SAREZZO nella STORIA
prima puntata
 

Inizia con questo numero una rubrica che, secondo gli auspici e le intenzioni, dovrebbe continuare fino alla conclusione di questa tornata amministrativa.

Una pagina di Sarezzo Informa sarà dedicata alla storia di Sarezzo e delle sue frazioni, ma soprattutto a quella dei suoi abitanti. Sono loro che hanno vissuto che hanno fatto effettivamente la storia di una comunità che ora si sta affacciando al 2000. Questo spazio, una vera e propria "Storie in pillole", è una forma di omaggio che la gente di Sarezzo di oggi attribuisce a coloro che hanno creato le condizioni, che consentono a noi di procedere "sulle spalle di giganti". Dopo un'introduzione dedicata al capoluogo (quella pubblicata su questo numero) e alle varie località che formano il comune, ci occuperemo di avvenimenti, di analisi e riflessioni relative a vicende vissute dai nostri antenati più o meno recenti. Non sarà uno spazio riservato solo agli storici. Sarà invece aperto a tutti coloro che vorranno proporre alcuni scorci, alcuni spezzoni di storia di Sarezzo. Potrebbe essere il caso di genealogie familiari, di vicende solo apparentemente minime che hanno coinvolto gente di Sarezzo e il cui ricordo è stato trasmesso di generazione in generazione. L'invito è a non tenerlo per sé, ma a metterlo in comune con gli altri, a farlo conoscere grazie a questa paginetta che ci accompagnerà per qualche tempo. Si tratta di un semplice foglio, ma che aspira a diventare il nostro compagno di viaggio, che meriterà di essere conservato, soprattutto perché ci consentirà di conoscere il nostro passato, condizione fondamentale per scegliere bene il nostro futuro.

Per collaborare a questa pagina è possibile contattare la redazione del giornalino presso l'Ufficio Segreteria del Sindaco; il materiale fornito non potrà essere restituito.

Non è certo possibile ridurre in poche righe la storia di un paese. Intendiamo qui semplicemente, in un rapido schizzo, indicare alcuni aspetti significativi, alcuni avvenimenti che hanno caratterizzato Sarezzo nei secoli, a mo' di introduzione ad eventuali altri studi. Se alcune tracce, lapidi e manufatti romani e medievali testimoniano di antichi insediamenti a Zanano e a Noboli, la documentazione storica su Sarezzo è praticamente nulla prima del basso medioevo. Una prima testimonianza di una presenza abitativa nel paese si può rinvenire nella necropoli venuta alla luce nel 1982, durante gli scavi per la costruzione del Centro polivalente in località Breda, fuori quindi dal centro abitato, ma rimane una testimonianza isolata. Sappiamo che nel XIII secolo Sarezzo era annoverato tra i comuni della Valle e aveva propri rappresentanti (consules). Ci rimane ancora, scolpito in modo grezzo nella pietra nel 1337, lo stemma dei nobili Avogadro che si trova ora nella parte più antica della chiesa parrocchiale. Ma è solamente con il XV secolo che le testimonianze scritte (documenti, atti, testamenti) ci permettono di delineare con una certa precisione la fisionomia del comune di Sarezzo. I nuclei abitativi più antichi sorgevano sulla sponda destra e su quella sinistra del Redocla, all'altezza delle vie S. Emiliano e S. Faustino. Su quella destra sorgeva forse anticamente un castello o una casa fortificata, la cui esistenza sarebbe testimoniata dal toponimo contrada del Castello. Ancora oggi si possono vedere o intravedere, tra via S. Emiliano e via Castello, le case antiche, le pietre e i muri, le finestre a sesto acuto che costituivano questo nucleo. Sulla sponda sinistra del torrente, attraversato il ponte dei Betti, si trovavano i mulini e altre abitazioni, lungo l'attuale via S. Faustino. Nella piazza c'era l'antica chiesa parrocchiale, con il suo piccolo campanile, e la casa del Comune. Altre due piccole chiese sorgevano oltre la sponda del Redocla. Un poco fuori dal centro si trovava, verso la valle di Sarezzo, la contrada Capomaggiore, dove nel '400 aveva la sua bottega il calzolaio Cristoforo Perotti, mentre a ovest troviamo la contrada dell'Ospitale, dove c'era con tutta probabilità una taverna con alloggi, nell'edificio che ancora esiste, all'angolo tra via Zanardelli e via Repubblica. Verso la fine del XVI secolo si decide di erigere, come testimonianza dell'ormai consolidata identità comunale, la torre campanaria, che verrà poi unita alla nuova chiesa parrocchiale, la cui costruzione fu portata a termine a metà del '600. Nel frattempo anche a Sarezzo la famigerata peste del 1630 aveva mietuto molte vittime. Nemmeno la peste però fermerà l'alacre lavoro delle fucine di Sarezzo, prima fra tutte quella per la produzione di "ferrarezze", e in particolare di cannoni, dei Bailo, ai quali sempre, durante le innumerevoli guerre sostenute, si rivolgerà la repubblica di Venezia, fino al suo crollo nel 1797. L'arrivo degli eserciti francesi, che sconfiggono la resistenza dei valligiani, sconvolge l'assetto amministrativo del Comune, all'insegna della Libertà, della Fraternità e dell'Uguaglianza, stampate in bei caratteri in testa agli atti del Comune. Il governo francese, che aveva tra l'altro avuto il tempo di cancellare a colpi di scalpello lo stemma sulla torre del comune, al crollo della potenza napoleonica sarà sostituito da quello austriaco, imperiale e regio, che naturalmente modificherà a sua volta le regole dell'amministrazione. Il secolo XIX sarà funestato da alcune gravi catastrofi, come l'epidemia di colera del 1836 e la disastrosa alluvione del 1850, che si porterà via anche la casa del comune, travolta dalle acque gonfie del Redocla. Verso la fine dell'Ottocento, mentre l'aria del paese è appestata da nuove svettanti fornaci per la produzione della calce, a Sarezzo fa la sua comparsa il tram a vapore, elettrificato più tardi, che aveva due fermate, a Crocevia e all'altezza circa della località castel bruciato. Tra '800 e '900, dopo l'unità d'Italia, anche la toponomastica, in conseguenza della nuova ingerenza statale, subisce delle modifiche, e le contrade che prima designavano particolarità specifiche del luogo (Valle, Piazzetta, Rizzo, Fornace, ecc.) diventeranno via Zanardelli, via IV Novembre, via Repubblica. La piazza, che da secoli ospitava il mercato del bestiame ed era perciò detta anche piazza del mercato nel 1926 diventa piazza Cesare Battisti. Agli inizi del '900 si decide di allungare la chiesa parrocchiale, poi di costruire nuove scuole elementari in via Zanardelli e anche di mettere una fontana in piazza. Nel clima torbido del primo dopoguerra la piazza di Sarezzo è insanguinata da una sparatoria, durante un comizio, un evento che avrà larga risonanza e che verrà ricordato con il nome di "fatti di Sarezzo". Poi arriverà il fascismo, nella persona del podestà geometra Prunali, che tra l'altro farà costruire su suo progetto una nuova sede municipale, in piazza, sostituito poi dal podestà Franchi. Con il secondo dopoguerra infine, ed in particolare a partire dagli anni '60, il volto di Sarezzo si modifica notevolmente, con il sorgere di nuovi centri abitativi e commerciali e di nuove fabbriche, che sottraggono spazio ai campi, sempre più rari. Il comune perde così definitivamente l'aspetto che per secoli aveva conservato di piccolo paese di montagna, ma questa è storia recente ed è sotto gli occhi di tutti.

Stefano Soggetti

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