ZANANO
La rubrica "Sarezzo nella Storia" continua con una scheda storica su Zanano.
Anche nella Val Trompia si succedettero le popolazioni che fecero la storia del territorio bresciano. Durante il secolo V° e IV° avanti Cristo i Celti rappresentati dalla tribù dei Galli Cenomani occuparono il territorio bresciano, provenienti dalla Francia, territorio che era poco abitato da Liguri e tribù alpine di Reti. I Liguri in buona parte si ritirarono sulla costa marina fondando la regione Liguria che da loro prese nome: i Celti si sovrapposero e assorbirono i pochi abitanti rimasti. Roma nel 197 a.C. occupò tutta la Valpadana chiamandola Gallia Cisalpina. Le vallati alpine tuttavia, comprese quelle bresciane, rimasero autonome; in Val Trompia il dominio di Roma comprendeva solo il territorio di Concesio. Augusto ordinò tre spedizioni nelle Alpi tra il 25 e il 14 a.C.. La Val Trompia e la Valcamonica vennero investite da una legione romana nel 16 a.C. al comando di Publio Silio Nerva che le assoggettò: è interessante ricordare che fece transitare le truppe dal Colle e Passo di S. Zeno. A ricordo della pacificazione delle Valli Alpine venne eretto nel 7 a.C. un monumento ad Augusto nel territorio presso Montecarlo, detto Trofeo di La Turbie, ancora in parte conservato; reca il nome delle popolazioni alpine sottomesse, ben cinquanta: i primi due nomi latini sono Camunni et Trumplini! Si compì la completa romanizzazione della Val Trompia; vari valtrumplini fecero carriera nelle legioni romane: il fatto è testimoniato da lapidi e cippi commemorativi trovati in Germania. Altre lapidi romane del nostro territorio danno preziose indicazioni. Di fondamentale importanza è la lapide sepolcrale a testa tonda collocata sulla parete destra per chi accede all'ingresso principale del Palazzo Avogadro di Zanano, scritta in latino. Il testo può essere così tradotto: Velia vivente figlia di Cladone fece per sè e per il suo uomo Cariassi, dei Gennanati, figlio di Bizione, il figlio di Cariassi (di nome) Cladone e (l'altro) figlio di Cariassi per il padre posero. Viene nominata la popolazione dei Gennanates che occupava la media Valle, mentre i Bovenates erano stanziati nell'alta Valle con Bovegno al centro. Da Gennanates, nome di popolazione, viene Zenate, nome usato al posto di Zanano fino al 1300. Lo scambio linguistico tra G e Z ( o tra C molle e Z ) è frequente soprattutto nella toponomastica e onomastica come tra Gian e Zan: ad esempio i cognomi Zannini e Giannini formano un solo cognome in due grafie.Che il nome di Zanano fosse Zenate è documentato in modo irrefutabile. Portiamo un testo autorevole dal Liber Potheris che è una raccolta di documenti del libero Comune di Brescia dal 1050 al 1300; è il documento sulla firma di pace fatta a Bergamo il 13/5/1251: ( 692 - LIBER POTHERIS ) .. et hanc pacem de voluntate totius consilii generalis more solito convocati et coadhunati. et etiam illud juraverunt infrascripti de consilio in presentia predictorum sindicorum et ambaxatorum comunis brixie. et ad eorum postulationem. et in presentia domini andrioli de butesino notario. cum ipsius ambaxatoribus comunis brixie. qui predictum sacramentum pro se et pro comuni brixie ibi fecit.
Nomina quorum de consilio qui predictum sacramentum fecerunt. hec sunt. Videlicet.
Et Domini Blonus tayaferri. Et Ventura de zenat. Et Zuaninus de putatio. Et Lan.ardezoni gocii. Et Persus de mauris...
