Stemma.jpg (8387 byte)

COMUNE di SAREZZO PALAZZO BAILO

BIBLIOTECA CIVICA via Bailo, 47 - 25068 SAREZZO -

 

INAUGURAZIONE della

BIBLIOTECA COMUNALE DEL BAILO

La Biblioteca Comunale del Bailo, é stata inaugurata nel pomeriggio di sabato 25 marzo 2000. Alle ore 15,00 il Ministro per le Politiche Comunitarie on. Patrizia Toia ha tagliato il tradizionale nastro. L'on. Toia, insieme al sindaco Fabio Ferraglio, al presidente della Provincia Alberto Cavalli, al presidente della Comunità Montana di Valle Trompia Silvano Corli, é stata protagonista di una conferenza sul tema delle tradizioni e dell'Europa. Alla cerimonia di inaugurazione, ha partecipato l’Associazione Filarmonica S.Cecilia. Sia all'inaugurazione, sia alla giornata della Biblioteca (domenica 26 marzo), sono intervenute molte persone: l'avvenimento é stato infatti vissuto intensamente dalla comunità di Sarezzo e dagli appassionati di libri provenienti dal resto della Valle Trompia. (Nella foto di rete5, il ministro PATRIZIA TOIA, al taglio del nastro, con il Presidente della Provincia Alberto Cavalli ed il Sindaco di Sarezzo Fabio Ferraglio.)

 

 

Disposizione degli spazi a Palazzo Bailo

Piano terra: Uffici amministrativi. Sede del Sistema Bibliotecario Valle Trompia.

Ingresso: Prestiti, informazioni, emeroteca; accesso al giardino e sezione bambini.

Primo piano: Sala multimediale ragazzi, sala letteratura ragazzi zona consultazione e divulgazione ragazzi, sala consultazione. Nella galleria: libri d’arte; sala letteratura e sala narrativa, sezione viaggi, guide turistiche e montagna; sala letteratura per generi: gialli, rosa, horror, fantascienza, fantasy.

Secondo piano: Sala saggistica; galleria: libri sezione locale, sezione libri scacchi, postazioni multimediali. Auditorium.


Il palazzo di via Bailo Poco si sa con certezza del palazzo di via Bailo, la nuova sede della biblioteca civica di Sarezzo. Sicuramente di struttura cinquecentesca, nel corso dei secoli subì rimaneggiamenti. Oltre che Villa Rurale, fu utilizzata come magazzino dalla famiglia Bailo, più nota come costruttrice di cannoni nel periodo della dominazione veneta. Nel complesso fu poi attivato anche un mulino. L’edificio divenne sede della Cooperativa di consumo, sorta a Sarezzo nel 1885 e sciolta nel periodo fascista. Per molti anni fu sede della Filarmonica S. Cecilia. Negli ultimi anni ha ospitato gli alpini e l’associazione nazionali dei mutilati e invalidi sul lavoro. Poi la destinazione a biblioteca con l’inaugurazione in questi giorni. Ecco le caratteristiche dell’edificio, presentate dall’architetto Valentino Volta, progettista del restauro. Dal punto di vista