SAREZZO nella STORIA
sesta puntata

 

  PONTE ZANANO

La rubrica "Sarezzo nella Storia" continua con il seguito della Storia di Ponte Zanano- dal 1900 al 1999.

1901. Inizia un secolo di contrasti, nettamente diviso in due parti: la prima parte legata al mondo contadino del passato con il suo carico di dolore aggravato da due guerre mondiali; la seconda all'insegna di una rapida e caotica industrializzazione che insieme al benessere reca non pochi problemi. Il censimento del 1871 aveva registrato a Ponte la presenza di 254 abitanti che balzarono a 511 trent'anni dopo, nel 1901. Che cosa era successo? Nel territorio si erano insediate nuove industrie tessili e metallurgiche, mentre aveva preso a sferragliare la tramvia Brescia-Gardone inaugurata nel 1882. Nello stesso tempo arrivavano "al Put" numerose famiglie da località vicine e lontane. A Ponte Zanano, proprio ai confini con Gardone, dove c'era la "Fucina nuova Franzini", inizia l'attività l'industria tessile "Fermo Coduri" (dal nome del direttore e proprietario, il milanese F. Coduri). La possibilità di trovare occupazione richiama qui molte persone che giungono dall'alta valle e dal lago d'Iseo. Negli stessi anni dall'alpestre località di Vesala (Brione), scendono a Ponte numerose famiglie Guerini attratte dalle distese di campi, "una plaga ubertosissima di Pertiche 1885,72" (Archivio comunale) che i proprietari gardonesi sono disposti a vendere. I Guerini sono numerosi, vanno ad occupare le casupole del centro storico, non risparmiano fatiche e comperano quasi tutti i terreni coltivabili ed i boschi. Lo sviluppo industriale è sostenuto anche dall'arrivo della corrente elettrica. Nel 1900 la ditta Coduri chiede alla Giunta comunale di Sarezzo "di poter attraversare l'interno di Ponte Zanano con un filo per il trasporto della luce elettrica allo stabilimento". I dipendenti della ditta, che erano 35 nel 1901, salgono a 300 nel 1904! Nello stesso anno 1904 alla "Coduri" viene assegnata la medaglia d'oro della Esposizione Bresciana "per il rapido sviluppo conseguito dall'azienda in pochi anni di attività". Gli abitanti reclamano i loro diritti in campo religioso e civile; i dipendenti un giusto salario. 4 febbraio 1901. I capifamiglia di Ponte Zanano inviano al Vescovo una petizione "perché si tengano le Funzioni Parrocchiali anche nella chiesa di Zanano" per non essere costretti a recarsi a Sarezzo (allora unica parrocchia del comune) per battesimi, matrimoni, funerali e messe festive. 4 luglio 1903. Guerini Luigi di anni 32 e i suoi cinque fratelli, Battista (a. 28), Davide (a. 24), Abele (a. 21), Angelo (a. 19), Pietro (a. 17), domiciliati a Brione, ma residenti stabilmente a Ponte Zanano, chiedono di essere inclusi nella lista degli elettori di Sarezzo in quanto pagano le dovute tasse al comune di Sarezzo. Luglio-agosto 1903. Alla ditta Coduri si verificano i primi scioperi "a singhiozzo": gli operai (soprattutto operaie) chiedono aumenti salariali e migliori condizioni sull'ambiente di lavoro. Inizia in questi anni l'attività politica un giovane socialista di Ponte Zanano, Lorenzo Belleri, uno dei maggiori rappresentanti del socialismo valtrumplino. Il circolo socialista da lui fondato assume una aperta opposizione contro l'amministrazione comunale accusata di dimenticare la frazione di Ponte Zanano. Nel 1913 in un pubblico comizio gli abitanti della contrada chiedono "tre fontane pubbliche che servano anche da lavatoio per le famiglie e abbeveratoio per il bestiame" e "che sia eliminato lo sconcio del letame davanti alle abitazioni". Con lo scoppio della Prima Guerra mondiale, comincia a mutare il clima politico-sociale e la soluzione di tanti problemi viene rimandata a "tempi migliori". Ma nel dopoguerra la situazione, anziché migliorare, va ogni giorno peggiorando: aumenta la disoccupazione, mancano tanti generi alimentari, si diffondono epidemie di tifo. Ponte Zanano torna ad essere basato su una economia essenzialmente agricola, di pura sussistenza. La maggioranza delle famiglie riesce a campare lavorando nei campi e nel bosco, allevando in primavera il baco da seta, industriandosi in mille modi per sopravvivere. Il numero degli abitanti tende a calare: da 544 nel 1911, scendono a 534 nel 1921. La frazione continua ad essere senza acqua potabile, senza asilo e senza scuola elementare; le strade sono viottoli fangosi o polverosi, le case miseri tuguri sprovvisti di servizi igienici e di riscaldamento. Accanto alla cucina c'è il porcile del maiale e la stalla che diventa, d'inverno, il