STORIA 142
LE
ORIGINI DEI COGNOMI PIÙ DIFFUSI A SAREZZO
A
Sarezzo i cognomi più diffusi sono nellordine Belleri, Guerini, Pintossi, Peli e
Poli. Per delinearne il percorso storico, la loro presenza a Sarezzo durante i secoli,
attraverso la documentazione di atti civili e patrimoniali, è necessario considerare che
molte famiglie erano coloni legati alle possessioni agricole.
Quando
la redditività di queste possessioni era insufficiente avvenivano migrazioni forzate o
volontarie di interi nuclei familiari che confidavano di trovare nella Provincia terreni
più redditizi. Accadeva pertanto che ceppi famigliari comparivano e scomparivano in
località diverse, anche molto lontano dalle precedenti.
Ma
veniamo alla classifica dei dieci cognomi più diffusi a Sarezzo, determinata
dallultimo censimento, ai loro significati e alla loro graduale affermazione sul
territorio.
Il
cognome Belleri, corrispondente a ben 297 abitanti, guida la graduatoria dei
più diffusi nel nostro Comune .
La
presenza di famiglie Belleri è certamente sparsa su tutto il territorio comunale,
soprattutto in Seradello e Valle di Sarezzo.
Questo
cognome ha origini incerte ed è diffuso in tutta la nostra Provincia (a Polaveno si
contano 215 Belleri, a Gardone V.T.
Seguono
a ruota i Guerini con 275 presenze sul territorio comunale.
Le
radici di questo cognome possono farsi risalire allalto Medioevo, alle orde Unne che
si spostarono a sud tra le quali cera la tribù dei Werino. Due sono le ipotesi che
spiegherebbero lorigine del nome:
· Wehr
era l'arma (la lancia) che usava la tribù. Il termine wehr è ancora presente
in lingua germanica con il significato di difesa, arma o argine.
· Dal
loro modo di vita sociale, dai corpi di guardia a protezione della tribù, derivò il nome
Warter che indicava appunto il guardiano, colui che protegge, trasformatosi
poi in Werter e poi ancora in Werner. Questo per motivi
etimologici. Infatti, molti vocaboli di origine barbara che iniziano con
Come
sono arrivati a Marone prima e in Vesalla dopo i Guerini? Forse dopo il saccheggio che,
nel 452, Brescia subì da parte degli Unni di Attila, una parte dei Werino carichi di
bottino,durante il rientro verso i territori del nord attraverso il lago, poichè non vi
erano strade che collegavano
Distanziati
figurano poi i Pintossi che contano nel Comune 187 presenze. Famoso fu
Pintossi Giuseppe di Gardone V.T., vissuto nel sec. XVIII morto nel 1765 detto il
Cocheto. Amico di tutta la nobiltà bresciana del tempo e del doge Mocenigo per la
fenomenale facilità dimprovvisare versi.
Altri
Pintossi risiedono a Polaveno (182), Lumezzane (97) e Gardone V.T. (80).
Il
cognome Peli figura al quarto posto, appartenendo a 140 abitanti. Le famiglie
Peli comparvero la prima volta nei catasti di Brescia nel
Altro
cognome importante è quello dei Poli con 121 presenze. A Vezza dOglio
esistono località e caseggiati, prati e malghe che portano questo nome. Un certo Poli
Crescenzio di Vezza DOglio, vissuto nel secolo XVI, fu rettore ed insegnante famoso.
Si deve ad un Poli di Vezza DOglio la costruzione del rifugio Garibaldi.
Il
cognome Poli, fra quelli fin qui citati, è certamente il più noto in Lombardia, essendo
presente in circa cinquecento comuni lombardi tra cui Treviolo in provincia di Bergamo
(100 presenze), Brescia (197), Gardone V.T. (161), Cremona (185), Milano (301).
Ben
più distanziati i cognomi Zanetti (85 persone) e Pedretti (74
persone).
Zanetti
è molto presente a Lumezzane (264), Brescia (185) e Bagolino (114) ed è diffuso in tutto
il nord Italia. Questo cognome dovrebbe derivare da una variazione del nome Gianni. Allinizio
era Giovanni, dal nome dei due fra i santi più venerati: il Battista e lEvangelista.
Dai diminutivi, o voci dialettali, di Gianni sono nati, Giuàn, Zuàn, Zan, Zanetti.
La
presenza dei Pedretti è documentata nei catasti della città di Brescia fin
dal 1568. La forma del cognome a fine Cinquecento è del Pedretto, solo nel Seicento
assunse quella attuale.
Quattro
generazioni di Pedretti, emigrati in America, si distinsero nel campo dellarte
pittorica, per cui la città di Cincinnati, capitale dellOhio, indisse il 12 marzo
1992 il Pedretti day. Si cominciò con il decoratore Francesco Pedretti,
giunto negli Stati Uniti nel 1848, proseguendo con i suoi due figli, Raphael e Charles, e
così via di padre in figlio.
La
patria dei Pedretti sul territorio lombardo è Bienno (216) seguita da Gardone V.T. (207),
Milano (154) e Brescia (114).
Continuando
a scorrere la graduatoria dei cognomi più diffusi a Sarezzo troviamo gli Antonini
con 66 presenze, i Tanghetti con 60 presenze e i Bertoglio con 52
presenze.
Il
nome latino Antonius, probabilmente di origine etrusca anche se non se ne conosce la
radice, è alla base di una serie di cognomi distribuiti equamente in tutta Italia. Unaltra
possibile origine di questa serie di cognomi, soprattutto al sud, potrebbe essere il nome
greco Antionos, che significa nato prima (ante gnatos con la
stessa radice di antenato).
Antonini
sembra derivare da Antonio e numerose sono le varianti, in particolare Antonelli. Austella
Antonini morta a Brescia nel 1930 fu superiora generale delle Ancelle della Carità, la
cui congregazione è proprietaria del celebre palazzo Avogadro di Zanano.
In
Lombardia troviamo Antonini nel capoluogo Milano (229) e a Rho (103).
La
patria dei Tanghetti è Bovegno (126 presenze) dove ebbero origine le diverse
famiglie tra le quali si distinsero sacerdoti e valenti artigiani, con vari soprannomi:
Pagera, Raseghino, Cressino, Podestà.
Domenico
Tanghetti di Bovegno partecipò attivamente alle Dieci Giornate di Brescia.
Bertoglio
- Berto presentano un ceppo veneto ed uno lombardo piemontese e possono derivare dal
nome medioevale Bertus a sua volta proveniente dal vocabolo longobardo bertha
(luminoso) o dal celtico bert (portatore), o anche dallaferesi di nomi
come Adalberto, Giselberto, Otberto e simili; luso di questo nome è presente ad
esempio a Firenze nel 1300, dove troviamo un Bertus de Busticis. Unantica famiglia
gardonese di armaioli che portava il cognome Bertoglio, si distinse nel 1626 quandò
rilevò dai Chinelli il brevetto di fabbricazione dei moschettoni e delle artiglierie
leggere di ferro.
Seguono
poi i cognomi Ottelli (47), Baldussi (40), Bianchetti (39), Archetti (39), Ferraglio (28),
Ferrari (27).
osvaldo guerini
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