planimetrico si sviluppa sopra un rettangolo di base, il cui lato lungo è esposto a mezzodì, la testata orientale sull’incrocio stradale e quella occidentale che confina con orti e giardini. La parte a ovest si prolungava già dal XVI secolo fino alla fucina dei Baili, posta proprio al ponte del Redocla, sulla strada Valleriana. Al piano del cortile l’edificio si apre con un leggiadro porticato a cinque fornici sorretti da esili colonne di stile dorico-tuscano. Gli archi a tre centri sono una testimonianza del periodo manieristico. Sul portico con copertura a crociera, si aprono dei vani con copertura a volta. Una scala con copertura a botte porta al primo piano, al piano nobile, quello della residenza. Una lunga galleria è posta sopra il portico. Un’altra scala conduce all’ampio solaio, probabilmente utilizzato per il deposito grani. Dunque nella parete meridionale il gusto rustico è alleggerito dal porticato. Più schematico è il lato settentrionale, con le finestre quadrate al piano terra e nel sottotetto e le grandi finestre del piano nobile. Le cornici sono finti conci bugnati e lisci. E’ interessante anche il cornicione che anticipa il gusto barocco destinato a prevalere nei decenni successivi. Dal catasto Napoleonico risulta che la villa rustica era circondata da una corticella e da un orto e sul lato meridionale era chiusa da un edificio irregolare probabilmente adibito a stalla e fienile. Nel corso dei secoli infatti il fabbricato fu destinato ad utilizzo misto: funzione abitativa e funzione moderatamente rustica che venne mantenuta per lungo tempo, fino all’acquisto (avvenuto nel 1887) da parte della Cooperativa Cattolica di mutua assistenza fondata due anni prima. Nell’ultima fase del XIX secolo fu costruita una nuova ala. Lo si può capire grazie al confronto tra le carte austriache del 1852 e quella del regno d’Italia del 1898. La villa vera e propria fu collegata con il rustico antistante da una struttura ancora esistente realizzata sul lato ovest. I lavori di restauro hanno valorizzato anche questa parte, ovviamente distinguendola dalla parte più antica e più interessante dal punto di vista storico e architettonico. Secondo testimonianze orali, questa “costruzione”, lasciata a porticato al piano terra, al primo piano fu adibita a pastificio che poteva sfruttare l’annesso mulino. L’edificio è stato sede della Filarmonica S. Cecilia (la banda fondata nel 1886), del gruppo alpini, della sezione locale dell’ANMIL (invalidi del lavoro) e di altre associazioni. Dopo l’acquisizione da parte del comune è stata decisa la destinazione a biblioteca civica ed a centro sistema bibliotecario della Valtrompia.