Notiamo che il dialetto ha mantenuto la retta pronuncia in Zènà, contro la storpiatura italiana di Zanano. Purtroppo compaiono interpretazioni cervellotiche: ho trovato scritto che Zanano deriverebbe dalla divinità romana Giano; altri dimenticano che i Romani indicavano i centri abitati col nome della popolazione, come abbiamo notato per le Valli. In epoca longobarda e carolingia la popolazione di Zanano era ridotta a qualche decina di persone. A cavallo del mille si creano situazioni nuove di attività: riprende l'artigianato, ripartono le attività estrattive e fusorie. Nella media Val Trompia ebbe proprietà il Monastero di S. Giulia; questo ha indotto in errore nel valutare il feudo degli Avogadro a Zanano che era feudo vescovile su proprietà vescovili: in latino si chiamavano Advocati perché procuratori del Vescovo nei suoi affari civili; quando costruirono nel secolo XIII il palazzotto-castello vi aggiunsero una chiesetta anche per i loro contadini dedicata a S. Martino, come la Cappella del Vescovo in Brescia. La memoria storica degli Avogadro parte con Obizone (1100), segue Odolone (1150), indi Aposazio (1200), Oddone II° (1227), Pietro (1260), Odolino (1304), Pietro (1336), Bartolomeo (1360), Onofrio (1357), Giacomo (1392). Vivono a Brescia e Zanano; acquistano potenza anche in pianura: diventeranno per ricchezza e diramazioni la seconda famiglia nobile di Brescia, preceduta solo dai Martinengo. Da Giacomo vengono i fratelli Redulphus, Odolinus, Luchinus, Meliolus. Questi fratelli danno origine a quattro cognomi e rami discendenti. Meliolus è vezzeggiativo di Melior " il piccolo bel migliore" e per i successori diventa il cognome Miglioli; da Redulphus viene il cognome Redolfi (non Rodolfi come sta scritto nella lapide della Via relativa); da Luchinus deriva il cognome Luchini (tuttavia questo cognome si è pure formato in Val Sabbia e in Zone vicine, con altra origine); da Odolinus viene il cognome e il ramo Odolini. Nel 1416 in un estimo si parla degli eredi del fu Meliolo degli Avvocati: sono i fratelli Bertolinus e Baldesar. Nel 1459 Baldesar con i figli Sebastianus, Augustinus, Galassus, Apolonius si è spostato a Carcina introducendovi il cognome Miglioli. L'ultimo Miglioli che aveva conservato l'albero genealogico è stato Don Bortolo Miglioli nato nel 1892 a Carcina parroco della frazione di Brescia chiamata Noce, morto nel 1958. Nel 1427 il Doge Francesco Foscari concede agli Avogadro come feudo Lumezzane: a loro testimonianza rimane la torre Avogadro già sede degli uffici feudali. Cresciute le famiglie dei rami secondari, si ritrovarono meno ricche per lo spezzettamento delle successioni: si confondono con i dipendenti e ingrossano la popolazione di Zanano. Nel cinquecento è in funzione la Vicinia di Zanano che contrariamente a quanto avveniva altrove non si pone mai in antitesi agli Avogadro: è la riunione dei capifamiglia per interessi comuni della frazione della quale ormai facevano parte alcuni discendenti "Avogadro" decaduti a piccoli proprietari che dovevano lavorare con le loro mani. Nel 1590 Fioravante Avogadro a nome della Vicinia chiede alla Curia l'autorizzazione ad avere un sacerdote che celebri in frazione quotidianamente: venne concesso. Di solito tale sacerdote teneva scuola per i ragazzi: questo risulta per Don Pietro Paroli nel 1691; ugualmente è attestato per Don Vincenzo Dell'acqua nel 1735. Dalla fine del Cinquecento c'è sempre un "curato" a Zanano. Nel 1608 viene attuato il rifacimento della precedente chiesetta a capanna - come appare nelle due pale degli altari della chiesa stessa - creando il soffitto a volto. Nel 1615 gli Avogadro col contributo della Vicinia formano un beneficio di tre pezze di terra per la Curazia. Agli Avogadro in questa circostanza viene riconosciuto il privilegio del "giuspatronato": essi in virtù di questo potevano scegliere il curato; ne traevano pure un vantaggio perché accollavano al Curato anche il compito di educatore e maestro dei loro figli. Qualche curato preferiva firmarsi Cappellano della nobil Casa Avogadra: uno di questi è stato Don Francesco Maccarinelli (1747); era un prete dotto che lasciò scritto un trattato sui pittori bresciani dal titolo Glorie pittoriche di Brescia: l'opera ebbe l'onore della stampa solo nel 1954 per intervento dell'Ateneo di Brescia. I curati di Zanano dovevano dipendere dall'Arciprete di Sarezzo; qualcuno era esemplare, come Don Antonio Venturi di cui nel 1756 l'Arciprete Don Gian Maria Romilia dice che è "suo gaudio e corona"; altri erano anche troppo indipendenti. Nel 1852 il curato Don Luigi Torri promuove lavori di restauro in S. Martino. Gli ultimi rappresentanti maschi degli Avogadro rimasti a Zanano sono stati i