locale riscaldato dove si raduna tutta la famiglia ed il vicinato. L'indipendenza religiosa di Zanano e del suo Ponte da Sarezzo, tenacemente voluta dal curato di Zanano don Mansueto Contessa, inizia nel 1924 quando il Vescovo di Brescia mons. Gaggia concede il Fonte battesimale alla chiesetta di S. Martino di Zanano. Nel 1931, allorché Zanano diventa parrocchia autonoma, i fedeli di Ponte faranno riferimento per tutte le cerimonie religiose alla chiesa di Zanano. Ma da tempo gli abitanti di Ponte pensavano ad una "loro" chiesa collocata al centro del paese, realizzando così un progetto che risaliva al 1700; un progetto che negli anni ventri trovò tenaci sostenitori tra tutti gli abitanti della contrada: Luigi Guerini mise a disposizione il terreno, e nel 1930 iniziarono i lavori di costruzione. La chiesetta venne solennemente inaugurata il 23 ottobre 1932 alla presenza del vescovo di Alatri mons. Toccabelli. Il censimento del 1931 registra 654 abitanti ai quali vanno aggiunte 22 persone residenti per motivi di lavoro. Si avvertono i segnali di una grave crisi occupazionale. I disoccupati aumentano di giorno in giorno. Per fare qualcosa di utile alcuni abitanti, nel 1934, chiedono al podestà di Sarezzo di poter sistemare il centro della contrada, dove c'erano orti abbandonati, dicendosi disposti a fornire gratuitamente la manodopera occorrente. È così che sorge, davanti alla chiesetta, l'attuale piazza. Nel 1939 arrivò in paese il primo curato, don Paolo Abrami, che si fermerà per dieci anni. Dopo gli anni cruciali della guerra, giunge a Ponte Zanano don Agostino Quaranta, che contribuì con la parola e con l'esempio a rappacificare gli animi ed a suscitare tanta solidarietà. Nel 1945, con la lotta di Liberazione, termina la seconda guerra mondiale che sanziona la fine della dittatura. Ponte Zanano riscopre le incruente battaglie politiche, ma le ferite della guerra saranno lunghe da rimarginare, e intanto ricorda i numerosi Caduti e Dispersi negli anni della guerra e della Resistenza: Guerini Battista fu Serafino; Peli Giuseppe di Paolo; Pintossi Vittorio di Marco; David Giocondo di Antonio; Pedretti Giovanni fu Pietro; Pedretti Natale di Pietro; Pintossi Francesco fu Bortolo; Belleri Bruno di Giuseppe; Belleri Pierino di Luigi; Belleri Spartaco di Lorenzo; Piotti Ivano di Giovanni; Gualdi Amabile fu Giacomo. Belleri Spartaco e Ivano Piotti sono i due "Martiri" della Resistenza. Il primo morì nel 1945 nel campo di concentramento di Mauthausen; il secondo fu ucciso in uno scontro fra partigiani e nazifascisti in provincia di Savona nel 1944. La salma dell'alpino Guerini Battista, caduto sul fronte russo nel 1941, potè tornare in patria per essere sepolto nel nostro cimitero nel gennaio 1994. Negli anni cinquanta inizia la radicale trasformazione del paese con la ripresa delle attività produttive, l'esplosione demografica ed edilizia e la realizzazione delle indispensabili infrastrutture. Dopo l'acquedotto, ecco in sintesi le principali opere pubbliche: 1950-51: scuole elementari di via Seradello; 1953: cimitero fra Zanano e Ponte; 1959: scuola materna parrocchiale; 1961: metanodotto; 1964: nuovo tronco della strada statale; 1965: complesso sportivo "Redaelli" in località Grina; 1968: completamento della scuola materna; 1980: inizio dei lavori per la costruzione della nuova chiesa; 1991: inaugurato il monumento ai Caduti, opera realizzata dallo scultore Furio Gallo; 1997: nuova palestra presso le scuole elementari.

31 ottobre 1982. Nel giorno della festa patronale la comunità dei fedeli si riunisce per la prima volta nella nuova chiesa parrocchiale, anche se non completamente ultimata. Il parroco don Agostino può così dedicare la "vecchia" chiesa, trasformata in santuario, a "Maria Madre del Redentore". Il testimone, e, in parte, protagonista dell'evoluzione del paese in questi ultimi decenni, don Agostino Quaranta, si spegne nel luglio 1999. A dare la misura del rapido sviluppo di Ponte Zanano può bastare il dato della sua crescita demografica: gli abitanti che nel 1951 erano 1.074, sono circa 3.000 alla fine del secolo. Un paese cresciuto (forse), troppo in fretta, con i difetti ed i pregi dell'età. Ma si porta dietro un'eredità antica: ricorda nel nome dialettale "Put", la sua lontana origine accanto al fiume Mella e nel (diciamo) "cognome" il legame che lo unisce indissolubilmente al suo progenitore, questo sì antichissimo, "Zenà".

Roberto Simoni pagina iniziale Storia

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