Storia della biblioteca E’ difficile stabilire una data di nascita precisa della biblioteca di Sarezzo: dopo un’assidua ricerca negli archivi comunali, il più vecchio documento ritrovato, è una polverosa delibera dell’aprile 1961. “Il signor Sindaco Alfredo Soggetti, illustra come la lodevole iniziativa, presa un paio d’anni fa, che istituì la biblioteca comunale, abbia avuto favorevole accoglimento fra i cittadini del comune”. Si può quindi dedurre da questo passaggio della delibera, che i primi passi verso la sua fondazione siano stati mossi nel 1959. L’istituzione formale rimane comunque la delibera del ‘61, come citato nell’art. 1 dello statuto del 1972: “Il Comune di Sarezzo con delibera consigliare n. 20 del 22/04/61, ha istituito la biblioteca civica”. Visto l’esiguo numero di libri al momento acquisiti fu deciso di affiancarla alla biblioteca scolastica, al fine di non disperdere i due patrimoni. Con la delibera vennero stanziate 200.000 lire per l’acquisto di libri, scelti dal sindaco con criteri di assoluta attualità, sia nel campo della narrativa che della saggistica. In merito un consigliere di maggioranza raccomandava che nella scelta fossero rispettati requisiti di moralità. Ne segue la divertente polemica di un consigliere di minoranza che ricordava che la biblioteca era comunale e non parrocchiale. Questa delibera è l’unico documento scritto che testimoni gli albori della biblioteca. Nella ricerca di testimonianze orali siamo riusciti a contattare un consigliere di quella amministrazione. I pochi ricordi si riferiscono alla prima sede della biblioteca, un locale di Palazzo Bailo, utilizzata per un paio d’anni; all’orario d’apertura, che era di poche ore settimanali; all’apertura gestita da un dipendente comunale. Col passare degli anni la biblioteca prendeva forma e il locale del Municipio che era stato adibito a biblioteca non era più sufficiente. Così, nel 1970, il Comune trovò una nuova sede alla biblioteca nel piano rialzato di un edificio in via IV novembre, con sala di lettura, ufficio del bibliotecario e sala riunioni. Altra importante delibera fu la n. 69 del 1972 con la quale venne stabilito che il bibliotecario sarebbe stato nominato a mezzo di pubblico concorso (che si sarebbe poi tenuto nel 1976). Nell’attesa di tale concorso spettava alla giunta municipale incaricare un bibliotecario provvisorio, come era sempre stato nel passato. Ma soprattutto con quella delibera venne approvato lo Statuto-Regolamento della biblioteca civica di Sarezzo, precursore della successiva legge 41/73. Tale statuto definiva: obiettivi e compiti della biblioteca, tra cui costituire un centro attivo di diffusione della cultura; organi (Comitato direttivo e bibliotecario) e loro funzioni, con particolare attenzione al Comitato direttivo il quale doveva stabilire gli indirizzi generali dell’attività della biblioteca e deliberare l’acquisto di libri e di altro materiale su proposta del bibliotecario e direttamente; doveri del Comune verso la biblioteca; modalità di prestito. Venne poi istituita una sezione speciale per i ragazzi dai 6 ai 14 anni. Nel 1973 la regione Lombardia approvò un’importante legge sul servizio di biblioteca: la legge 41. Si sentì quindi l’esigenza di adattare il regolamento alla nuova legge, così nell’aprile del 1977 venne approvato il nuovo Statuto-regolamento: nei compiti della biblioteca venne inserita la collaborazione con altri comuni in vista di un sistema bibliotecario comprensoriale; vennero istituiti come organi della biblioteca l’assemblea degli iscritti, il presidente e il segretario d’amministrazione; venne ribadito che nell’acquisto dei libri la funzione del bibliotecario era solamente propositiva e consultiva. Grandi cambiamenti arrivarono con la legge regionale 81 dell’85, che rinnovò l’immagine, le funzioni e i compiti della biblioteca. Le novità che la legge 81 apportò al sistema bibliotecario lombardo resero necessario un nuovo regolamento che venne redatto e approvato nel 1988. All’art. 1 veniva stabilito che “la biblioteca civica di Sarezzo è un’istituzione culturale aperta al pubblico e costituisce unità di servizio dell’organizzazione bibliotecaria regionale”. In conformità con la legge 81, lo statuto stabilisce che la responsabilità della biblioteca è affidata al bibliotecario, il quale svolge le funzioni inerenti all’acquisizione del materiale librario e documentario. Veniva inoltre stabilito che la biblioteca si occupava della realizzazione di attività culturali correlate alla diffusione della lettura, dell’informazione, del libro e del documento. Anno importante rimane comunque il 1987, con l’assunzione di un’altra persona da affiancare all’assistente e soprattutto con lo stanziamento di 65.290.000 per la biblioteca, 30.000.000 dei quali per l’acquisto di libri contro i 3.700.000 del 1986. Negli anni 90, l’attività della biblioteca era in continuo aumento. Partirono in quegli anni diverse iniziative, tra le quali l’attività di promozione alla lettura per alcune classi delle scuole materne, elementari e medie (svolta in collaborazione con la cooperativa Colibrì di Brescia). Era questo un importante impegno in quanto, come citato nel manifesto UNESCO sulle biblioteche pubbliche, uno dei compiti di una biblioteca pubblica è quello di creare e rafforzare nei ragazzi l’abitudine alla lettura fin dalla più tenera età e di stimolarne l’immaginazione e la creatività.

