
INDICE STORIA: http://www.rete5.it/comunesarezzo/storia.htm
STORIA 16
- Sarezzo nella Storia continua con un articolo sullalluvione del 1850
- a cura del maestro Roberto Simoni.
Via 1850. Sarezzo ricorda così la straordinaria alluvione di 150 anni fa. Una sciagura rimasta a lungo viva tra labitato sconvolto e nella memoria degli abitanti.
Ripercorriamo alcune fasi del tragico avvenimento sulla scorta di un libro pubblicato nel 1851 a favore dei danneggiati dal Mella ! e dei documenti dellarchivio comunale di Sarezzo.
Era la sera del giorno 14 agosto di questanno 1850, il cielo nubiloso e minaccioso; la terra già pregna e sazia delle pioggie dei dì precedenti. In sullimbrunire alcuni foschi e tetri nuvoloni apparivano di verso occidente, che movendo verso tramontana e levante e spandendosi sulla valle, tuonando e lampeggiando scoppiavano in una dirotta e sempre crescente pioggia; la quale tale divenne che il Mella in men di mezzora rigonfiò portandone la corrente fin presso le case di Gardone.
Linondazione scrive lallora sindaco di Sarezzo fra le straordinarie straordinarissima, è stata tale da mettere spavento a ricordarla; in questo comune, e particolarmente nella Contrada principale la rovina è tale da non potersi descrivere né immaginare da chi non labbia veduta. Il fiume Mella, largamente straripando, ha devastate e rese incoltivabili gran parte delle più fertili campagne. I torrenti Gremone e Valgobbia, oltre aver guaste le campagne, hanno distrutto case, edifizi, ingombrate di materiali le strade.
Il torrente Redocla ha messo nella desolazione la contrada di Sarezzo, buona parte di abitato distrutta, oltre il gravissimo pericolo, le strade distrutte ed intransitabili, le fucine cadute ed inattive per mancanza delle travate e dei vasi (torrenti e seriole), le fornaci di calce diroccate o morte per mancanza di sassi e legna che non possono essere tradotti.
Al danno presente si aggiunge il futuro, perché mancando a questa popolazione di quasi duemila individui quasi tutti di povera condizione, lavoro e prodotti delle campagne, resta nellassoluta mancanza di sussistenza.
Sorta la luce (il mattino seguente), apparivano agli esterefatti riguardanti, nella loro ampiezza le sciagure che avevano percosso il loro paese e minacciate le loro vite.
Nella Valle di Gombio i torrenti formatisi provocarono smottamenti lungo la montagna, il torrente Gombiera distrusse la strada e invase i campi. Il Mella si portò via la strada del Gélé, tra Ponte Zanano e Noboli, demolì unarcata del ponte che porta a Sarezzo, lasciando la contrada completamente isolata.
A Zanano il torrente Gremone, erompendo fra case e campi menando ruina, venne a disfogare lultime sue ire sulla fucina ParoliPedretti a cui era già stato tolto il canale. Le case di Ponte Zanano, Noboli e Zanano furono tutte invase dallacqua e dal fango, le strade disselciate e ricoperte di materiali dogni sorta.
A Sarezzo i danni maggiori furono causati dal Redocla, il quale squarciato il fianco del monte, si slanciò contro le case quasi lintera terra volesse ingoiare e subissare. Ivi, investitele, entrò nei superiori piani, tutto crollò e abbatté nel suo passaggio; una chiesetta in parte, circa venti case in tutto o in parte colla comunale atterrò
Era tra queste case quella della vedova dello Speziale [farmacista] Mazza che aveva con sé quattro de suoi figlioli tutti piccoletti ed una bambina sua nipote....
Si videro quei miseri la morte dinanzi gli occhi prima che sospettassero del pericolo che potea soprastare. E non essendo ormai altra via di scampo, Gio.Battista Mazza, parente de figlioli, che certo potea fuggire la sciagura, elesse di non abbandonare la pericolante abitazione, se prima quelle innocenti creature non poneva a salvamento.
Presi pertanto ad uno ad uno i fanciulli, né fenili posti dietro la casa con gran rischio della propria vita li tramutò; aveva già posto in salvo lultimo di essi, quando ad un tratto il palco gli traballò sotto la casa tutta con esso insieme si profondò e disparve.
La piazza di Sarezzo apparve come colpita da un cataclisma, ricoperta da una stria di fango e sassi alto un metro.
