SAREZZO nella STORIA  

QUANDO IL COMUNE DI GARDONE V.T. VOLEVA ANNETTERSI PONTE ZANANO

Gardone V.T. stretto a nord ed ai lati da ripide montagne, da sempre deve aver guardato ai terreni che si stendevano a vista d’occhio verso Ponte Zanano con un senso di malcelata …invidia, mitigata dal fatto che lì tutto (o quasi), case, prati e boschi, appartenevano ai Moretti, Franzini, Mutti, Daffini, Chinelli … tutti gardonesi DOC.
5 luglio 1882. Il sig. G.Battista Alessi, di professione perito agrimensore, dopo accurate misurazioni, fa sapere al comune di Gardone che il territorio di Ponte Zanano appartiene per oltre i tre quarti agli abitanti gardonesi, esattamente:
- 3.329,29 Pertiche a residenti in Gardone,
-    823,33 pertiche a residenti nel comune di Sarezzo.
E’ noto come già nel 1400 ci fu una contesa giudiziaria fra Gardone e gli Avogadro di Zanano per il possesso delle terre che si trovavano al “ponte di Zanano”. Il nobile Giacomo Avogadro dovette ammettere che “per molti anni i sacerdoti della terra di Gardone, Magno e Inzino, insieme con molti uomini di codesti comuni, venivano in processione con la croce, nella festa di S.Marco, fino al ponte di Zanano” per la benedizione dei loro campi. Va detto anche che i possedimenti degli Avogadro giungevano fino alle porte di Gardone, tanto è vero che il 20 aprile 1442 donano a S.Bernardino da Siena, giunto apposta a Zanano, 80 tavole di terra in Val Cavrera (oggi località Convento), perché i frati vi potessero costruire un convento con la chiesa di S. Maria degli Angeli.
Nella seconda metà del 1800 Gardone tenta la carta decisiva per annettersi Ponte Zanano, forte di due circostanze:
- il territorio che, sulla destra del fiume, arriva al Gélé e si distende lungo la valle di Gombio, appartiene quasi tutto ai gardonesi;
- il confine naturale e geografico fra Sarezzo e Gardone è tracciato dal fiume Mella.
Nel 1882 la contesa inizia a suon di carte bollate.
La legge comunale e provinciale stabiliva che, in determinate circostanze, una frazione poteva staccarsi dal proprio Comune per essere aggregata ad un altro punto purché la richiesta motivata fosse sottoscritta dalla maggioranza degli elettori della stessa frazione.
(Erano elettori i cittadini maschi maggiorenni che sapevano leggere e scrivere e che risultavano proprietari di beni immobili per i quali pagavano il “censo”, cioè le tasse al comune). Alcuni gardonesi si fecero allora promotori della raccolta delle firme fra gli elettori di Ponte Zanano perché la nostra frazione fosse aggregata a Gardone. Tale richiesta fu sottoscritta da 47 persone, quasi tutti gli elettori della Frazione (che contava 270 abitanti).
Nella seduta del 10 marzo 1882, il Consiglio Comunale di Gardone approvò all’unanimità la richiesta, ma Sarezzo passo immediatamente al contrattacco facendo a sua volta raccogliere le firme che chiedevano di non staccarsi da Sarezzo. Ci furono imbrogli e forzature, con inevitabili accuse da una parte e dall’altra, con la gente che discuteva animatamente e, nelle osterie, si accapigliava.
I fautori di Gardone sostenevano che:
- Gardone era il capoluogo del Mandamento e quindi doveva a buon diritto avere un territorio più ampio di Sarezzo,
- Gli abitanti di Ponte erano più vicini a Gardone per il lavoro, per andare in chiesa e per la scuola dei ragazzi,
- i proprietari gardonesi dei terreni situati a Ponte non dovevano continuare a pagare le tasse a Sarezzo…
Il comune di Sarezzo, pur ammettendo legittima la richiesta degli elettori, obiettava che:
- Ponte distava da Sarezzo soltanto 290 metri più che non da Gardone,
- Gli abitanti di Ponte, potevano contare sulla scuola e la chiesa che si trovavano nella vicina Zanano,
- Il comune di Sarezzo aveva sostenuto ingenti spese per la costruzione della strada di Gombio e per questo aveva contratto enormi debiti che non avrebbe potuto saldare con il distacco della frazione,
