La rubrica "Sarezzo nella Storia" continua con una scheda sullo
sviluppo della popolazione di Sarezzo a cura di Mons. Fausto Balestrini.
Sarezzo è sorto a un punto centrale della Val Trompia, dove si stacca la Valle di Lumezzane o Valle "delle case di mezzo": "Le Mezzane". Questo determinò il naturale convergere delle antiche popolazioni per gli scambi e il commercio del bestiame. Era questo un ruolo necessario in Valle. Questa realtà iniziò fin dai primordi della storia e si consolidò in epoca celtica e romana. Il nome stesso antico - Saretium - richiama l'idea di steccati e serragli per bestiame. L'Olivieri e il Gnanga fanno riferimento per il nome alla selce e tirano in campo il termine sérès il quale però si riferiva al granito che a Sarezzo non c'è. A Sarezzo fin dall'antichità si faceva calce. Non parliamo di altre derivazioni "a orecchio" come quella che avrebbe fatto riferimento alle sarése o ciliegie. Il nome ricorda le primitive staccionate per accogliere animali in vendita. Non c'era in Valle altra località più adatta della posizione di Sarezzo. In Valle Sabbia la stessa funzione venne esercitata da Nozza, anche con più intensità data la maggior estensione del bacino geografico. Col mercato si incrementarono abitanti e abitazioni e fu necessario far fronte all'ospitalità: basta pensare a chi giungeva con alcune bestie da Collio, Bovegno, Pezzaze; c'era poi chi scendeva dalla Valle di mezzo o Lumezzane e chi giungeva dalla zona della Francicorta attraverso la Forcella. Anche nei secoli vicini a noi continuò la tradizione: nella piazza principale si teneva il mercato settimanale del bestiame, con la particolarità che il prezzo delle capre sul mercato di Sarezzo faceva "listino" per Brescia e la pianura. E' chiaro che quando ripresero le attività estrattive in Valle nel Duecento, e soprattutto durante il Trecento, anche Sarezzo ne sentì gli effetti: si impiantarono officine per la lavorazione del ferro, accanto alla produzione della calce da sempre praticata. Si hanno però dati che consentono di seguire lo sviluppo della popolazione di Sarezzo solo a partire dal 1493. Un codice della Biblioteca del Seminario di Padova riguarda un censimento della popolazione della Val Trompia: in tutto 13.620 abitanti, escluso Concesio. Il paese più popoloso è Bovegno con 2.040 abitanti, segue Collio con 2.025; allora prevaleva Cimmo su Tavernole, che era frazione, con 950 abitanti globalmente: Gardone ne contava 940, Pezzaze 1.040, Villa e Carcina 860, Sarezzo con Zenà e Nòbol 780, Lumezzane 760. Non sono rimasti altri dati fino al 1610 quando venne effettuato il censimento o "catastico" di Giovanni da Lezze Podestà veneto di Brescia, per tutto il territorio bresciano. Per Sarezzo presenta questi scarni dati: abitanti 1.300 distribuiti in 300 famiglie o "fuochi". Vengono ricordati i nobili Avogadro il cui esponente principale è il conte Scipione; vengono poi citate solo due famiglie "principali" i Bailo e i Perotti; quelli fabbricavano cannoni, questi lavoravano i corami; non sono citati i Montini che si insedieranno alcuni decenni dopo, proveniendo da Lumezzane. Per la Val Trompia si hanno altri dati nel 1658: il numero globale non è cresciuto in rapporto al 1493, anzi è calato con la peste del 1630-31. Da 13.620 gli abitanti sono 13.221. Bovegno da 2040 passa a 1.300, Collio da 2.025 a 1.580; Cimmo - Tavernole è invariato con 955; Gardone cresce e passa a 1.700, Sarezzo da 780 nel 1493 e da 1300 nel 1610 passa a 1.100, Villa e Carcina da 860 a 1.046, Lumezzane da 760 a 1.765 divisi tra Pieve con 1.000 e S.Apollonio con 765 e in questi ultimi sono compresi anche quelli della contrada di S.Sebastiano che fa parte fino al 1835 della Parrocchia di S.Apollonio. Quanto a Sarezzo, le