Per le scuole materne ed elementari, gli incontri con i ragazzi avvenivano con le seguenti modalità: presentazione in classe di novità editoriali per ragazzi; lettura di libri e proiezione di diapositive; animazione e costruzione di un libro con relativa ingressatura per acquisirlo nel patrimonio della biblioteca. L’attività per la scuola media prevedeva invece due incontri con gli studenti nei quali si presentavano le ultime novità della letteratura per ragazzi; veniva inoltre consegnata una bibliografia con breve riassunto dei libri presentati. Sempre in quegli anni, esattamente nel 1990, venne istituita la CACCIA AL LIBRO; i lettori devono indovinare da una quarantina di righe dattiloscritte l’autore e il titolo dal quale sono state tratte. Il lettore che indovina riceve in regalo un libro. Nel 92 venne istituito il PREMIO LETTERARIO SAREZZO; i ragazzi delle classi quarte elementari devono leggere durante l’anno scolastico alcuni libri di letteratura per l’infanzia e tra questi indicare quello che hanno ritenuto migliore. All’inizio del successivo anno scolastico si terrà l’incontro con l’autore più votato. Nel 1995, su proposta dell’A.M.I.S. (Associazione maestri italiani di scacchi), si è deciso di istituire, presso la biblioteca di Sarezzo, la Biblioteca nazionale degli scacchi, ossia un fondo librario di carattere specifico sugli scacchi. Era ormai parecchio tempo che si parlava dell’attuazione di questa biblioteca: basti pensare che il relativo patrimonio librario fu acquisito nel 1992, ma per problemi che riguardavano soprattutto il personale e la sede si faticava a dare vita a questo progetto. Erano quelli, anni di grandi cambiamenti nel mondo bibliotecario. L’informatica era ormai entrata nelle biblioteche di pubblica lettura. Una delle prime applicazioni della tecnologia all’interno della biblioteca ha consentito il passaggio dal catalogo cartaceo a quello elettronico. Questo naturalmente avvenne anche a Sarezzo dove il passaggio da un tipo di catalogo all’altro non fu certo un’operazione semplice; il cosiddetto recupero del pregresso riguardava circa 20.000 libri. Fortunatamente per la maggior parte dei volumi si poté ricorrere alla catalogazione derivata, in quanto erano già stati catalogati in altre biblioteche ed era quindi sufficiente inserirli nella propria banca dati. Operazione comunque lunga, svolta direttamente dalla bibliotecaria e che la tenne impegnata per oltre un anno tra il 1995 e il 96. Restavano esclusi circa 3.000 volumi (2.977 per l’esattezza), da catalogare ex-novo. L’incarico fu affidato alla cooperativa Colibrì, che ultimò il lavoro nel 1997. Nel 1997 la biblioteca di Sarezzo era una delle più significative della provincia. Il suo patrimonio librario era di 34179 volumi con una media di 2,97 libri per abitanti, raggiungendo così l’obiettivo indicato dall’IFLA di 3 volumi per abitante. I prestiti effettuati sono stati 20184. Nel corso di quello stesso anno la biblioteca di Sarezzo è diventata Biblioteca centro-sistema del sistema Val Trompia. Questo è sicuramente un riconoscimento significativo ma che richiede e richiederà un impegno e uno sforzo supplementare. Abbiamo lasciato per ultimo il problema che negli ultimi dieci anni ha pesato maggiormente sulla biblioteca di Sarezzo: la sede. Dalla lettura dei dibattiti contenuti in alcune delibere comunali dei primi anni 90, si può capire come questo fosse uno scoglio che impediva alla biblioteca di crescere. I 180 metri quadrati di via IV novembre non bastavano più. La consistenza del patrimonio librario nel 1991 era di 18109 volumi, i prestiti effettuati nello stesso anno 12149 con un incremento rispetto all’anno precedente dell’8.34%. In biblioteca c’era un’affluenza media di 50-60 persone al giorno per i prestiti e di 30-40 per motivi di studio. Spesso si verificava che i ragazzi erano costretti ad andarsene per mancanza di posto oppure perché non trovavano l’ambiente ideale per studiare a causa del sovraffollamento e degli spazi inadeguati. Altro problema era quello della collocazione dei libri, ormai stipati negli scaffali e messi in posizioni poco accessibili. Per non parlare poi dell’emeroteca: aveva solo due posti a sedere e nel 1991 la biblioteca era abbonata a quattro quotidiani e a ventun riviste. Una delle possibili soluzioni era il trasferimento a Palazzo Bailo, stabile che il Comune acquistò dalla parrocchia nel 1987. Era quello un edificio quasi completamente da ristrutturare il che richiedeva denaro e tempo. Altra soluzione presa in considerazione fu di allargare la sede di via IV novembre, occupando i locali del consultorio dell’USSL, situato sullo stesso piano della biblioteca: lo stesso consultorio che si lamentava del poco spazio a sua disposizione e chiedeva un cambiamento di sede, avrebbe forse lasciato i suoi locali a disposizione della biblioteca. La situazione era insomma abbastanza complessa. Finalmente nel 1997 arrivarono i finanziamenti per la ristrutturazione di Palazzo Bailo, ma le prospettive di attesa erano lunghe. La biblioteca intanto cresceva nel suo patrimonio librario, nelle affluenze, nei prestiti, nelle sue attività e se nel 91 la situazione era problematica, negli anni seguenti si può davvero affermare che era vicino al collasso.



 

Rete 5  Valtrompianet - Sergio Piccini