Oltre alle case, alla chiesetta della Madonna della Neve, alla casa comunale, furono distrutti i parapetti del torrente Redocla, seriamente danneggiata la casa dei Maestri, così detta perché abitata dai due cappellani- maestri (don Pietro Maestri e don Giuseppe Arrighini) e sede della scuola elementare maschile.
Questa casa di proprietà comunale si trovava sulla sponda sinistra del Redocla, a ovest della piazza (dove ora inizia Via Zanardelli che nel 1850 ancora non era stata aperta).
Il Mazzoldi scrive che se non ci fosse stata la saldissima Torre della chiesa Parrocchiale tutta costruita di pietre tagliate, la chiesa e le case vicine sarebbero state rase al suolo.
La rovina non risparmiò la contrada di Valgobbia.
Qui il torrente che scende da Lumezzane sì smisuratamente crebbe le sue onde che allagando le fucine e alzandosi in molti luoghi fin presso il tetto, lindustria di molti secoli minacciava annientare.
Lopera di ricostruzione fu lenta e difficile per lestrema povertà in cui si trovava il paese.
Per rimediare a questi mali - scriveva ancora il sindaco bisognava aprire il vaso al torrente Redocla, costruire ponti e muraglie, disgombrare le strade e renderle transitabili, onde riattivare il commercio della calce. La spesa sarà immensa e affatto superiore alle forze del Comune il quale si ritrova aggravato di debiti per la somma di L. 20.000.
Allindomani dellalluvione si formarono delle squadre di lavoratori per i primi urgenti interventi al fine di recuperare gli oggetti travolti dalle acque e abbattere i muri pericolanti.
Già il 16 agosto una squadra di 27 lavoratori, zappone e badile, un carrettiere e un sorvegliante si misero a scavare il torrente Redocla per salvare labitato minacciato dallacqua.
Ci vollero alcuni mesi di ininterrotto lavoro per una prima sistemazione dellalveo del torrente e il recupero degli oggetti.
Altro intervento urgente era quello della ricostruzione dellarcata del ponte di Noboli. Per ristabilire le comunicazioni fra Sarezzo e la desolata contrada di Noboli, il comune decise di ricostruire la ponticella in legno.
Numerose squadre lavorarono per lo sgombro delle strade interne, della piazza grande (di Sarezzo) e delle strade comunali rese tutte intransitabili.
I progetti di ricostruzione, elaborati da due ingegneri, Francesco Corbolani e Carlo Bertuetti, coadiuvati dal perito Foresti, portarono il costo complessivo delle opere a L. 83.346,20.
Di fronte allenormità della spesa, il comune eliminò dalle opere da farsi in via durgenza la ricostruzione della strada del Gèlè e della Pendeza, perché di ultima necessità e protraibili ad altro tempo.
Il tragico avvenimento richiamò lattenzione generale. In città e in provincia si iniziarono immediatamente le raccolte di viveri, di vestiario e di denaro. Giunsero aiuti da ogni parte dItalia.
Milano e Mantova, tra le città lombarde furono le più generose.
La Commissione Centrale di Beneficenza di Milano stipulò con il Comune di Sarezzo un mutuo di L. 30.000 allinteresse annuo del 3%.Altri prestiti vennero al comune da enti o privati, come la Fabbriceria e la Congregazione di Carità di Sarezzo.
I giorni dellalluvione videro anche gesti di coraggio e altruismo. Come quello compiuto da Bortolo Gatta e Pietro Mangini di Sarezzo che a rischio della propria vita salvarono sette individui dalle acque del torrente Redocla.
Per questo loro gesto lI.R. [Imperial Regia] Luogotenenza di Lombardia accordò a loro favore la somma di L. 30 ciascuno.
Le autorità militari esonerarono per qualche tempo dal servizio di leva il giovane Giacomo Bettariga perché possa assistere il suo povero Genitore vecchio, cagionevole di salute e afflitto da Ernia, il quale nella terribile alluvione del giorno 14 agosto ha sofferto danni gravissimi come la perdita di vari capi di bestiame e la distruzione dei campi da lui coltivati come colono.
Roberto Simoni
1 Angelo Mazzoldi, Della Inondazione del Mella nella notte del 14 agosto 1850, Strenna Bresciana per lanno 1851, Brescia 1850.
- STORIA DICIASSETTE: http://www.rete5.it/comunesarezzo/storia17.htm
Elaborazione grafica Radio Rete 5. ...2000