due frazioni di Zenà e Nòbol incidono per un terzo della popolazione totale: quindi nel 1493 si contano 530 abitanti in Sarezzo centro e 250 divisi tra Zenà con 160 e Nòbol con 90; nel 1610 abbiamo 900 abitanti in Sarezzo e 380 nelle frazioni, Zenà con 280 (comprese le poche case di Ponte Zanano) e Nòbol con 100. Esiste l'unica Parrocchia dei Santi Faustino e Giovita in Sarezzo. Nel 1570 circa, dopo il Concilio di Trento, inizia la registrazione ecclesiastica dei battezzati, dei matrimoni e dei morti in ogni parrocchia. Non esisteva registrazione civile che facesse capo a quella ecclesiastica: le parrocchie inviavano ogni anno alla Curia e alle autorità venete a Brescia i dati, dopo le feste pasquali, da Maggio a Maggio. Al 24-5-1697 gli abitanti dell'unica parrocchia di Sarezzo sono 1.300; i nati nell'annata sono 42 e i morti 33; 894 erano tenuti "a fare Pasqua", cioè a ricevere i Sacramenti: sono mancati 5 in tutto. Nel maggio 1702 il parroco Don Carlo Petrobono comunica che gli abitanti sono 1.285; i nati sono 31, ma i morti 50; gli obbligati ai sacramenti o "di comunione" erano 940: di questi sono mancati 7 in tutto, detti "inconfessi". Ecco i dati del 1707: abitanti 1.310, nati 34, morti 54; dei 952 "di comunione" 5 sono "inconfessi". Per il 1728 il parroco Don Giacomo Beretta presenta i seguenti dati: abitanti 1285, nati 35 e morti 43; sono 930 quelli "di comunione", gli "inconfessi" sono solo 2. Lo stesso parroco annuncia questi dati per il 1729: abitanti 1.280, nati 39, morti 50; 936 sono "di comunione" con 3 "inconfessi". Il parroco Don Filippo Pradella rende pubblici questi dati per il 1742: gli abitanti sono 1.112, i nati 34 e i morti 30; quelli "di comunione" sono 836 con 3 "inconfessi". Nel 1744 i dati sono presentati dall'arciprete Don Giovan Maria Romilia: abitanti 1.133, nati 41, morti 44; quelli "di comunione" sono 833; "inconfessi": "niuno", proprio nessuno! Nel 1752 i dati sono i seguenti: abitanti 1165, nati 37, morti 34; "di comunione" 848 con 9 "inconfessi". Facciamo un salto nell'Ottocento: rileviamo il numero della popolazione dal primo censimento del Regno d'Italia del 1861: abitanti di Sarezzo e frazioni: 1.813. Nel 1865 Sarezzo ha 1.956 abitanti così distribuiti: Sarezzo Centro 1.046, Valgobbia 60, Zanano 442, Ponte Zanano 243, Noboli 165. Proseguendo: abitanti del 1871: 1.886, nel 1881 sono 2.011; abitanti del 1901 sono 2.918; del 1911 sono 3.517; abitanti del 1921 sono 3.955; abitanti del 1931 sono 4.493; abitanti del 1951 sono 6.582; del 1961 sono 7.527; abitanti del 1971 sono 9.560; del 1990 sono 10.969 con 5.398 maschi e 5.571 femmine. Nel 1995 la popolazione è di 11.120 abitanti con 5467 maschi e 5.653 femmine. Nel 1999 la popolazione è di 11.437 abitanti di cui 5.641 maschi e 5.796 femmine. I salti di aumento sono avvenuti dal 1901 al 1921 con mille abitanti in più per l'alta natalità e il calo della mortalità; dal 1931 al 1951 c'è stato un balzo di duemila abitanti sia per le cause dette, sia per una forte immigrazione, tenendo presente che c'è pure stata l'incidenza negativa della guerra terminata nel 1945. Dal 1951 al 1971 l'aumento ha toccato i tremila abitanti: lo sviluppo dei posti di lavoro ha determinato un ulteriore incremento edilizio con richiamo di immigrati: nel 1995 tra gli immigrati se ne contano ben 106 provenienti non solo dall'Europa, ma dall'Africa, dall'Asia, dall'America. Ora il problema è la conservazione dell'ambiente, la viabilità, le scuole, i posti di lavoro, la droga: il morto che ha scosso tutta Italia con la pasticca di ecstasy abitava all'imboccatura della Val Trompia. La salvezza per il futuro è affidata alla responsabilità di tutti.
Mons. Fausto Balestrini
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