morto l'anno precedente, e Maddalena Piovani originaria di quel Comune.
Dall'unione di Gaetano con Maddalena Piovani nascono due figli: Carlo e Lodovico.
Gaetano Montini fu per anni deputato della Deputazione comunale di Sarezzo (composta da tre rappresentanti), il nuovo organo amministrativo imposto dal governo austriaco. Gaetano è anche filatore di bozzolie nel 1847 il figlio Carlo, laureato in legge, sarà registrato in una tabella comunale come proprietario di una filanda, forse limitata al possesso di un fornello per la filatura.
Il figlio Carlo sarà sindaco per un lungo periodo, dal 1843 al 1877. Dal 1878 al 1880 è poi il figlio di lui, Gaetano, a sostituirlo in tale incarico. Il sindaco Carlo Montini fu benvoluto dalla popolazione e dagli amministratori di Sarezzo, e lo dimostra la lunga permanenza a capo del Comune, in un periodo travagliato della nostra storia, a cavallo tra l'epoca del dominio austriaco e i primi anni dell'Unità d'Italia.
La sua morte, avvenuta la mattina del 30 aprile 1877, lasciò costernata la popolazione e il 6 maggio seguente la Giunta municipale dispose di utilizzare una somma per l'acquisto della cera e per pagare il maestro Vachelli e i cantori chiamati per la celebrazione funebre.
Il 22 seguente Francesco Bertelli, presidente del Consiglio comunale riunito in seduta straordinaria, commemora la figura del sindaco precocemente scomparso e ricorda che l'estinto cominciò a sostenere il peso di questa amministrazione sino dal 1843; con quali doti resse la cosa pubblica e come fu sempre ascoltata in Consiglio la sua autorevole parola, ognuno lo sa. Egli era l'uomo perfettamente imparziale; dinanzi a Lui era uguale tanto il ricco che il povero; l'urbanità non venne mai meno in lui, e con tutta sicurtà si può asserire che non si valse mai della sua carica per favorire piuttosto l'uno che l'altro, o per vendicarsi contro qualsiasi persona che lo avesse avversato. Come privato cittadino fu proprio il tipo del vero galantuomo.
Ne tesse le lodi anche l'Arciprete don Borra, figura di grande rilievo nella storia della Parrocchia e del Comune di Sarezzo, annotando l'atto di morte sul registro parrocchiale, nel quale ci dà anche una rapida immagine della solenne cerimonia funebre. Scrive infatti: Montini Carlo Giovan Battista del fu Gaetano e della fu Pievani Maddalena, nato in Sarezzo, qui domiciliato, cattolico, possidente, Sindaco locale, licenziato in legge, uomo colto, religioso [...] da tutti compianto, moriva ieri 30 Aprile.
Gli furono tributate solennissime esequie di venti preti.
Alla funzione funebre intervenne l'oratorio femminile invitato dalla famiglia, tutta la scolaresca d'ambo i sessi, dalle quattro scuole di Sarezzo e di Zanano, guidata dai rispettivi maestri e maestre, il Municipio in corpo con tutti i Consiglieri, gli impiegati Comunali, le due guardie in tenuta, la Fabbriceria, la Congregazione di carità, nonchè il Giudice conciliatore col suo cancelliere.
Sulla tomba dissero due parole d'addio affettuose il signor Beniamino Mazza, farmacista e Consigliere, e il signor Merici Dottor Antonio, Medico Chirurgo condotto locale: a piedi del feretro ne pronunciò poche altre il Parroco scrivente.
Il fratello di Carlo, Lodovico, fu medico condotto a Sarezzo dal 1 agosto 1855 al 7 ottobre 1857. Anche lui fu apprezzato come cittadino e come medico.
Durante l'epidemia di colera del 1855 si prodigò constantemente con assiduità e zelo giorno e notte per la cura degli ammalati. Al primo dicembre del 1861 Lodovico risulta residente a Brescia, ma già nello Stato delle anime del 1855 il suo nome non figura più.
Ebbe dalla moglie Francesca Buffali due figli, Giorgio (1860 - 1943) e Giuseppe (1867 - 1953), nati nella casa di Concesio che il loro nonno paterno Gaetano aveva acquistato nel 1830.
Il primo fu deputato al Parlamento. Sposato a Giuditta Alghisi ne ebbe tre figli, Lodovico, Francesco e Giovan Battista, il futuro papa Paolo VI.
Carlo continuò invece ad abitare a Sarezzo, nella casa avita. Sposato a Isabella Cherubini ebbe da questa tre figli, Gaetano, Gaetano Antonio e Giovan Battista. I primi due figli non furono fortunati.
Il primogenito, nato nell'aprile del 1851, muore a soli quindici mesi, per una malattia insorta a motivo di lenta dentizione e il fratello, che in ricordo di quello ha lo stesso nome, muore a trent'anni, nel 1883, a Milano.
Nel 1885 il figlio di lui Giancarlo, di anni tre, vive in quella città con la madre Emilia Ghio, rimaritatasi con Carlo Zandonini.
Giancarlo, nato appunto nel 1882, da Milano fa ritorno a Sarezzo negli anni successivi alla prima guerra mondiale e qui muore nel 1957 lasciando un solo figlio, Giovan Battista (1920-1989).
Gli ultimi discendenti del ramo di Sarezzo della famiglia Montini non risiedono più in questo Comune.
Stefano Soggetti
- STORIA VENTIQUATTRO:: http://www.rete5.it/comunesarezzo/storia24.htm
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