fratelli Avogadro Vincenzo (1825-1892) e Giacomo (1827-1899), figli del dottor Orazio (1792-1837) medico: Vincenzo si laureò in legge e si fece Filippino tra i Padri della Pace a Brescia; Giacomo divenne pure sacerdote e fu prevosto di Rovato dal 1865 al 1899. Essi in accordo con le sorelle lasciarono nel 1890 tutti i beni di Zanano, compreso il Palazzo e la chiesa, alle Suore Ancelle della Carità che vi tennero per mezzo secolo un orfanotrofio, oltre che l'asilo e l'oratorio femminile. Attualmente ospitano la Scuola media parificata "Vittorio Chizzolini". All'ultimo curato Don Mansueto Contessa pesava la dipendenza da Sarezzo; operò con determinazione per far promuovere a Parrocchia la curazia di Zanano. Nel 1902 fece chiedere al Vescovo il Fonte Battesimale mediante una lettera firmata dai tre fabbriceri di Zanano: Giambattista Guerini, Giacomo Ferraglio, Isidoro Peli. La Parrocchia di Zanano venne eretta con decreto vescovile il 26 Settembre 1931 e funzionò subito nella antica chiesa di S. Martino, inclusa nel lascito Avogadro alle Suore Ancelle. Don Mansueto Contessa fu il primo parroco: morì il 19/11/1943. Il successore Don Salvatore Marchese fu parroco dal 1944 al 1968: organizzò la costruzione della nuova Chiesa Parrocchiale su progetto dell'ingegner Vittorio Montini: la posa della prima pietra avviene il 6-7-1947; è inaugurata il 20-11-1959. Nel 1950 Don Marchese inaugura il nuovo oratorio nel centenario della morte del Servo di Dio Padre Fortunato Redolfi (1777-1850) nato a Zanano e fondatore degli oratori parrocchiali. Successore di Don Marchese è Don Lino Bertoni Parroco dal 1968 al 1979, passando poi a Cologne: ha costruito l'appartamento del curato all'oratorio e ha dotato la chiesa di confessionali artistici e dell'impianto di riscaldamento. Succede Don Angelo Gazzina, Parroco dal 1979 al 1990, promosso Prevosto alla Volta Bresciana: ha dotato la chiesa di vetrate artistiche e la sacrestia di grandi mobili in stile di noce; ha costruito attrezzature sportive nell'Oratorio. Don Carlo Consolati è Parroco dal 1991: ha fatto eseguire la sistemazione del sagrato ed ha rinnovato le sale dell'oratorio. Nel frattempo nel 1954 Noboli viene staccato da Sarezzo e unito alla Parrocchia di Zanano ; mentre nel 1955 veniva eretta la Parrocchia di Ponte Zanano, avendo come primo Parroco Don Agostino Quaranta. La popolazione di Zanano nel 1493, quando il totale della popolazione di Sarezzo toccava solo 780 abitanti, era di circa 150 abitanti. Fino a tutto il Settecento la popolazione di Sarezzo non superò i 1310 abitanti: Zanano in tale periodo toccò i 300 abitanti. Nel 1865 su una popolazione totale di 1956 abitanti Zanano ne conta 442, Ponte 243. Nel 1952 Zanano con Ponte Zanano, ancora unica parrocchia, conta 2584 persone; Ponte diventa autonomo nel 1955. Nel 1970 la sola Parrocchia di Zanano con Noboli conta 2350 abitanti. La crescita è continuata: nell'annuario della Diocesi Zanano è segnato con 3006 abitanti. Dal 1950 c'è stato un forte sviluppo di attività artigianali e industriali. Zanano ha un centro storico interessante come tipo di architettura montano-rurale di una certa distinzione: purtroppo si sono registrate gravi manomissioni: ora si tratta di valorizzare la parte più significativa attorno alle Vie Avogadro e S. Martino. E' lodevole lo sforzo di curare di più il corso del Mella e di approntare la passeggiata costiera. Naturalmente la Parrocchia esercita una funzione marcata nelle frazioni, come Zanano, essendo base di identificazione: quella di Zanano è sempre stata attiva nella collaborazione dei parrocchiani; l'oratorio è vivo e vivace; va riconosciuto che il senso di partecipazione alle attività da parte della popolazione è superiore alla media comune del Bresciano. Attorno agli anni Cinquanta era fiorente la filodrammatica oratoriana "Ars et labor". Attualmente operano nell'ambito dell'oratorio il T.G.O. (Teatro Giovani Oratorio) e il G.T.F. (Gruppo Teatrale Farfallina) che si è cimentato sull'Inferno di Dante. Per lo sport l'Oratorio ospita la Società "Intrepida" associata al C.S.I.: ha celebrato il cinquantesimo di vita; autonomo ma molto legato alla Parrocchia è l'affermato Coro polifonico "Gennanates". Opera a Zanano la società "ACI Zanano" per il calcio che attualmente ha una squadra in Seconda Categoria; il Gruppo "Palla a mano" dispone di uno sferisterio; attivissima è la sezione Alpini di Zanano con sede decorosa e molti interventi di sostegno ove giova una loro presenza; vecchia istituzione per operai è la Cooperativa Avogadro con un ritrovo. Zanano ha una sua fisionomia che vien da lontano ed è proiettato verso il futuro, con buoni auspici.
Elaborazione
grafica Radio Rete 5. .VideoValtrompia..2000