- Se Ponte fosse passato a Gardone, Sarezzo avrebbe perso “una plaga ubertosissima di 1885,72 Pertiche coltivabili perdendo così la risorsa economica del “censo” e “sarebbe rivolto all’estrema rovina”.
Di fronte a queste obiezioni, il comune di Gardone ritirò la sua prima richiesta; ma ne presentò una seconda nel 1884, anche questa volta sottoscritta dalla maggioranza degli elettori di Ponte e di Gardone proprietari delle terre a Ponte Zanano. La richiesta venne inviata al Consiglio Provinciale, accompagnata da un “memoriale” in cui si ribadiva che:
- Tutti gli abitanti di Ponte Zanano volevano essere uniti a Gardone, “ad eccezione di due soltanto, di cui uno ha la figlia impiegata nelle scuole del comune e l’altro occupa la carica di assessore”.
- L’aggregazione di Ponte Zanano a Gardone non avrebbe recato alcun danno economico a Sarezzo, anzi, quest’ultimo avrebbe potuto fare grosse economie “sia col diminuire lo stipendio del segretario e del medico condotto, come col licenziare una delle guardie che mantiene per reprimere i furti campestri”.
Il 1° gennaio 1885 la giunta di Sarezzo, costituita da:
Guizzi Giovanni, Sindaco,
Guerini Battista, assessore vicesindaco,
Borghetti Faustino, assessore,
Sansogni Pompeo, assessore supplente,
Archetti Gaicomo, assessore supplente,
inviò a sua volta al Consiglio Provinciale un documento di risposta alla richiesta di Gardone ribadendo che:
- i gardonesi avevano usato delle pressioni estorcendo la firma degli abitanti di Ponte Zanano, promettendo che con Gardone avrebbero pagato meno tasse (in realtà Gardone non faceva pagare la tassa sul bestiame e sui cani, Sarezzo sì),
- il distacco di Ponte avrebbe sicuramente causato a Sarezzo un grave danno economico: la perdita della tassa sui terreni ammontante a L. 1500 annue, la tassa sugli esercizi, osterie e rivendite a L. 100 annue.
- Infine la richiesta di “segregazione” non era partita dagli abitanti di Ponte Zanano, ma da Gardone che avrebbe tratto solo vantaggi da tale operazione.
Il 20 settembre 1885 la Giunta comunale di Sarezzo inviò al Consiglio Provinciale una nuova istanza perché non fosse accolta la richiesta di Gardone. Alcuni giorni dopo giunse a Sarezzo un Deputazione del Consiglio Provinciale per ascoltare le ragioni di Sarezzo e poter pronunciare un giudizio che mettesse fine alla diatriba. Alla fine dell’incontro la Deputazione provinciale propose il seguente ordine del giorno:
“Il Consiglio Provinciale di Brescia, vista la domanda della maggioranza degli Elettori della Frazione di Ponte Zanano colla quale chiedesi che la Frazione stessa comprendente le frazioni (località) Brede e Valle di Gombio, sia amministrativamente staccata dal comune di Sarezzo per essere aggregata a quello di Gardone Valletrompia;
- viste le deliberazioni dei due consigli comunali di Gardone e di Sarezzo, la prima favorevole e la seconda contraria alla proposta innovazione;
- sentita la relazione della propria Deputazione;
- ritenuto che se ragioni di convenienza stanno a favore di quella domanda, molto e di maggior riguardo consigliano di non assecondarla, quella particolarmente che riguarda la condizione economica che verrebbe a crearsi al comune di Sarezzo;
D E L I B E R A
di non approvare con voto favorevole la suddetta domanda.
Per la Deputazione Provinciale
Franc. Mazzoni
Con questo Decreto si pone fine ad una vicenda che inizialmente sembrava doversi concludere in maniera favorevole alle richieste del comune di Gardone.
Quelle che forse oggi paiano per noi questioni di poco conto, erano, poco più di cent’anni fa, problemi di vitale importanza per i nostri comuni fondati su un’economia agricola che a malapena riusciva ad assicurare la gestione di una comunità ed a garantirne la decorosa sopravvivenza.
 
 
 

Roberto Simoni

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